Il calcio cariatese è più vivo che mai. Resta a galla e non affonda, nella speranza che il domani sia sempre più degno delle migliori tradizioni.

Il calcio cariatese è vivo. Nonostante le vicissitudini degli ultimi anni, unite alle enormi difficoltà riscontrate da un intero territorio, in cui per emergere bisogna passare attraverso le forche caudine, nello sport più bello del mondo ci togliamo ancora delle soddisfazioni. E’ notizia recente la fresca laurea come Direttore sportiva del nostro Vittorio Tosto, rappresentante cariatese ai massimi livelli del calcio italiano. Un evento accolto con gioia ed orgoglio da un paese intero, lieto di tributare l’ennesimo applauso ad uno dei suoi figli migliori. Ciccio Cozza, invece, continua a rendere servigi alla sua tanto amata Reggina e sta svolgendo un ruolo importante tra i collaboratori del tecnico amaranto Gianluca Atzori. Può trasmettere ai tanti giovani della rosa, “i figli del Sant’Agata” come ama definirli il presidente Lillo Foti, cosa vuol dire indossare la casacca che rappresenta un popolo caldo e passionale come quello di Reggio Calabria. La S.s.d. Cariatese ha letteralmente surclassato la concorrenza nel campionato di Seconda categoria, festeggiando una fondamentale promozione che avvicina il calcio nostrano ai livelli che più gli competono. Grandi meriti alla società, presieduta da Matera in primis (è consigliabile evitare di aggiungere altri nomi visto che in periodo di elezioni ogni spiffero diventa una punzecchiatura), e ad un gruppo che sul campo ha sempre dimostrato la propria superiorità. Tra tutti spicca sicuramente Covello, autore di ben 30 reti e di giocate che non hanno nulla a che vedere con una Seconda categoria. La rosa possiede il giusto mix di esperienza e gioventù per affrontare, da protagonista, anche la Prima categoria. Unico neo, marginale però in un’annata di successi, è la sconfitta patita nella Supercoppa di Calabria. I cugini dell’A.s.d. Cariati hanno contribuito ad incrementare il cumulo di emozioni che la stagione agonistica ha regalato agli assidui frequentatori del Comunale: la compagine del presidente Sabatino Tosto, dopo aver centrato il quarto posto nella “regular season”, si trova impegnata nei Playoff a lottare per una promozione che regalerebbe altri scoppiettanti derby nell’anno venturo. E’ stata giocata, finora, l’andata delle semifinali, al Comunale contro lo Sporting Francavilla, e Montesanto e compagni si sono imposti per due reti ad una. Proprio Montesanto è stato l’artefice dell’importante vittoria grazie ad una botta terrificante su calcio di punizione. Il risultato, seppur positivo, lascia qualche rammarico ai biancoblu per le numerose occasioni sprecate sottoporta e, soprattutto, per aver dimostrato di avere qualcosa in più rispetto agli avversari. Poco convincente è apparso il sistema di gioco adottato dagli uomini di mister Russo, ossia una difesa a tre che soffre sulle verticalizzazioni per attaccanti rapidi ed un centrocampo scarsamente aiutato nel lavoro di filtro dai quattro calciatori offensivi che, in più riprese, mostravano difficoltà nel trovare la giusta collocazione in campo. Nonostante ciò è arrivato un successo che sta anche stretto e, di conseguenza, rivedendo qualcosa a livello tattico e con la consapevolezza dei propri mezzi, l’A.s.d. può essere fiducioso. Il ritorno a Francavilla sarà una battaglia e si parte con due risultati su tre a favore di capitan Boccia e compagni. Curioso il fatto che nella passata stagione l’A.s.d. dominò il campionato di Terza categoria e la Cariatese la spuntò nei Playoff. Chissà che la cabala non sia decisiva. Un appello ai tifosi sembra però lecito: è vero che una denominazione può rievocare vecchi scenari alquanto suggestivi e che chi vince porta sempre il tifo dalla sua parte, ma l’A.s.d. Cariati è formato da uomini che hanno vestito ed onorato la gloriosa casacca della L.s. Cariatese nei punti più alti della sua storia e, inoltre, una doppia promozione restituirebbe ulteriore credito al calcio locale. Anche in una sfida importante come quella contro il Francavilla, il Comunale, seppur meno vuoto di come siamo abituati a vederlo quando gioca l’A.s.d., ha ribadito una incomprensibile freddezza nei confronti di questa società che, così come quella di Matera, tanti sforzi sta compiendo per scalare le categorie del calcio calabrese. E’ logico che ognuno abbia una preferenza personale tra le due compagini, e la S.s.d. Cariatese merita solo applausi, ma per un traguardo così importante come quello che si sta giocando l’A.s.d dovrebbe essere un intero paese a scendere in campo ogni domenica. Durante l’ultimo derby, a bordo campo, è comparso uno striscione: “Nessuno mai accetterà questo derby di città”. Predicare bene e razzolare male è errato. Chiudiamo con un elogio a Cristoforo Curia e Cataldo Minutolo, prodotti del calcio cariatese che sognano la serie D con l’Isola Capo Rizzuto, la quale disputa i Playoff di Eccellenza e di cui Curia e Minutolo sono due pilastri. Il primo, talento estroso che meritava una carriera diversa, ha militato per anni nel settore giovanile della Reggina, affacciandosi talora in prima squadra, e adesso è diventato l’idolo del pubblico di Isola grazie ad un sinistro che, come direbbe qualche simpatico commentatore, canta e suona. Minutolo, classe 92, ha disputato una stagione mostruosa da difensore centrale. Sono pochi i club che scommettono su un giovane in ruolo così delicato e ciò sta ad attestare le enormi potenzialità che il ragazzo possiede. Dopo essere stato premiato con numerose convocazioni nelle rappresentative regionali e nella Nazionale italiana under 18 dei dilettanti, per Minutolo potrebbero splancarsi le porte del professionismo. Una grande speranza per il territorio, un calciatore su cui scommettere. La prossima puntata sarà dedicata agli altri esponenti del nostro paese nell’Italia pallonara, perchè ancora ce ne sono. Il calcio cariatese è più vivo che mai. Resta a galla e non affonda, nella speranza che il domani sia sempre più degno delle migliori tradizioni.

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