Cariati e le sue sardine?!

Meglio che le dimissioni della Greco diventino ufficiali, perché si avvii un nuovo corso

A sentire l’intervista del Presidente del Consiglio comunale di Cariati, Antonio Arcuri, non si ricava un ragno dal buco. 

Si è compreso solo che le dimissioni sono maturate nella testa del Sindaco Filomena Greco e che solo lei potrà decidere se confermarle o meno. 

Inoltre, Arcuri sottolinea che all’interno della maggioranza non c’ nessuna crepa e che il futuro di Cariati dipenda esclusivamente dalla Greco. 

Nel contempo, Arcuri imputa le annose criticità del Paese, vedi acqua, fogne, a scelte che arrivano, in maniera generalizzata, dal passato e che per dare delle risposte servono i soldi. 

Ebbene, nulla di nuovo sotto Palazzo Venneri. Anzi. Tutto sa di vecchio. Una storia che fa ben poco sperare e, nulla di polemico, la maggioranza già sapeva in partenza. 

Mi sbaglio?!

Forse è arrivato il momento di cambiare registro. Meglio che le dimissioni della Greco diventino ufficiali, perché si avvii un nuovo corso. Non vedo altra soluzione. Cariati non merita “minestre riscaldate”.

Il Presidente Arcuri fa intravedere che all’orizzonte si potrebbero materializzare la scesa in campo di alcuni giovani, che si stanno impegnando da qualche anno per l’interesse comune. 

Ben vengano. Si facciano avanti. Non perdano l’occasione. Cariati va amministrata con entusiasmo e coraggio, al punto di trascinare dentro al progetto la gente comune.

Al centro debbono ritornare gli ideali, il rafforzamento dell’identità locale e la consapevolezza che insieme si può recuperare il tempo perduto.

È inutile sottolineare che da soli non si riuscirà a cambiare il volto delle cose. Insomma, si possono affrontare aspetti di natura minima, ma per il vero cambiamento occorre costruire una rete di relazioni molti forti con il futuro Governo della Regione e con tutti gli altri enti pubblici. 

È possibile immaginare un futuro di persone che si impegnino per l’esclusivo interesse generale di Cariati? 

Che propongano progetti monitorabili e valutabili, avendo bene presente gli obiettivi che si vogliono raggiungere, perché Cariati guardi con fiducia al futuro? 

Non voglio credere che Cariati non abbia persone che possono prenderla per mano e condurla fuori dalla sabbie mobili.

E se si animasse dal basso un movimento stile quello delle sardine, immaginando una piazza Ciquecento, che nel mezzo delle festività natalizie, si animasse all’improvviso di giovani, meno giovani e anziani? 

Una delusione è archiviata, una seconda sarebbe una iattura, che Cariati non merita per niente.

Nicola Campoli 

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