Ciao Antonio! 

Ho conosciuto Antonio Trento solo negli ultimi anni, prima che le sue condizioni di salute prendessero dolorosamente il sopravvento.
Chi ci ha di fatto presentati è stato l’amico Cataldo Formaro, direttore di http://cariatinet.it, che ringrazio per aver voluto, con sincerità, far nascere il nostro legame affettivo.
In questo breve lasso di tempo ho avuto modo di entrare in sintonia con una persona ricca di sentimenti profondi, solidi e per nulla comuni.
Un uomo mite e socievole che, ogni volta che ci confrontavamo, trasmetteva rassicurazione. Un concentrato di bontà e generosità che rappresentava un suo tratto distintivo.
Antonio fondava i suoi legami affettivi sui veri valori della vita, senza mai indulgere in giudizi fuori luogo e sempre nel rispetto del prossimo.
Con lui si poteva parlare di tutto. Non c’era tema che non conoscesse e su cui non gli facesse piacere dire la sua.
Se c’è un argomento su cui abbiamo dibattuto più volte, è stato il destino, o meglio il futuro, della sua Cariati. Manifestava un amore grande per la sua terra e per il luogo in cui viveva e dove aveva costruito parte della sua vita professionale.
Sognava una Cariati più dinamica, all’altezza della sua storia culturale e del suo passato illustre. Con Antonio se ne va un sapiente conoscitore dei fatti che caratterizzano la sua amata città.
Al centro del suo impegno c’è sempre stata la formazione delle giovani generazioni, a cui si è dedicato con costanza e passione sia nell’insegnamento scolastico, sia nelle esperienze di educazione civile.
Confesso che, appresa la brutta piega delle sue condizioni di salute, ho preferito non disturbarlo, seguendolo sui social, come in fondo ha fatto anche lui con me.
Riservo le mie più sincere condoglianze a sua moglie e ai suoi figli, di cui andava, da ottimo padre, particolarmente fiero.
Nicola Campoli

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