UNA LETTERA D’AMORE ALLA CALABRIA RACCONTANDO LE STORIE DI GENTE INVISIBILE

(“Il Crotonese” 16.3.13) Una lunga lettera d’amore alla Calabria. Ha definito così il suo romanzo storico l’autrice Loredana Nigri nell’ambito della presentazione avvenuta a Cariati, nei giorni scorsi, presso il Cantiere Creativo “Liberamente”. Nel corso dell’appuntamento culturale, organizzato dal Centro Italiano Femminile per la festa della donna, la stessa Nigri ha dialogato con la scrittrice e moderatrice dell’incontro, Assunta Scorpiniti, parlando del lavoro preparatorio di studio e di ricerca, ma anche delle motivazioni da cui è scaturita l’esigenza di raccontare. “Gelusa”, dedicato alla Brigata Catanzaro, è ispirato alle gesta dei soldati mandati al fronte durante la Grande Guerra e narra le vicende, a volte tragiche, di personaggi vissuti in un arco di tempo abbastanza lungo, dal 1830 al 1940. Il titolo indica un luogo immaginario della Calabria dove si intrecciano storie di donne sofferenti, vittime di soprusi e violenze, mai vinte. Sono racconti di gente “invisibile”, ha spiegato l’autrice, che ha portato avanti questa regione nota, invece, come abitata da persone colluse o ‘ndranghetiste. La presidente del Cif comunale Carmela Sciarrotta, nel suo breve intervento, ha parlato del tema nazionale “Donne insieme per il rinnovamento del Paese nella democrazia e nella responsabilità”, nel cui ambito si è inserito l’evento, annunciando per il prossimo 21 marzo uno spettacolo in vernacolo presso il cinema teatro, programmato in sinergia con le associazioni “Carpe Diem” di Rossano, “Euromania” di Rodica Giacco, la compagnia teatrale dei Tinti e con la regista Giuliana Greco. Anche la presidente provinciale del Cif, Gisella Florio, ha accennato all’argomento scelto a livello nazionale, con riferimento al messaggio del romanzo le cui protagoniste sono unite da un respiro globale offrendo, così, una lettura di genere da analizzare “con la grammatica della violenza”, mentre Assunta Trento, delegata comunale alla cultura e alle pari opportunità, ha sottolineato la necessità di una più ampia presenza delle donne nelle istituzioni. Successivamente, il dirigente scolastico Luciano Crescente ha relazionato sul volume da classificare, secondo lui, nel filone del neorealismo; scritto con uno stile essenziale arricchito da elementi dialettali, il testo appassiona e “ammagara” il lettore con le sue storie di donne e uomini di Calabria tra realtà e miti, fate, magare, gigantesse, riti ancestrali, amori tormentati e travolgenti. Subito dopo, il critico letterario Rocco Taliano Grasso ha dato una sua lettura originale dell’opera, da lui definita “una narrazione corale con gli attori del tempo, vissuti in un luogo che appartiene alla geografia dei sogni e al paese dei diseredati”; leggendola, ha affermato, sembra di stare al proprio paese, accennando, poi, allo stile scorrevole, ma a tratti ridondante, e alla scrittura al femminile della Nigro che rende giustizia alle tante donne vittime della violenza e della sopraffazione. La serata è stata intervallata dalle musiche di Riccardo Sicilia e Antonio Ciancio, mentre alcuni brani tratti dal romanzo sono stati interpretati da Giuliana Greco, Antonio Sicilia, Milli Pulitanò, Salvatore Aloisio, Alessandro Bevacqua.

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