You’re young. Please wait!


elisa agazio22-8-2016 (2)I giovani di oggi non sanno più aspettare perché non sono mai stati ore, immobili, davanti alla radio attendendo quella canzone per premere rec.
Questa semplice frase, semplice si fa per dire, è stata scritta chissà da chi e chissà per quale ragione su una banconota da 20€, finita nelle mani di una ragazza di Riccione che ha poi pubblicato la banconota “generazionale” sul suo profilo Instagram.

Parole forti racchiuse in una semplice frase, scritta su una banconota con il preciso intento di divulgare un messaggio che può essere letto in due modi. Il primo: i giovani di oggi non hanno più lo stesso attaccamento per le cose semplici, come un tempo. Una volta ci si affidava al caso per ascoltare la canzone preferita, per incontrare qualcuno per strada, per incrociare lo sguardo della ragazza che si amava platonicamente. Oggi abbiamo a disposizione una tecnologia tale da sapere in ogni momento dove e con chi ci si trova, abbiamo la possibilità di ascoltare e riascoltare continuamente la nostra canzone preferita, di vedere un vecchio film senza far affidamento alla programmazione tv. Vero, tutto vero. Siamo nati in un mondo in cui tutto ci viene offerto su un piatto d’argento, con una velocità impressionante; pensiamo a quanto ci voglia oggi per trasmettere un documento da un punto all’altro del pianeta. Pochi secondi: il tempo di una mail.

Tutto ci viene offerto su un piatto d’argento, dicevo; mi correggo: tutto, tranne le cose davvero importanti. e qui mi riferisco all’altra faccia della medaglia. Siamo noi, la generazione che ha tutti gli strumenti necessari per far bene, ma non ha le reali possibilità per farlo. Siamo noi quelli che aspettano di essere notati fra tanti, quelli che aspettano invano un contratto di lavoro che probabilmente non firmeremo mai; siamo noi che temiamo il sogno di sposarci e l’impulso naturale di diventare genitori perché pensare ad una famiglia è diventata una  prospettiva spaventosa.

Siamo noi, giovani di oggi, che aspettiamo la semplice opportunità di fare un viaggio senza la paura di morire fra le note di un concerto, che accendiamo la tv costretti a vedere e sentire di una guerra iniziata probabilmente quando non eravamo nemmeno nati. Siamo sempre noi, caro Signor X, che aspettiamo costantemente un treno che non passerà mai, un amore che non arriverà.. perché l’amore, quando arriva al culmine, presuppone un passo in più.

Come vedete, cari amici, l’osso del piede è collegato all’osso della gamba, l’osso della gamba è collegato all’osso del ginocchio e .. se togli un pezzo, il resto finisce in pezzi. Essere giovani di oggi non è una cosa semplice, ve lo assicuro: si sogna solo a metà perché poi, necessariamente, si deve scendere sulla terra e fare i conti con una realtà che non abbiamo scelto o costruito noi.

Caro Signor X, per rispondere al suo messaggio filosofico, aspettare è la cosa che purtroppo, ormai, mi riesce meglio!

Elisa Agazio

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