CENTRO STORICO AL BUIO: FINO A QUANDO?

“Se guardi nel buio a lungo, c’è sempre qualcosa”, scriveva un poeta irlandese. Cosa c’è nel buio perenne che avvolge le notti del centro storico di Cariati?. Sicuramente, dice qualcuno, cumuli immondo di rifiuti che degradano il borgo antico e che nessuno raccoglie per settimane; erbaccia che si abbarbica come sanguisuga sulle pietre della gloriosa cinta muraria; ratti in libera uscita. Eppure, passare una serta quassù è un incanto, grazie ai volenterosi esercenti del posto che hanno investito ogni risorsa per far rivivere la cittadella medievale, nonostante l’incuria istituzionale. Non vogliono nulla di più questi cittadini coraggiosi, se non il mantenimento del normale, normalissimo decoro urbano e, scusate se è poco, la restituzione della dignità perduta dei cariatesi che vivono sul colle. Come si spiega altrimenti la mancanza cronica di acqua in tutte le abitazioni del centro? Il problema è talmente grave che nessuno preposto alla sua risoluzione ha speso la benché minima parola. Assetati e, adesso, pure al buio, da quasi un mese. ”Resistere va bene – dice l’anziano signor Leonardo -, ma fino a che punto se tutti quelli che vivono qui sono vecchi e soli? Di notte abbiamo paura. Si, va bene, ci sono le telecamere. Ma a cosa servono nelle tenebre assolute? Adesso che è estate la notte si anima, ma fra qualche giorno rimarremo di nuovo soli, senza nemmeno la musica che ci faceva compagnia. Nessuno vuol saperne del centro storico, ma da qui a qualche mese, quando a primavera ci saranno le elezioni comunali, sapete quanti personaggi della Cariati-bene verranno a trovarci, a rincuorarci, a stringerci le mani? Noi abbiamo bisogno, anzi, diritto, di vivere decorosamente nel nostro paese e di essere trattati come tutti gli altri. Che non se la passano poi tanto bene, ma hanno dalla loro parte un formidabile alleato: il vigore degli anni migliori”.

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