Ercolano: il “male” che ha armato il presunto “buono”. La deriva sociale della nostra società.

È davvero molto grave quanto accaduto alle falde del Vesuvio nel Comune della Città di Ercolano nei giorni scorsi. Il sottoscritto ha necessariamente fatto passare qualche giorno prima di metabolizzare il grave episodio.

Ciò nonostante mi appare che siamo sconfinati in un contesto difficile da arginare e riordinare. Parliamo di dramma, quanto quello che ha fatto perdere la vita a due giovanissimi ragazzi per giunta incensurati, che va analizzato con calma nella sua profondità.

Un uomo spara a due ragazzi, credendoli dei malviventi mentre sono nella loro auto a capire la strada da seguire per raggiungere altri amici, perché ritiene che sono gli ennesimi ladri che stanno pensando di rubare la sua auto.

È complicato guardare nel dramma di questo uomo. Il suo gesto è molto più grande, ed è irreversibile, rispetto ai due ragazzi ormai deceduti che poco hanno potuto fare per salvarsi. Parliamo allora di tre vittime di una società letteralmente impazzita. Una vera giungla, dove è complicato mettere un muro che separi in modo netto il bene dal male.

Si sono persi i punti valoriali di riferimento nella società che viviamo ormai tutti di gran corsa, indifferenti e nell’isolamento gli uni dagli altri. La disgregazione sociale è un dato di fatto. Il sospetto verso un propio simile è qualcosa di tangibile anche nelle piccole sciocchezze che affrontiamo quotidianamente.

Il dubbio costante che caratterizza le persone nei riguardi di chi a davanti sta distruggendo e portando alla deriva nei legami interpersonali che sono, invece, la base su cui fondare una comunità leale, sensibile, disponibile e trasparente.

La polverizzazione della fiducia tra propri simili riguarda faccende semplici che interessano il quotidiano, e aggiungo per fortuna ancora in parte sopportabile, ma in altri casi ciò porta al di là di ogni possibile controllo arrivando a produrre gesti inimmaginabili, dove l’episodio di Ercolano può capitare a ciascuno di noi fino all’impoderabile.

Lo spazio pubblico che viviamo è inquinato. Bisogna riseminarlo di valori con fatti e azioni concrete. Altrimenti ogni persona penserà di fare del bene per tutelare la propria sopravvivenza, seppure sta a praticare il male.

Nicola Campoli

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