AGOSTINO CHIARELLO: BASTA SILENZI SULLA SANITÀ!

“CALABRIA, ALZA LA TESTA. QUI SI MUORE.” Manifestazione per la salute: LA PIAZZA É PRONTA MA I CITTADINI RESTANO A CASA

Agostino Chiarello - Sindaco del comune di Campana

Antonio Loiacono

“Calabria, alza la testa. Qui si muore.” Sono parole dure, vere, che colpiscono al cuore quelle pronunciate dal sindaco di Campana, Agostino Chiarello, tra i principali fautori della manifestazione regionale per una sanità più giusta e vicina ai calabresi, in programma sabato 10 maggio a Catanzaro.

Una giornata storica, non solo per i contenuti ma per ciò che rappresenta: la prima manifestazione dal basso, non organizzata da partiti politici, ma voluta e costruita da decine di comitati cittadini per la tutela della salute pubblica, con il supporto di Massimo Razzi, Direttore del Quotidiano del Sud, che l’ha sposata con convinzione, e con il coordinamento della CGIL.

“Non è una manifestazione di parte – ha dichiarato il sindaco – è una manifestazione di gente stanca di contare i morti per malasanità.”

Ogni calabrese conosce la trafila: mesi di attesa per un esame, attrezzature obsolete, assenza cronica di medici, ambulanze che non arrivano, reparti chiusi, ospedali svuotati. E chi non può aspettare, prende la macchina, il treno, l’aereo, per farsi curare fuori regione. La malattia diventa anche un debito. Economico, fisico, emotivo.

“Ognuno dovrebbe ricordare quanti disagi ha subito per una semplice visita – ricorda il sindaco – se non ha avuto la pazienza di attendere tempi biblici, ha dovuto affrontare viaggi massacranti fuori regione.”

In Calabria non è più solo una questione sanitaria, ma civile. “Eppure -dice il sindaco- non si avverte nemmeno la rassegnazione. Si avverte l’apatia.

Quella che fa più male. Quella che lascia tutto com’è!

La manifestazione del 10 maggio non è solo un grido di dolore, è una proposta concreta. Si chiede una sanità che funzioni, una programmazione regionale equa, investimenti veri, un piano che tenga conto delle reali esigenze della popolazione calabrese, sempre più fragile, sempre più sfiduciata.

Questa volta, nessun cappello politico, nessun interesse di parte: solo liberi cittadini che chiedono rispetto, dignità, servizi essenziali.

Ho passato dieci anni da sindaco a sentirmi dire che bisognava scendere in piazza senza simboli, che serviva una mobilitazione vera. Ora che c’è, tutti spariti. Per non essere coinvolti non mettono nemmeno un like sui post.”

La manifestazione è stata pensata per essere inclusiva, aperta, accessibile. Si svolgerà di sabato pomeriggio, per non interferire con gli impegni lavorativi. Ma a due giorni dall’annuncio, su 26 posti disponibili per il viaggio verso Catanzaro, solo 9 sono stati prenotati, tutti da over 50.

Da genitori, da giovani, da cittadini mi aspettavo che mi inondaste di telefonate. E invece, silenzio. È frustrante, forse non ve ne rendete conto, ma per me è molto frustrante…

Il messaggio è chiaro, diretto, impossibile da ignorare: “Calabria, alza la testa. Qui si muore.”
Non c’è più tempo per i rinvii, per le promesse non mantenute, per le lamentele da bar. È il momento di metterci la faccia, di esserci, di dire basta. Lo dobbiamo ai malati, ai nostri anziani, ai giovani che non vogliono più andarsene, a chi non ce l’ha fatta.

Il 10 maggio Catanzaro sarà la voce della Calabria che vuole vivere, curarsi, restare. Ma quella voce avrà forza solo se saremo in tanti a gridarla.

 

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