BRUNO VESPA E I MERITI DI MUSSOLINI

Il mitico Fortebraccio, geniale editorialista de L’Unità, non avrebbe avuto dubbi nel definire Bruno Vespa come un “uomo dalla fronte inutilmente spaziosa” e le sue affermazioni come “fregnacce perentorie”.

Non che sia la prima volta che il Vespa si lancia in affermazioni che avrebbe fatto meglio a verificare prima di renderle pubbliche: durante la prima ondata della pandemia in atto chiese pubblicamente a Medici Senza Frontiere perché invece di soccorrere i naufraghi in mare non si dava da fare con i malati di Cor-vid in Italia, ignorando che già da un pezzo la benemerita ONG era attiva nelle nostre aree più colpite.

Ora torna alla carica. Puntuale, come ogni anno, con le nebbie autunnali e i primi freddi è infatti arrivato il libro di Bruno Vespa, come sempre generosamente e acriticamente sponsorizzato dalla RAI.

Quest’anno Vespa ricicla il vecchio e stantio tema: “Mussolini ha fatto anche cose buone” e per dimostrarlo cita l’istituzione dell’INPS e la settimana lavorativa di 40 ore di cui, come il più disinformato dei nostalgici, gli attribuisce il merito.

Merito che Mussolini non ha perché quando l’INPS fu fondato il futuro duce aveva appena quindici anni (tutto ciò che lui fece, al riguardo, fu di cambiare il nome dell’ente); quanto alle 40 ore, la legge che le istituisce è addirittura del 1997.

Mi chiedo, en passant, alla fine dell’anno, anziché, che so, un Calvino, un Camilleri, o addirittura un classico come Manzoni o Leopardi, a chi possa piacere regalare o regalarsi un libro di Bruno Vespa che già per il fatto di essere seguito, alla fine dell’anno successivo, da un altro libro di Bruno Vespa, dimostra di avere una validità alquanto effimera. Cosa fa, il compratore di libri annuali di Bruno Vespa: all’arrivo del nuovo toglie il precedente dallo scaffale, come si toglie dal muro il calendario scaduto? o allinea uno di fianco all’altro tutti i libri annuali di Bruno Vespa, tanto per riempire lo scaffale che sennò pare brutto lasciarlo vuoto?

Stranamente, Bruno Vespa non ha citato, fra i meriti del defunto duce del fascismo, quello che invece gli riconoscerebbe anche il più trinariciuto dei comunisti. Perché pur se è vero che Mussolini ha assassinato Matteotti, Gramsci e la libertà, ha voluto le leggi razziali, si è legato a filo doppio a Hitler, ha massacrato Libici e Somali, ha tradito la Francia, ha aggredito la Grecia, ha voluto partecipare all’aggressione all’URSS, ci ha gettati nella II Guerra mondiale e poi nella guerra civile, bisogna tuttavia riconoscere che quando c’era lui i treni arrivavano in orario.

Ma, come ebbe a dire Massimo Troisi, uno che aveva il solo merito di far arrivare i treni in orario mica c’era bisogno di dargli in mano il governo di un Paese: bastava farlo capostazione.

Giuseppe Riccardo Festa

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