THE NEW POPE E LA CHIESA CHE DANZA CON LA STORIA

di Marco Toccafondi Barni


HABEMUS STORIA – Una piccola licenza linguistica per descrivere il Conclave che si è appena aperto. E’ una riunione affascinante quanto misteriosa che spesso ha abituato l’umanità a sorprese di ogni tipo grazie ai trabocchetti in Sistina. Premesso ciò tentiamo di analizzare la Chiesa cattolica per quello che è, provare ad intuire se non l’uomo che diventerà il 267 vescovo di Roma perlomeno un profilo.

1) – LA CHIESA NON E’ NE’ STATO NE’ DEMOCRAZIA – Siamo portati a credere, un po’ per via delle nequizie degli stati dove viviamo e un altro po’ per narrazione tossica mista a uno scarso senso della storia e un altrettanto diffuso analfabetismo strategico che, in fondo in fondo, lo stato Vaticano e di conseguenza la Chiesa stessa si comportino alla stregua di qualunque altro stato sulla terra, seguendo logiche simili a quelle della politica. Non è esattamente così e anche tralasciando la fede nello Spirito Santo, che dall’alto guida i Cardinali, la Chiesa comunque la si pensi resta un’ istituzione millenaria che esiste da sempre o quasi; inoltre pur nella sua versione di stato più piccolo del mondo geopoliticamente risulta essere quello più importante proprio insieme all’ egemone statunitense. Ne consegue che, se anche lo Spirito Santo non indirizza i cardinali nella loro decisione, ebbene le logiche di scelte tanto importanti per circa 1 miliardo e mezzo di cattolici, sono diverse da quelle della politica degli altri stati.

2) – IL PESO DEI MILLENNI GIOCA LE SUE CARTE – A differenza di tutti gli altri paesi e leader politici quello Vaticano e il suo leader hanno il senso della storia. I millenni contano, eccome, è impossibile sottrarsi o fuggire da se stessi. In queste ore commentatori vari e persino i vaticanisti si affrettano inutilmente a tracciare un bilancio di alcuni pontificati che al massimo sono durati 2 decenni o poco più, un’ assurdità. Francesco ha regnato 12 anni eppure si è parlato di un fallimento. Non è così e pur lasciando a chi crede la questione dello Spirito Santo come un’ infallibile guida, un’ istituzione millenaria come la Chiesa è un impero, pur senza truppe come amava sottolineare Stalin, allora va giudicato sul lungo periodo e non sulla nostra inutile e futile contemporaneità o addirittura su like e dislike made in social. E’ in quest’ ottica che il pontificato di Papa Francesco ha rappresentato quel passo in avanti dal quale non si puo’ tornare indietro del tutto, anzi appare necessario per affrontare i secoli e i millenni che verranno. Sicuri per la Chiesa, molto meno per tutti gli altri stati e naturalmente per noi contemporanei.

3) – FRANCESCO UN AMPIO PASSO NELLA STORIA, UN PAROLIN COME MEZZO PASSO INDIETRO PER L’ UMANITA’ – Le cose potrebbero essere riassunte più o meno così, in un tentativo di ridurre le complessità e la propaganda : con Papa Francesco la Chiesa ha fatto un deciso passo in avanti verso il post occidentalismo e probabilmente sarà ricordato come il Papa post occidentale, che talvolta equivale anche con quello degli ultimi. Adesso, come quasi sempre capita nella storia, arriva il momento del mezzo passo indietro. Intendiamoci solo parzialmente, da un Francesco e una rivoluzione come la sua indietro completamente non si torna, è il tempo di una figura simile a quella di  Parolin, il cardinale veneto col compito di “calibrare” le intemerate del rivoluzionario argentino.

4) – L’EREDITA’ POST OCCIDENTALE DI FRANCESCO E IL WOJTYLA DIMEZZATO – Bergoglio ha restituito alla Chiesa tutto ciò che essa è sempre stata in realtà, ovvero staccata e diversa da qualsiasi altro impero rivale, quello statunitense compreso. E’ qualcosa che ovviamente ha mandato fuori di testa i sudditi dell’ impero Usa, che hanno apostrofato Bergoglio addirittura come l’Anticristo, in quanto incredibilmente abituati a credere che, guarda caso, la storia finisca con la loro esistenza. Un autentico delirio considerato che la Chiesa e il suo stato, essendo appunto millenari, quasi mai hanno fatto differenze tra imperi buoni (Stati Uniti) e cattivi (Russia, Cina, Iran, etc…), grazie ad un’ esperienza anch’essa millenaria sanno bene trattasi di distinzioni fasulle e senza senso, buone solo per le sciocchezze dei contemporanei ma non dei millenni. Con una mossa tattica adeguata ai tempi, dal suo punto di vista e quel periodo storico, Giovanni Paolo II schierò decisamente e correttamente il cattolicesimo con l’ Occidente e gli Stati Uniti. Avvenne al tramonto della Guerra fredda, ma fu una fase, tanto è vero che dopo il fatidico biennio 1989/1991 persino un Papa filo Usa e occidentale come Karol Wojtyla iniziò a cambiare atteggiamenti e parole. Questo perché schierarsi con un unico impero, costringersi dentro una sfera di influenza, equivale a bere un sorso di veleno per imperi e religioni. Il suo nome ? Post Storicismo, sapore di mandorle amare per qualsiasi impero che si rispetti.

5) – UN GRANDE DILEMMA PER QUESTO CONCLAVE – E allora è proprio su questo che si baserà l’attuale Conclave: bere l’amaro calice del post storicismo e tornare al rassicurante ma inadeguato “Ovile” degli ultimi 80 anni, cioè schierarsi di nuovo con gli Stati Uniti e il cosiddetto “Occidente”, in modo da rassicurare una certa parte di mondo e molti fedeli, oppure continuare ciò che ha iniziato Francesco in modo da aprirsi non soltanto al mondo intero, ma soprattutto a una storia lunga ormai 2000 anni ? E’ difficile da prevedere, tuttavia la mia interpretazione è che questo Conclave (che presumibilmente vedrà la mitica fumata bianca e il conseguente Habemus Papam tra l’8 e il 9 maggio) sceglierà di non scegliere, perché sarà la storia a farlo. In che senso ? E’ semplice, dapprima, cioè dal 9 maggio, verrà scelto un Papa che in apparenza rappresenterà un mezzo passo indietro rispetto alle scelte del suo predecessore, magari anche uno statunitense tipo Blase Cupich, ma solo momentaneamente visto che poi il nuovo pontefice sarà in grado di seguire il passo della storia e in un ordine naturale non potrà legarsi per sempre ad un impero. Nemmeno quello a stelle e strisce.

La Chiesa sa come danzare coi secoli. Chi crede lo chiama Spirito Santo, tutti gli altri senso della Storia.

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