Bravo il Presidente Sergio Mattarella

Non avevo traccia del professore Pietro Carmina il cui riferimento è stato fatto dal Capo dello Stato

Non avevo traccia del professore Pietro Carmina il cui riferimento è stato fatto dal Capo dello Stato nel suo tradizionale saluto di fine d’anno agli italiani. La curiosità mi ha spinto, tuttavia, immediatamente a fare una ricerca in rete e ne ho tratto tutte le informazioni, per giunta anche il commovente contenuto del testo della lettera citata dal Presidente Mattarella.  

Il professore di storia e filosofia al liceo di Canicattì è stato vittima del recente drammatico crollo di Ravanusa lo scorso 11 dicembre e aveva scritto questa lettera, rivolta ai suoi studenti, prima di andare in pensione nell’estate del 2018. La sua è una bellissima esortazione che esalta l’importante ruolo esercitato dai docenti nel sistema scolastico e la dedizione degli stessi nel loro significativo compito educativo. 

Nel contempo, il professore siciliano riserva nella sua riflessione un passaggio sentito sulla necessaria fiducia che bisogna avere nelle nuove generazioni. “Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha. Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi. Infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non adattatevi, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa. Voi non siete il futuro, siete il presente”. Dopo il crollo di Ravanusa, dove sono morte nove persone, centinaia di ex studenti hanno scritto sulla pagina Facebook del docente, molti messaggi affettuosi, di ricordi, di parole scritte per lui.

Il sistema scolastico è un fattore centrale e decisivo nello sviluppo del nostro Paese, ed è opportuno che la scuola sia al centro di un dibattito in modo vivace e intenso. È necessario sollecitare attenzione, rivendicare diritti, chiedere sicurezza e speranza. L’auspicio, naturalmente, è che lo diventi sempre più, senza che si trasformi in rassegnazione e in pregiudiziale pessimismo.

Ancora una volta nel suo abituale messaggio agli italiani il Sergio Mattarella si è affidato in modo diretto al vero e sincero pensiero degli italiani. Già l’aveva fatto in passato riproponendo parte di alcune lettere che riceve quotidianamente sul Colle Quirinalizio. Questo riferimento, a onore del vero, mi ha ancora di più colpito nei sentimenti, confermandomi ulteriormente la sensibilità del Presidente Mattarella, laddove qualcuno non se ne fosse ancora accorto. 

Nicola Campoli

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