■Antonio Loiacono
Ha suscitato commozione e indignazione ben oltre i confini della Calabria la vicenda che ha colpito la famiglia Ioverno, a Campana, nel cuore della pre-Sila cosentina. Nella notte del 4 maggio scorso, ignoti hanno rubato nove mucche dalla stalla di Giuseppe Ioverno, 44 anni, affetto da una forma di autismo. Un gesto che non rappresenta soltanto un grave danno economico, ma una ferita profonda sul piano umano e affettivo.
La storia è diventata un caso nazionale dopo il servizio mandato in onda, la sera del 24 maggio, dalla trasmissione televisiva Le Iene, giunta nei giorni scorsi a Campana per raccontare il dramma vissuto dalla famiglia.
Per Giuseppe quelle mucche non erano semplici animali da allevamento. Erano parte integrante della sua vita quotidiana, del suo equilibrio e della sua serenità, la sua “cow therapy”!
Ogni mattina si prendeva cura di loro personalmente: la mungitura, la pulizia della stalla, il nutrimento. Un rapporto costruito negli anni, fatto di gesti ripetuti, affetto e presenza costante.
I familiari raccontano che il lavoro nella fattoria rappresentava per lui un rapporto terapeutico ed emozionale con gli animali della fattoria. Giuseppe aveva trovato negli animali il suo mondo, il suo ritmo quotidiano, il suo punto di riferimento emotivo.
«Da quel giorno continua a chiedere dove siano le sue mucche», racconta con dolore la sorella, Virginia, nel servizio televisivo. «Per lui erano amiche, quasi sorelle».
Secondo quanto ricostruito, i ladri avrebbero tagliato le recinzioni e condotto a piedi i nove animali lungo strade isolate, fino a un punto dove sarebbero stati caricati su un mezzo di trasporto. Da allora delle mucche non si hanno più notizie.
Il valore economico del bestiame rubato si aggira intorno ai 10 mila euro, ma per la famiglia il danno va ben oltre l’aspetto materiale. Nella stalla sono rimasti soltanto alcuni vitellini, ora privi delle madri.
Nelle campagne della Sila il fenomeno dell’abigeato continua purtroppo a rappresentare una piaga ancora presente. Molti allevatori, secondo quanto emerso nel servizio, vivrebbero in un clima di paura e rassegnazione, spesso scoraggiati dal denunciare.
Di fronte a quanto accaduto, la comunità locale si è mobilitata. l’associazione Unici Diversi Uguali, con sede a Corigliano-Rossano, attraverso il suo presidente Francesco Galati, ha lanciato un appello pubblico chiedendo la restituzione degli animali; mentre l’Associazione VESCA di Longobucco, guidata dal presidente Pino Flotta, ha avviato una raccolta solidale per “…acquistare almeno una nuova mucca che possa fare da balia ai vitellini rimasti nella stalla”, racconta Flotta.
L’iniziativa sta raccogliendo adesioni e sostegno anche fuori regione. L’obiettivo è aiutare Giuseppe a ricostruire almeno una parte di quel mondo che gli è stato improvvisamente strappato via.
Una vicenda che continua a scuotere l’opinione pubblica e che riporta l’attenzione non solo sul problema dei furti nelle aree rurali, ma anche sul valore profondo che il rapporto con gli animali può avere nella vita delle persone più fragili.
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