BUCITA, TUTELARE DIPENDENTI VEOLIA

ROSSANO (Cs) Lunedì, 19 Novembre 2012 – Tutelare dei dipendenti e degli operatori che, attualmente, gravitano all’interno dell’indotto dell’impianto di stoccaggio rifiuti di BUCITA. L’avvicendamento tra la VEOLIA e la nuova società che subentrerà alla holding francese non deve comportare la razionalizzazione della forza lavoro operante all’interno del sito. La crisi economica in atto non può, oltremodo, riversarsi sulle famiglie e sui servizi al cittadino. Superare l’emergenza rifiuti senza chiedere ulteriori sacrifici. È, questo, quanto sostenuto dal sindaco Giuseppe ANTONIOTTI in una missiva inoltrata stamani (LUNEDÌ, 19 NOBVEMBRE) al commissario straordinario per il superamento dell’emergenza rifiuti in Calabria, Vincenzo SPERANZA, per sottoporgli la delicata vertenza dei sedici operatori dell’impianto di BUCITA. Gli stessi dipendenti, nei giorni scorsi, hanno incontrato il Primo cittadino. In merito all’avvicendamento tra la società VEOLIA ed il nuovo ente gestore dell’impianto di trattamento rifiuti di contrada BUCITA, a Rossano – si legge nella missiva inviata da ANTONIOTTI a SPERANZA – nei giorni scorsi ho avuto modo di confrontarmi con i sedici dipendenti che prestano la loro opera nella struttura. Nel corso dell’incontro è emersa, da parte di tutti gli operatori, un’evidente, quanto allarmante preoccupazione, riguardo al loro futuro lavorativo all’interno dell’indotto. Pare, infatti, che da quanto in nostra conoscenza – prosegue la lettera – all’interno del bando/manifestazione di interesse pubblicato da vostro ufficio, per la designazione del nuovo gestore subentrante a VEOLIA, non vi sia alcun riferimento riguardo alla tutela dei dipendenti e posti di lavoro esistenti. Chiedo pertanto che, per quanto nelle sue possibilità, si faccia carico di prendere coscienza di tale considerazione espressale e di provvedere, nel caso in cui non l’abbia già fatto, a valutare accorgimenti che mirino alla salvaguardia della forza lavoro in oggetto. Il contingente periodo di crisi economica – conclude ANTONIOTTI – che stanno attraversando le famiglie italiane ed in particolare quelle del nostro territorio, non ci permette di poter valutare situazioni che contemplino altre razionalizzazioni o tagli di personale.

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