Basta concessioni a Bucita.

Abbiamo appreso dell’ordinanza commissariale che indicava ai comuni di conferire i propri scarti nella discarica privata di Bucita, da tempo chiusa perché quasi esaurita. Abbiamo appreso dell’ordinanza del Sindaco Antoniotti, il quale requisiva la discarica per permettere la pulizia delle strade della nostra città. Solo ed esclusivamente per permettere il raggiungimento di questo obiettivo, come comitato cittadino, abbiamo concesso ad altri mezzi di attraversare i cancelli delle discariche di Bucita, e la storia del comitato dimostra che, in caso contrario, saremmo stati in grado di impedirlo. Questo a dimostrazione del fatto che i comitati cittadini non sono “quelli del no”, mentre in questi anni tutte le nostre proposte, che avrebbero risolto da tempo il problema dei rifiuti sul nostro territorio, non hanno ottenuto nessuna risposta da parte della classe dirigente di ogni colore. Ora pretendiamo che il Sindaco Antoniotti e la Giunta Regionale ascoltino le nostre proposte e facciano innanzitutto chiarezza sullo stato delle bonifiche della discarica di Olivellosa e della discariche pubblica adiacente all’impianto di trattamento di Bucita. Il nostro territorio infatti, lo sappiano anche i sindaci di tutto il territorio, è sede di due disastri ambientali constatati e inquietanti, che vessano la nostra economia e la nostra salute. La vicenda dei ripetuti allargamenti fraudolenti della discarica pubblica è un esempio di come l’ufficio del commissario e l’assessorato regionale all’ambiente abbiano lavorato, in questi decenni, contro gli interessi delle comunità e del nostro territorio. Per questo lanciamo un appello a tutte le forze territoriali e istituzionali affinché si facciano carico di questo problema immediatamente. Va da sé e diciamo fin da ora che il Comitato, a discarica privata esaurita, non concederà nessuna possibilità di ampliamento, né siamo disposti ad accettare il dissequestro della discarica pubblica per cui, siamo a conoscenza, esiste un criminale progetto di ampliamento. Inoltre chiediamo venga faccia chiarezza sullo stato effettivo dell’impianto regionale di trattamento di Bucita, il quale ad oggi lavora inspiegabilmente circa 15.000 tonnellate in più di quelle autorizzate, grava sull’economia dei cittadini, aggrava il disastro ambientale delle contrade limitrofe senza produrre, dati alla mano, vergognosamente, alcun risultato. Infine riteniamo che la classe dirigente, a fronte della situazione disastrosa di cui è direttamente responsabile, non possa più permettersi di parlare esclusivamente dell’emergenza. Oggi è necessario ed improrogabile mettersi intorno ad un tavolo composto dagli amministratori locali e dalle associazioni, per predisporre immediatamente un piano per la raccolta differenziata porta a porta finalizzata al riciclo ed al riutilizzo. Tavolo di cui ci facciamo promotori in tutte le sedi e per cui ci dichiariamo disponibili a coadiuvare le istituzioni che recepiranno questo proposito. Se queste condizioni non si realizzeranno, annunciamo fin da ora che impediremo il conferimento di qualsiasi tipo di materiale presso le discariche e l’impianto di Bucita, esercitando il nostro diritto sacrosanto di difendere la nostra salute ed il nostro territorio. Comitato in Difesa di Bucita e del Territorio

Print Friendly, PDF & Email

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta