A un anno dalla sua scomparsa, a Cariati ho sentito il dovere – prima ancora che il desiderio – di fare memoria del 𝐏𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐋𝐚𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚

Cariati, 16 dicembre 2025. – Questa sera, a un anno dalla sua scomparsa, a Cariati ho sentito il dovere – prima ancora che il desiderio – di fare memoria del 𝐏𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐋𝐚𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚.
Un dovere che avverto con profonda umiltà, perché la statura umana, culturale e civile del Prof. Latanza meriterebbe voci ben più autorevoli della mia. Eppure, nel silenzio rispettoso del ricordo, ho ritenuto giusto testimoniare quanto il suo passaggio terreno abbia lasciato un segno indelebile: nella provincia di Cosenza, nella comunità di Cariati, nel Basso Ionio cosentino e nell’Alto Ionio crotonese.
Il Prof. Latanza ha ricoperto ruoli di grande responsabilità pubblica: segretario della Democrazia Cristiana, consigliere comunale, assessore, sindaco di Cariati in una stagione storica e significativa, quella che vide l’inaugurazione del presidio ospedaliero cittadino. Il suo impegno politico ha travalicato i confini comunali, portandolo a ricoprire anche il ruolo di Consigliere Provinciale.
Per ragioni anagrafiche non ho avuto il privilegio di assistere direttamente a quel percorso politico. Ma il racconto di tante e tanti amici restituisce un profilo unanime: un uomo serio, coerente, generoso. E, soprattutto, capace di una virtù rara: farsi da parte con dignità. Dopo l’esperienza amministrativa, seppe continuare a partecipare alla vita pubblica con discrezione, offrendo dall’esterno contributi lucidi e mai invadenti al dibattito politico cariatese e territoriale. Il suo agire, in politica come nell’amministrazione, è stato sempre animato da un autentico spirito di servizio, vissuto fino in fondo.
Lo stesso spirito lo ha guidato nella sua professione, prima come docente e poi come dirigente scolastico. Anche qui, seppur da osservatore esterno, ho potuto coglierne la straordinaria umanità. Un preside capace di ascolto, di comprensione profonda, di rispetto verso tutti: collaboratori scolastici, docenti e, soprattutto, studenti. Un educatore vero, che ha saputo lasciare un’impronta silenziosa ma decisiva, contribuendo in parte – con umiltà e discrezione fuori dal comune – anche alla realizzazione del nuovo plesso del Liceo Scientifico di Cariati.
Io ho conosciuto il Professore Latanza anche come amico di famiglia, come padre dell’Ing. Domenico Latanza, mio amico e collega all’Università di Cosenza, alla Facoltà di Ingegneria. E in quel contesto più intimo ho potuto apprezzarlo come marito e come genitore: una figura esemplare. Un marito presente e amorevole, un padre autorevole ma profondamente amico dei suoi figli, della figlia Gabriella e del figlio Domenico.
Di lui porto con me, in modo vivido, l’immagine dell’uomo di cultura. Era difficile entrare in casa sua senza trovarlo con un giornale in mano o con libri accatastati sul divano della cucina. E altrettanto difficile era non lasciarsi coinvolgere in conversazioni aperte, profonde, mai superficiali.
In questa conoscenza preziosa mi colpì un aspetto in particolare: le sue passioni. Quelle dichiarate, come l’amore per la famiglia e per gli amici. E poi due passioni speciali: una palesata, l’altra silenziosa ma autentica. La prima era per la Juventus. La seconda – la più vera – era per i giovani.
Il Prof. Latanza amava i giovani davvero. Non per ruolo o per dovere, ma per vocazione. Li ascoltava, li consigliava, si prendeva cura di loro persino su un campo di calcetto, suggerendo come evitare un infortunio o come tirare meglio in porta. Era un uomo che credeva nei giovani, profondamente.
Per questo oggi affido una speranza sincera all’attuale Amministrazione comunale, un’Amministrazione che piano, piano sta restituendo lustro all’immagine di Cariati. Sono certo che, se il Professore Latanza fosse tra noi, ne apprezzerebbe l’impegno. Mi auguro che si possa valutare l’intitolazione di una via, di una piazza o di uno spazio pubblico alla sua memoria, come segno tangibile di riconoscenza verso un uomo che ha amato profondamente la sua comunità.
Non è una richiesta rivolta solo all’uomo di cultura, al rappresentante politico, al dirigente scolastico o all’esemplare padre di famiglia. È un omaggio all’uomo.
Antonio Latanza è stato un uomo buono. Un uomo che non ha mai generato divisioni, che ha sempre costruito ponti, che è stato esempio. In un tempo segnato da conflitti laceranti, dall’Ucraina a Gaza, ricordare chi ha saputo coltivare unità e dialogo diventa un atto ancora più necessario.
Spero che, da lassù, il Prof. Latanza possa accogliere questo pensiero. E spero soprattutto che possa continuare ad accompagnare, con l’amore smisurato che lo ha sempre contraddistinto, la sua comunità di Cariati, sua moglie e i suoi adorati figli, Gabriella e Domenico.

FABIO PUGLIESE

 

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