INTERNET, IMITARE MANDATORICCIO UNA SPERANZA, IN UN PAESE NEMICO DI INTERNET

INTERNET, IMITARE MANDATORICCIO I COMPLIMENTI DI OTTO TORRI AL SINDACO UNA SPERANZA, IN UN PAESE NEMICO DI INTERNET MANDATORICCIO (Cs), Martedì 8 Febbraio 2011 – Mentre l’Italia sta perdendo la corsa al digitale e si sta connotando, in Europa e nel mondo, come un “Paese nemico di Internet”, dal profondo sud del sud, dalla Calabria dei ritardi e dei gap materiali ed immateriali, giunge un segnale controcorrente. E confortante. A MANDATORICCIO, un piccolo comune della Sila Greca, l’Amministrazione Comunale ha deciso di estendere gratuitamente l’accesso alla rete per tutti. Otto Torri sullo Jonio si complimenta, dunque, con il Sindaco Angelo DONNICI e con tutta la giunta che da qualche anno guida la cittadina per aver investito, tra le altre emergenze, anche su questo aspetto, per nulla marginale o secondario. Nel territorio cittadino, dal centro storico alla marina, è infatti operativa, da giorni, una wifi pubblica che consente un accesso alla rete, regolamentato e per alcune zone del tutto gratuito. Per questo Otto Torri esprime convinta soddisfazione. E lo fa come associazione europea e da sempre sensibile al tema dell’estensione dei diritti vecchi e nuovi, così come alla questione della normalizzazione delle opportunità, dalla mobilità alla rete, quale condizione stessa di quella unità nazionale di cui quest’anno si celebra, con maggiore o minore retorica, il 150esimo anniversario. Otto Torri invita ad emulare il positivo caso di Mandatoriccio. Perché si può fare altrettanto, nei tanti centri storici calabresi, tanto morfologicamente adatti a questo esperimento di innovazione e cittadinanza, quanto privi di questi come di altri servizi fondamentali. Ed Internet, e la garanzia dell’accesso alla rete, è un diritto fondamentale, per quanto ignorato da scuola, tv, politica e cultura del Bel Paese. Ha perfettamente ragione il Prof. Stefano RODOTÀ quando sostiene che Internet, oggi, non è soltanto la grande metafora del mondo in cui viviamo. Concretamente, Internet, è il più grande spazio pubblico che l’umanità abbia mai conosciuto, la “proiezione nel reale di un’altra metafora, la società della conoscenza”. Internet – siamo pienamente d’accordo con il giurista RODOTÀ – è lo spazio dove oggi si gioca la partita della democrazia. Da qui sia la necessità di salvaguardare la neutralità della rete, anche come antidoto ad ogni forma di censura, sia la necessità di considerare l’accesso a Internet come un diritto fondamentale della persona, secondo una linea costituzionale che si ritrova in dichiarazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa, in iniziative di Stati membri come la Finlandia e nel piano del Presidente OBAMA sul servizio universale. Ma non in Italia, con una politica, una classe dirigente, poteri economici e mediatici, chiusi in se stessi, ostili ad ogni osmosi culturale, privi di curiosità e con una scarsissima propensione al nuovo. L’ITALIA, OGGI, NON È UN PAESE PER INTERNET. E che, dalla sua periferia, da MANDATORICCIO, vi siano contrari segnali di fumo, non può che essere una speranza che, nuove generazioni ed istituzioni illuminate, devono saper cogliere, salutare con favore e sollecitare.

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