ANCORA SULLE TRE “CICCIOTTELLE”: ISTINTO E CULTURA

Il commento che la Signora Adriana Franzé, su Cariatinet, ha dedicato al titolo infelice de Il Resto del Carlino sulle nostre tre campionesse di tiro con l’arco, si concentra sugli aspetti medici e psicologici dei disturbi dell’alimentazione, fornendo interessanti spunti di riflessione sul dramma che vivono le persone affette da quei disturbi.

Io, in quanto appartenente al sesso maschile, non posso invece evitare di soffermarmi sul punto di vista dell’estensore dell’articolo, della redazione del quotidiano e, infine, del direttore.

Ciò che considero più doloroso, a questo proposito, è il fatto che costoro, per definire le tre arciere, abbiano ritenuto ovvio e del tutto normale soffermarsi su un dettaglio del loro aspetto fisico: sono “cicciottelle”.

Non nascondiamoci dietro un dito: questo è l’approccio istintivo degli uomini alla valutazione delle donne. Le donne possono essere geniali scienziate, artiste superlative, ingegneri nucleari, poetesse sublimi o, come in questo caso, sportive di prima classe; ma a livello istintivo gli uomini non sanno prescindere dal giudicarle prima di tutto dall’aspetto fisico, secondo i propri, e comunque sempre discutibili, parametri estetici: perché a livello istintivo ogni uomo giudica una donna in base al richiamo che esercita su di lui sul piano sessuale. È un approccio istintivo e naturale, perché fra tutti gli animali i maschi ambiscono a inseminare quante più femmine possono per assicurarsi una progenie quanto più possibile numerosa.

Ma l’umanità si vanta di aver superato lo stadio di animale istintivo e naturale. L’umanità si vanta di  essere una specie culturale.

Un uomo colto (come si suppone dovrebbe essere un giornalista) dovrebbe dunque prescindere, nel valutare una donna, dalla propria parte animalesca e dare la priorità a ben altri parametri: l’intelligenza, la preparazione, l’abnegazione, l’abilità, il coraggio, la generosità: gli stessi che userebbe per valutare un altro uomo. Di una donna dovrebbe misurare, insomma, le qualità umane, prima di tutto. Poi, se vuole anche innamorarsene, è legittimo che decida se gli piace o no anche da altri punti di vista, cosa che ovviamente farà anche lei al suo riguardo.

Le scuse dell’ormai – e fortunatamente – ex direttore de Il Resto del Carlino non nascondono la sua sorpresa per l’ondata di indignazione che quel titolo ha sollevato; e questo aggrava la sua posizione perché, evidentemente, continua a non capire quanto, con quell’aggettivo, prima che le arciere egli abbia in realtà qualificato sé stesso, mostrandosi privo della capacità di valutare una donna ammirando in lei il miracolo semplice e incredibile rappresentato da ogni meraviglioso, unico e irripetibile essere umano.

Giuseppe Riccardo Festa

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