CALABRIA SOTTO ASSEDIO: IL CICLONE JOLINA SCARICA UN OCEANO SULLO IONIO

Pioggia torrenziale e strade paralizzate nel basso Ionio cosentino: da Cariati a Corigliano-Rossano cresce l’allarme, mentre le aree interne – Terravecchia, Scala Coeli, Mandatoriccio, Campana, Bocchigliero, Longobucco, Caloveto e Cropalati – affrontano le ore più difficili tra allagamenti, smottamenti e collegamenti a rischio

Automobilisti in difficoltà sulla SS 106 diventata un fiume!

Antonio Loiacono

Non è la pioggia di Leopardi.
Non è quella che cade lenta sulle tamerici e sui pini, quella che puoi ascoltare in silenzio mentre la terra respira.

No.

Qui il cielo non sta piovendo, sta tracimando!

È come se qualcuno avesse inclinato il Mediterraneo sopra la Calabria e avesse deciso di lasciarlo cadere giù, tutto insieme. Senza misura. Senza pausa.

Le strade si stanno svuotando, il traffico si ferma.
Le auto rallentano fino quasi a scomparire dentro questa cortina d’acqua.

E sono appena le 9:40 del mattino.

Il nome, tanto per dare un volto alla tempesta, è ciclone Jolina. Nel weekend ha attraversato il Nord Italia, poi ha fatto quello che fanno sempre questi sistemi: è scivolato verso sud e adesso si è seduto sullo Ionio, proprio davanti alle nostre coste.

E da lì gira, respira, scarica acqua!

La Calabria ionica è il punto dove la perturbazione sta premendo di più. Nel Catanzarese si sfiorano già i 100 millimetri di pioggia, con allagamenti e disagi segnalati in diverse zone.

Ma c’è un tratto di territorio dove la situazione sta diventando particolarmente complicata.
Il basso Ionio cosentino.

Da Cariati fino a Corigliano-Rossano la pioggia sta martellando senza tregua. Le strade costiere rallentano, i collegamenti diventano difficili, i piccoli torrenti si gonfiano in poche ore.

E se sulla costa il problema è l’acqua che invade l’asfalto, nell’entroterra la preoccupazione cresce ancora di più.

Perché lì le strade sono strette, le colline fragili, i collegamenti pochi.

E allora bastano poche ore di pioggia violenta per isolare intere comunità.

A Terravecchia, Scala Coeli (grossa frana sulla ex 108ter direzione Terravecchia), Mandatoriccio, l’acqua scende dalle colline con la forza di piccoli fiumi improvvisi.
A Campana e Bocchigliero il timore è quello di sempre: smottamenti, strade provinciali che diventano trappole di fango.
Verso Longobucco, Caloveto e Cropalati, dove l’entroterra si fa più ruvido e silenzioso, la pioggia cade con una continuità che mette in allerta chi conosce bene questi territori.

Chi vive qui lo sa: non serve un’alluvione per creare problemi. Basta una notte di acqua pesante.

Intanto, proprio a causa delle condizioni meteo in peggioramento e dei disagi alla viabilità, diversi comuni stanno valutando o hanno già disposto la chiusura delle scuole per la giornata di oggi, una misura di prudenza per evitare spostamenti rischiosi soprattutto nelle aree interne e lungo le strade provinciali più esposte.

Nel frattempo i temporali continuano a muoversi anche sul Cosentino e sul Crotonese, mentre più a sud rovesci intensi stanno interessando alcune aree del Reggino.

La sensazione, però, è sempre la stessa.
Che queste non siano più le piogge di una volta.

Non sono quelle che arrivano, bagnano e poi passano.

Sono sistemi che si fermano sopra di noi e scaricano tutto quello che hanno.

E mentre l’acqua continua a cadere, la Calabria fa quello che fa sempre in questi casi: resiste, guarda il cielo, controlla i fiumi.

Poi, quando tutto finirà, arriverà il momento più amaro.

Contare i danni!

 

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