Gino Strada non c’è più ma la sua opera e il suo esempio sfideranno il tempo.

Gino Strada è stato uno dei pochi uomini capaci di dimostrare che tra il dire e il fare, basta volerlo, non c’è nessun mare: Gino predicava bene e razzolava meglio, non si limitava a credere in ciò che diceva: lo faceva, anche. Diecine di ospedali fondati nei luoghi più pericolosi del mondo e milioni di persone curate da lui e dai medici della sua Emergency stanno là a dimostrarlo.

Gino era anche la cartina del tornasole della cattiva coscienza di tanti di noi, quelli che giustificano il proprio egoismo con la scusa miserabile: “non possiamo farci carico di tutti”. Gino, lui, sì: si è fatto carico di tutti gli ultimi della terra, Gino ha detto chiaro e tondo che un diritto è tale se è condiviso da tutti, o altrimenti è un privilegio.

Tanto più grande è stato il suo impegno, in quanto lo ha praticato senza perseguire nessun interesse personale, anzi, sacrificando sé stesso nel nome di un ideale più alto e più nobile di qualunque ricompensa, in questo o in un ipotetico altro mondo. Gino era laicamente, sinceramente, profondamente convinto della necessità di vedere un fratello in ogni essere umano; e per questo non ha esitato, oltre a impegnarsi come medico e come fondatore di Emergency, anche in strenue battaglie di civiltà contro la guerra, innanzi tutto, e poi contro gli ipocriti e gli egoisti, contro quelli che riferendosi agli ultimi e ai disperati dicono “aiutiamoli a casa loro” ma poi si guardano bene dall’alzare anche soltanto un dito per aiutarli davvero e anzi, non paghi di insultare chi è aperto all’accoglienza e al soccorso, sono pronti a criticare e deridere anche chi ci va davvero, quei disperati, ad aiutarli a casa loro.

Gino Strada è stato un faro, luminoso per alcuni, fastidioso per altri, abbagliante per tutti. Noi che lo abbiamo amato ed ammirato, ora, abbiamo il dovere di conservare viva la sua memoria e soprattutto di rispettare, imitandolo, l’esempio che indignandosi, gridando, denunciando e soprattutto operando senza sosta, ha dato a noi tutti.

Grazie, Gino. Riposa in pace: il tuo più bel monumento te lo sei elevato da solo, con la tua opera e il tuo esempio: al di là di tutte le parole che possono essere spese per onorarti, saranno loro a perpetuare la tua memoria e a tenere vivo l’affetto delle persone di buona volontà che hanno ammirato, e per sempre ammireranno, un vero Uomo, un Uomo come te.

Giuseppe Riccardo Festa

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