TURISMO, CAPUTO: BASTA ALLARMISMO! NON NAVI RADIOATTIVE, MA PRONTI AD ACCOGLIERE SERVE DIVERSA COMUNICAZIONE E CAPACITÀ PROGETTUALE

TURISMO, CAPUTO: BASTA ALLARMISMO! NON NAVI RADIOATTIVE, MA PRONTI AD ACCOGLIERE SERVE DIVERSA COMUNICAZIONE E CAPACITÀ PROGETTUALE DICHIARAZIONE On. GIUSEPPE CAPUTO Reggio Calabria, Venerdì 25 Marzo 2011 – L’allarmismo, la disinformazione, le strumentalizzazioni e, spesso anche l’irresponsabilità di chi dovrebbe rappresentare le istituzioni e le comunità, generano purtroppo danni incalcolabili all’immagine, al turismo ed all’economia dei territori. La Calabria non può più permettersi di assistere al gioco autolesionista di quanti, per ragioni diverse ed in diversi ambiti, alimentano scientificamente paure infondate e propinano scenari apocalittici, pur di accreditarsi o di trovare magari argomenti utili per campagne elettorali. L’epoca delle paure e delle scuse pubbliche per il mare sporco è finita! La vicenda, oggi giunta definitivamente a conclusione, dei presunti fusti tossici e radioattivi contenuti in fantomatiche navi fatte affondare nelle acque del Tirreno, rappresenta una delle peggiori falsità costruite ad arte e che questa regione, con la responsabilità di tanti ed a più livelli, è stata costretta a subire per circa vent’anni. I danni alla capacità attrattiva e ricettiva del litorale tirrenico in particolare, ma più in generale all’immagine dell’intera regione, sono enormi. Nessuna nave dei veleni, nessun fusto radioattivo, nessuna prova rispetto alle tante bufale veicolate fino ad oggi, divenute oggetto di manifestazioni politiche, di spot elettorali, di costose inchieste della magistratura, di attenzione mediatica nazionale, di interrogazioni parlamentari e, soprattutto, di una vera e propria psicosi diffusa e generalizzata tra le popolazioni locali da quanti, invece, avrebbero dovuto quanto meno tranquillizzare. A chi ha giovato strumentalizzare questa vicenda, oggi dimostratasi del tutto falsa? Non certo agli operatori turistici e commerciali del Tirreno. Oggi, si riparte e sarà certamente difficile riconquistare la fiducia e la credibilità rispetto a tanti segmenti turistici spaventati ed allontanati dalla pessima cartolina delle nostre coste, diffusa e tollerata fino ad oggi. Il terrorismo psicologico non fa mai bene, soprattutto quando la politica e le istituzioni si piegano a decisioni dettate dalle cosiddette onde emotive, piuttosto che da pacate visioni a medio e lungo termine. Una nuova stagione turistica è ormai alle porte ed è doveroso da parte di tutti, a ciascun livello, contribuire a che la Calabria nel suo complesso, a partire dalla concreta fruizione dei servizi essenziali al turista ma anche da una diversa ed unitaria immagine e comunicazione all’esterno, si avvii verso una nuova fase di programmazione e messa in atto di adeguate e coerenti politiche per il turismo. In una visione regionale e non più parcellizzata per territori e campanili. Non dovremo farci trovare impreparati in tema di depurazione delle acque del mare. Ma non dovremo neppure chiedere platealmente scusa al mondo intero, annunciando di avere il mare sporco. Iniziamo a raccontare un’altra verità e che cioè non siamo infestati da navi radioattive e che, nonostante i mille disagi ed emergenze storiche da risolvere, abbiamo comunque le carte in regole sia per attrarre oggi grandi flussi turistici internazionali, sia soprattutto per condividere una nuova consapevolezza politica ed istituzionale: quella che il turismo non è un momento residuale delle politiche pubbliche ma rappresenta una strategia di programmazione nel lungo termine, che tocca direttamente questioni e settori fondamentali come ad esempio il trasporto pubblico locale, che esige quindi capacità progettuali e di investimento rispetto ad una mole ingente di fondi messi a disposizione degli enti locali e delle aziende, per i prossimi mesi ed anni. Ciò che non serve più è l’improvvisazione, il municipalismo e soprattutto l’allarmismo a tutti i livelli che ha soltanto prodotto stallo e danni in molti settori di questa regione, non soltanto nel turismo.

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