■Antonio Loiacono
Il faro che veglia sulla scogliera, la brezza salmastra che accarezza il viso, le candele che tremolano nel buio come piccoli fari dell’anima. È in questo scenario sospeso tra sogno e realtà che venerdì 23 agosto, alle ore 21:00, prenderà vita “Tra Candele e Acchiappasogni”, un evento che non sarà solo spettacolo, ma esperienza sensoriale e spirituale. La cornice è quella unica della località Il Faro di Capo Trionto, in Contrada Marinetta: un luogo che da solo sa evocare poesia, memoria e silenzio.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione V.E.S.C.A. (con sede in Longobucco) del presidente Pino Flotta in collaborazione con l’Associazione Alma di Corigliano Rossano, ruoterà attorno alla mostra “Nella donna tutto è cuore, perfino la testa; i sassi raccontano”, ideata e curata da Luigina Diletto, segretaria dell’Associazione. Con amore e dedizione, Luigina ha seguito nei minimi dettagli ogni fase, dal concept artistico all’allestimento, affinché ogni elemento — la luce di una candela, il profumo della notte, il ritmo delle parole — fosse capace di toccare il cuore.
Sarà un viaggio tra luce e silenzio, tra il faro e il mare, dove la bellezza si fa voce di memoria, forza e resistenza. L’arte sarà accompagnata dal movimento elegante e potente della compagnia di danza Sylphidi del Sud, capace di trasformare i passi in emozioni, e dalla lettura intensa di Giusy Stasi, che presterà la sua voce a storie e pensieri capaci di ferire e guarire al tempo stesso.
Ma questa non sarà solo una serata di arte e contemplazione. Ci sarà anche un filo di speranza che attraversa ogni gesto: parte del ricavato sarà destinato all’Associazione “Libere Donne” di Crotone, per acquistare un corredo destinato a un neonato in arrivo, figlio di una famiglia in gravi difficoltà. Un modo concreto per trasformare la cultura in un abbraccio, in un aiuto reale.
Il manifesto dell’evento racconta già molto: una donna in abito rosso, seduta sull’orlo dello strapiombo, immersa nella lettura, mentre alle sue spalle una grande luna piena veglia silenziosa. È un’immagine che parla di fragilità e coraggio, di sospensione e consapevolezza. Lei è lì, sul confine tra il rischio e la rinascita, con un libro tra le mani come unica bussola. La luna — simbolo di cicli e di eterni ritorni — sembra incoraggiarla, ricordandole che ogni notte ha una sua alba.
“Tra Candele e Acchiappasogni” non è solo un titolo suggestivo: è un invito a lasciarsi attraversare dalla bellezza, a fermarsi ad ascoltare, a guardare in faccia le ombre per illuminarle con gesti e parole. Una serata in cui chi parteciperà non sarà spettatore, ma parte di un rito collettivo di emozione, consapevolezza e speranza.
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