Fidarsi è bene ma non fidarsi è ormai la regola.

Mi era già successo, tanti anni fa, quando collaborai con una scuola elementare che allestiva uno spettacolo con i suoi scolari. La cosa funzionò e lo spettacolo ebbe un bel successo; proposi allora ai bambini che ne avessero voglia, se i loro genitori erano d’accordo, di venire nel mio studio per registrare le canzoni che avevo insegnato loro e realizzare un CD. Alcuni genitori rimasero sorpresi non per la proposta, ma perché non parlai di denaro: mi ero affezionato a quei bambini, ero felice e orgoglioso di essermi meritato (non semplicemente guadagnato: proprio meritato) il loro affetto e la loro fiducia, amavo e amo condividere il mio amore per la musica, e quindi trovavo naturale regalare loro un ricordo della bella esperienza che avevamo condiviso.

Qualche mamma s’insospettì di brutto, pensando che volessi fare chissà che cosa al suo frugoletto. Poi, vedendo che effettivamente insegnavo loro a cantare, a usare il microfono, a capire qualche elemento di teoria musicale, tutti si rasserenarono.

Ora mi è successo di nuovo. Sto collaborando, stavolta con un liceo, alla realizzazione di uno spettacolo interpretato dagli studenti. Uno dei ragazzi, molto intelligente e volenteroso, vuole partecipare suonando la chitarra. Solo che per farlo gli mancano le basi, così gli ho proposto di dargli un po’ di lezioni.

È venuto nel mio studio accompagnato dalla madre, la cui perplessità era tanto palpabile da sfociare nella diffidenza. Dare lezioni al figlio? Perché? E qual era il prezzo che chiedevo? Si è fatta ancora più cupa quando le ho detto che non voglio niente. Poi le ho spiegato che un compenso lo riceverò dalla scuola e le lezioni al figlio si inquadrano nelle attività che mi sono impegnato a svolgere. Solo allora ho visto la sua fronte distendersi.

Per favore, se la vedete, non le dite che di soldi col liceo non ho ancora parlato e rischio di non farlo neanche in futuro: temo che i suoi sospetti si rinfocolerebbero.

Lo so, capita spesso che infami individui carpiscano la buona fede del prossimo con offerte che nascondono loschi o addirittura osceni fini. Ma fa comunque male dover constatare che, oggi, la diffidenza e la sfiducia nel prossimo sono ascesi a livelli tali che l’unico modo per essere presi sul serio, quando si offre qualcosa al prossimo, è farsi pagare; e più si chiede e meglio si è trattati. Guai ad essere disinteressati: si passa per pedofilo, nel peggiore dei casi.

Però, nel caso più probabile, si passa per fesso.

Giuseppe Riccardo Festa

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