Cariati, ospedale: Oggi chiude cardiologia?

CARIATI – Senza troppi giri di parole, inutili e stantie: la chiusura definitiva dell’Ospedale “Vittorio Cosentino” è dietro l’angolo, tanto da potersi toccare con le mani e con la sofferenza di tante, troppe persone bisognose di cure. Oggi l’officiante del “parce sepulto” sarà Giuseppe Musca, il capo dipartimento della’area medica della Asp (Azienda sanitaria provinciale) che certificherà la morte non naturale, una sorta di eutanasia indotta, dello stabilimento ospedaliero cariatese. Chiude, di fatto, il servizio autonomo di cardiologia, quel reparto che da 30 anni a questa parte ha salvato letteralmente la vita a migliaia di persone, ora sudditi di uno schema sanitario dettato dalle aberranti logiche della politica, prevalente sulla salute delle persone, la gente comune, come si dice ora. La cardiologia cariatese, che si è distinta, da sempre, per l’alta professionalità degli operatori, è ridotta ormai al lumicino: dei quattro medici in servizio 24 ore su 24 rimane solo il responsabile. Un professionista è stato comandato a sostituire un collega di Trebisacce; un altro ha seri problemi di salute e l’altro ancora, per mandato politico, giustamente, garantisce la presenza solo pochi giorni alla settimana. Ma “a Trebisacce, e non vorremmo accendere una guerra tra poveri – riflette uno specialista – non si poteva richiamare in servizio uno dei due medici in ferie?” Comunque, a prescindere da valutazioni tutte interne all’organizzazione del lavoro, resta un fatto vergognosamente eclatante: da questa mattina, e chissà per quanto tempo, i cardiopatici della zona non avranno più un punto di riferimento. Significa che, a parte i 6 ricoverati nella cardiologia di Cariati (ma da chi saranno presi in carico da oggi?) non è più possibile fronteggiare alcuna emergenza. Arrangiatevi, se vi pare. E, se ce la fate a restare in vita per qualche ora, cercatevi un’altro posto. Così vanno le cose nel Basso Jonio cosentino, dove anche il diritto sacrosanto alla salute è demandato a certe decisioni prese dalle lussuose scrivanie dei “peones” di turno. Intanto, il sindaco di Cariati, Filippo Giovanni Sero, appresa la “novità”, sta smuovendo mari e monti, nella impresa di far desistere da una decisione improvvida e sconsiderata i “padroni” di una gestione sanitaria dissennata, ai limiti di uno squilibrio stolto, privo di senso e disastroso: “Continuerò, assieme alla mia squadra di giunta ed a tutto il consiglio comunale, a battermi affinché il diritto alla salute nel territorio sia garantito, senza eccezione alcuna, ai cittadini. Ogni operazione contraria sarà contrastata, civilmente, da una popolazione fiera ed orgogliosa, ma che non ha più intenzione di essere raggirata per soddisfare le bramosie di pochi”.

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