SS106 JONICA, IL VIA LIBERA C’È: ADESSO LA CALABRIA MERITA CERTEZZE!

Il giudizio favorevole sul piano ambientale apre una nuova fase per il tratto Corigliano-Rossano–Crotone. Ma tra autorizzazioni, coperture finanziarie, gare e cantieri resta ancora un percorso lungo. La domanda non è più se quest'opera vedrà la luce, ma entro quali tempi

SS106 Corigliano-Rossano/Crotone (ricostruzione grafica)

Antonio Loiacono

Per troppo tempo la Strada Statale 106 ha rappresentato molto più di un’infrastruttura incompiuta. È diventata il simbolo di una distanza: quella tra gli annunci e i risultati, tra gli impegni assunti e quelli mantenuti, tra le aspettative di un territorio e la capacità delle istituzioni di trasformarle in opere concrete.

Oggi qualcosa si muove davvero.

Il giudizio favorevole di compatibilità ambientale e di Valutazione d’Incidenza espresso dalla Struttura Tecnica Regionale sul Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica del tratto Corigliano-Rossano–Crotone segna un avanzamento importante nell’iter amministrativo della nuova SS106 Jonica.

È un passaggio significativo. Ma non ancora quello decisivo.

Sarebbe infatti un errore alimentare l’idea che il pronunciamento ambientale coincida con l’imminente apertura dei cantieri. Così non è.

Il decreto certifica la compatibilità dell’opera con il territorio sotto il profilo ambientale, ma non assegna i lavori, non individua l’impresa esecutrice, non stabilisce una data d’inizio e non autorizza, da solo, l’avvio delle opere.

Tra il decreto ambientale e l’apertura dei cantieri c’è ancora un tratto di strada tutt’altro che breve. Restano infatti il completamento delle procedure autorizzative, la definizione delle coperture economiche, gli eventuali approfondimenti progettuali, le gare pubbliche, l’aggiudicazione degli appalti e la stipula dei contratti.

Non si tratta di dettagli burocratici.

Sono fasi essenziali che determinano il passaggio dalla progettazione alla realtà.

Il tratto Corigliano-Rossano–Crotone occupa una posizione strategica nell’intero disegno della nuova Jonica.

Verso nord, il collegamento con Sibari è già stato affidato mediante appalto integrato e segue un percorso ormai avviato. Verso sud, la tratta fino a Catanzaro è entrata nella fase della progettazione esecutiva.

Nel mezzo resta il segmento che dovrà servire tredici comuni — Corigliano-Rossano, Crosia, Calopezzati, Pietrapaola, Mandatoriccio, Scala Coeli, Cariati, Crucoli, Cirò, Cirò Marina, Melissa, Strongoli e Crotone — garantendo finalmente continuità all’intero corridoio ionico.

È proprio qui che si concentra oggi la partita più delicata.

Accanto all’iter amministrativo si apre infatti quello finanziario.

L’autorizzazione ambientale, da sola, non mette a disposizione le risorse necessarie alla costruzione dell’opera. Le valutazioni successive al provvedimento regionale evidenziano come il nodo principale riguardi ora la copertura economica dell’intervento, stimata in circa 4,3 miliardi di euro!

È una distinzione fondamentale.

Un progetto autorizzato non coincide necessariamente con un progetto finanziato. E anche quando le risorse vengono individuate, resta ancora da completare tutto il percorso che conduce all’apertura dei cantieri.

Nel dibattito pubblico queste fasi vengono spesso sovrapposte, generando aspettative che finiscono inevitabilmente per trasformarsi in nuove delusioni.

Programmare un’opera, progettarla, ottenere le autorizzazioni ambientali, reperire i finanziamenti, bandire le gare, aggiudicare gli appalti e aprire i cantieri sono momenti distinti di uno stesso processo.

Confonderli significa raccontare una realtà diversa da quella amministrativa.

Ed è proprio per evitare nuovi equivoci che oggi servono risposte precise.

Quali saranno le prossime tappe?

Entro quali tempi verranno garantite le coperture economiche?

Quando partiranno le procedure di gara?

In quale momento sarà individuato il soggetto esecutore?

E soprattutto: quando i cittadini potranno vedere l’inizio effettivo dei lavori?

Sono queste, oggi, le domande che meritano una risposta pubblica.

La Regione Calabria può rivendicare il raggiungimento di un risultato amministrativo importante. Adesso toccherà ad ANAS tradurre quel risultato in un percorso operativo, mentre il Governo sarà chiamato ad assicurare le risorse indispensabili per trasformare il progetto in un’infrastruttura reale.

Solo allora il tratto Corigliano-Rossano–Crotone cesserà di essere un segmento ancora sulla carta e diventerà un’opera visibile.

Perché il destino di un territorio non cambia quando viene firmato un decreto.

Cambia quando i cantieri si aprono, i viadotti prendono forma, l’asfalto sostituisce le vecchie carreggiate e i cittadini comprendono, finalmente, che l’attesa è terminata.

La Calabria non ha bisogno né di facili trionfalismi né di inutili scetticismi.

Ha bisogno di trasparenza.

Ha bisogno di conoscere il percorso che resta da compiere.

Ha bisogno, soprattutto, di un cronoprogramma credibile.

È su quel calendario — non sugli annunci — che, da oggi, si misurerà la credibilità delle istituzioni.

 

 

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