Cariati, questione ospedale: sempre più a rischio il pronto soccorso

Sulla questione antica dell’ospedale “Vittorio Cosentino”, il presidente del consiglio comunale Cataldo Minò, a seguito della conferenza dei capi gruppo, ha convocato l’assemblea civica, alla quale sono state invitate le forze sociali ed i sindaci del territorio, in seduta straordinaria ed aperta per lunedì prossimo, alle ore 18, presso il Centro Sociale. Intanto gli operatori sanitari del presidio ospedaliero vivono ore di angoscia: Cariati rientra tra le strutture da chiudere, come ha stabilito il governatore Scopelliti? L’incertezza, il dubbio, i sospetti, serpeggiano soprattutto nelle popolazioni dei centri interni abbarbicati sulle alture della presila jonica: cancellare il “Cosentino”, l’unico nosocomio in attivo della ex disastrata Asl 3 di Rossano, equivale a dare il colpo di grazia a migliaia di cittadini anziani e bisognosi di cure costanti. Se poi si da corpo alle voci che confermano l’imminente chiusura notturna del pronto soccorso, nonostante le smentite ufficiali dell’azienda sanitaria, il diritto costituzionale ad essere curati nelle migliori condizioni possibili va a farsi benedire. Ed a pagare il prezzo più salato sarebbero i cittadini di Terravecchia, Scala Coeli, Campana, Mandatoriccio, Bocchigliero e Pietrapaola che, in caso di necessità, per le emergenze dovrebbero recarsi a Rossano: ma non è facile “scendere” dai monti Quassù la viabilità è da terzo mondo; le strade, tutte gestite dalla provincia, sono delle autentiche trappole, e percorrerle nottetempo, con l’ansia di fare presto, è un dannato azzardo. Non stiamo dipingendo scenari apocalittici, perché la realtà, purtroppo, è proprio quella descritta. Riferiamo, intanto che piove sul bagnato, un’altra pessima ma documentata notizia, usando il condizionale solo per una sorta di nostrana scaramanzia: un medico del pronto soccorso cariatese avrebbe chiesto, ed ottenuto, di essere trasferito in un ospedale del Nord. Non ci sarebbero (non ci sono) le condizioni per lavorare serenamente. Traduzione: i medici dell’emergenza che assicurano il servizio 24 ore su 24 sono quattro, già fuori da ogni logica aziendale ed appena sufficienti, grazie al loro senso morale e di alta professionalità, a garantire la continuità assistenziale. Basta, come succederà, che uno di loro faccia, legittimamente, fagotto, per far calare il sipario sul glorioso “Vittorio Cosentino”. Riecheggiano ancora le parole che l’ex direttore generale della sanità provinciale, Franco Petramala, disse a proprio a Cariati nel gennaio scorso: “L’ospedale non chiuderà ma, anzi, quel che è rimasto sarà potenziato”. La gente di questo frammento di Calabria vuol sapere tutto, subito e con chiarezza: se c’à da chiudere si chiuda, senza troppi giri di parole. Tanto un posto il Lombardia, o in Toscana, o in Emilia Romagna lo si rimedia sempre.

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