I dipendenti comunali sono da due mesi senza stipendio, e anche per il terzo (maggio) si profila un altro forfait.

Mentre i dipendenti comunali sono da due mesi senza stipendio, e anche per il terzo (maggio) si profila un altro forfait, i componenti della giunta civica, sindaco compreso, continuano regolarmente, e con puntualità svizzera ad incassare quando loro, giustamente aggiungiamo noi, dovuto. Da documenti in nostro possesso si ricava che, ad esempio, il 19 febbraio 2013 la banca tesoriera dell’Ente ha pagato ai nostri governanti mandati per un totale di 5.495,82 Euro così ripartiti: 971,59 al vicesindaco Leonardo Montesanto; 874,44 all’assessore Giuseppe Donnici; 796,17 all’assessore Leonardo Celeste; 874,44 all’assessore Cataldo Rizzo e 1.943,18 al sindaco Filippo Giovanni Sero. Il 6 marzo 2013 gli assessori percepiscono la medesima somma del mese precedente, ma l’indennità del sindaco subisce una miracolosa impennata: 3.386,77 Euro. Nessuno scandalo, per carità, almeno dal punto di vista formale: siamo convinti che gli amministratori pubblici abbiamo il sacrosanto diritto di avere un’indennità equa e proporzionata alle responsabilità, affatto semplici, che ricoprono. Tuttavia, in un periodo di profonda crisi, aggravata a Cariati da fatti e circostanze che la rendono particolarmente feroce e magari riconducili alla cattiva gestione della cosa pubblica (come garantiscono le opposizioni consiliari), forse le legittime spettanze del governo locale si sarebbero potute far slittare per ottemperare a questioni, magari minime, ma più urgenti, come il cambio degli pneumatici degli scuolabus. E poi, perché chiedere sacrifici solo ai dipendenti e non rinunciare alle proprie gratifiche? Abbiamo sentito le lagnanze di alcuni lavoratori comunali: tutti hanno evidenti problemi di liquidità determinati proprio dall’aver programmato, come ogni famiglia, entrate ed uscite e ritrovarsi solo ad affrontare spese senza quattrini. In una parola, a indebitarsi. C’è un impiegato che ha saltato due rate di un finanziamento ed altri che non sanno come pagare le rate del mutuo per la prima casa. Altri ancora hanno dovuto “richiamare” i figli dall’Università: insieme, qui, a casa, le sofferenze si sentono meno. Insomma, la situazione è dannatamente seria per chi conta unicamente sullo stipendio. Ed allora, a questo punto, non ci pare assolutamente morale passare ogni mese all’incasso quando a due passi da te c’è chi “sopravvive” per dignità e attaccamento al lavoro. Einaudi diceva che per ogni persona che percepisce un reddito senza produrlo, c’è sempre un’altra persona che produce un reddito senza percepirlo.

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