Lo dico da cittadino cariatese acquisito, quale mi sento. Siamo a 3 anni di amministrazione Minò. Ne mancano 2 alla fine. E rispetto a prima, sì, qualcosa è cambiato. E si vede.
Il decoro urbano è tornato a tratti. L’ordine pubblico, i servizi di base, cose che sembravano scontate e, invece, non lo erano. Però, attenzione: a macchia di leopardo. C’è il bello e c’è il meno bello. È tutto un chiaroscuro.
Si può fare meglio? Certo. E si deve.
Perché a Cariati c’è ancora tanta strada da fare. Ora è il momento di pigiare decisi e convinti sull’acceleratore.
Serve migliorare i fondamentali di un’amministrazione, ma servono anche idee nuove sulle quali lavorare unitariamente. Un sentimento che personalmente ancora faccio fatica a intravedere.
Capitoli che sono rimasti chiusi e che riguardano in particolare il futuro. Un esempio su tutti. Come Cariati può e deve migliorare la sua offerta turistica, seppure facendo i conti con le diseconomie, che derivano dai risaputi limiti regionali, vedi i trasporti.
Inoltre, dico una cosa semplice:
Cariati deve prima di tutto funzionare per chi ci vive 12 mesi l’anno. Per i ragazzi che restano e provano a costruirsi qualcosa qui. Per chi ha i capelli bianchi e questo Paese l’ha tenuto in piedi con i sacrifici.
Mi soffermo un attimo sulle nuove generazioni. Mi rivolgo a quella fascia di età tra i 18 e i 30 anni. Ragazzi e ragazze che risiedono a Cariati e che devono prendere in mano i loro magici sogni, impegnandosi a realizzarli. Ben vengano, siete i benvenuti.
E poi decidiamoci: vogliamo il turismo sì o no? Se sì, ci dobbiamo credere tutti. Amministrazione comunale e operatori del settore, stessa barca e uguali obiettivi. Basta campanilismi e ognuno per conto suo.
Serve una visione unica e sinergica, un’offerta turistica che tenga insieme tutti e che deve fare un passo in avanti ogni anno, mai più guardando indietro. Per un unico obiettivo: il bene di Cariati.
A tale riguardo, lancio un’idea. Anzi. Replico qualcosa che ho già scritto in passato. Costruire una rete soggetto di imprese – basta mutuare esempi già realizzati nel Nord Italia – che annoveri come impresa di riferimento l’amministrazione comunale di Palazzo Venneri e tutti gli operatori turistici/commerciali di Cariati.
Un soggetto che faccia rete e che dia un segnale forte di unitarietà, puntando ad innalzare, innanzitutto, in modo unitario e concertato la competitività dell’intero territorio, vedi Cariati.
Adesso siamo arrivati alla stagione estiva 2026. È il momento di farci trovare pronti e di far vedere il meglio di noi. E se ci mettiamo la faccia, Cariati può farcela davvero.
Nicola Campoli
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