Amantea, La Guarimba International Film Festival: dov’è la Regione Calabria? 

Gentile Presidente Spirlì,

seguo da qualche anno da “straniero”, amante della Calabria, la storia de La Guarimba International Film Festival che si tiene per il nono anno consecutivo ad Amantea, in provincia di Cosenza, dal prossimo 7 al 12 agosto. L’evento, ideato da due giovani del posto, è realizzato per il secondo anno consecutivo sotto il prestigio dell’alto patrocinio del Parlamento europeo in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Inoltre, anche l’edizione di quest’anno è stata insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica, lode piuttosto selettiva conferita a iniziative ritenute di particolare interesse culturale. A questo si aggiunge il sostegno di ben otto Ambasciate italiane nel mondo.

La Guarimba porta con sé, da quando è stata ideata, il messaggio che il cinema è prima di tutto un atto sociale, rito collettivo ed esempio di vita comunitaria. Un festival che ha l’obiettivo di portare avanti tematiche sociali di rilievo, prima dei grandi nomi del cinema, per sostenere produzioni di giovani artisti indipendenti e aprire riflessioni sul presente. Per quest’anno La Guarimba dovrà cambiare casa, perché il Parco La Grotta che ha sempre ospitato il festival non è agibile, perché interessato da una frana. La Guarimba mette così in piedi un nuovo progetto di riqualificazione urbana e sará ospitato in un parcheggio nel centro del Paese. Lo spazio interessato fino a qualche giorno fa versava in totale stato di abbandono e degrado. Grazie ai responsabili de La Guarimba e a tanti volontari il parcheggio è stato rimesso a nuovo, pronto ad ospitare non solo il festival ma una grande opera murale.

Non intendo soffermarmi sulla qualità del festival che per questa edizione vede la selezione ufficiale di 172 opere, delle quali ben 94 dirette da donne, provenienti da 56 paesi di tutti i continenti. Vorrei, quindi, solo capire come la  Regione Calabria sostiene tale importante iniziativa culturale, che mediaticamente ha già conquistato negli anni un positivo ritorno nazionale internazionale. Con mio forte rammarico e sconcerto verifico che la Regione Calabria non è per nulla parte integrante dell’importante progetto culturale, registrando così una preoccupante e gratuita latitanza della stessa.

Nicola Campoli

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