di Marco Toccafondi Barni
SPAGNA – ARABIA SAUDITA 4 – 0 (Yamal, Oyarzabal (2), Al-Tambakti (A)
– Eccolo, 10 minuti è in campo appare il genio, quello del quale la Spagna non puo’ fare a meno, il predestinato, uno di quelli che personalmente chiamo “I MEZZO SECOLO”, perché ne nascono uno o al massimo 2 ogni 50 anni nel calcio. Dieci giri di orologio e Lamine Yamal si presenta al Mondiale: Oyrzabal, a differenza del brutto esordio con Capo Verde oggi è in giornata sì, mette in mezzo una gran palla per il fenomeno di casa Barca, che ovviamente non sbaglia.
Passano altri 10 minuti e l’altro uomo del match, il basco Oyrzabal, fa uno due: dapprima al 21esimo minuto di esterno sinistro e poi 3 minuti dopo è ancora l’attaccante Real Sociedad che realizza la sua doppietta personale. Curiosità, non da poco, proprio un calciatore nato nei Paesi Baschi grazie a questi 2 gol stacca, in nazionale, un autentico mito spagnolo, il leggendario Emilio Butraguegno, detto anche “El Buitre”. Mito, leggenda della Corona e della sua leggendaria squadra: il Real Madrid. Tanto che l’avvoltoio non è il suo unico soprannome, anche se è il piu’ noto, viene chiamato anche il “CAVALIERE BLANCO”, vista la identificazione che da lo lega indissolubilmente al Real Madrid.
Comunque è 3 – 0 e siamo appena al giro di boa del primo tempo, ovvio che la partita perda un minimo di intensità, ma la Roja domina con ben 17 tiri nei primi 45 minuti.
La ripresa si apre con un’ autorete dei sauditi: c’è un corner, la palla arriva al sempre ottimo Cucurella, che al volo conclude in porta. Il portiere avversario respinge, sì,però addosso ad Al Tambakti e la sfera finisce di conseguenza in porta. E’ 4 – 0, puo’ bastare così. La Spagna per la finalissima c’è e si vede.
BELGIO – IRAN 0 -0
– Non ci siamo, proprio no. Il Belgio del pur bravo e intelligente Rudi Garcia finisce a reti inviolate contro un ottimo Iran, la squadra senz’altro piu’ maltrattata del Mondiale per note ragioni geopolitiche e non sportive.
Intendiamoci, gli uomini di Garcia producono e giocano tanto, però manca loro ciò che è fondamentale nel calcio: far gol. Niente, non riescono proprio a buttarla dentro e questo nonostante le numerose occasioni. Anzi, paradossalmente, è proprio l’ Iran a trovare il gol al primo vero tentativo con un’ astuta furbata su calcio di punizione, annullato per un fuorigioco millimetrico. La gara si chiude così, con le reti color bianco, nonostante i quasi incredibili 23 tiri dei Diavoli Rossi e grazie a un portiere iraniano in stato di grazia.
Ora tutto è in bilico.
URUGUAY – CAPO VERDE 2 – 2 (Lenini, Araujo, Canobbio, Varela)
– La bella favola di Capo Verde sembra non avere fine, anzi. E stavolta non solo arriva il secondo pareggio contro una squadra latina di strabordante tradizioni e palmares unico, giunge puntuale anche il primo gol capoverdiano ai Mondiali. Ed è anche di pregevole fattura: lo segna Kevin Pina che, con un destro potente, buca la barriera piazzando la palla alle spalle di un Muslera in leggero ritardo e che farà in tempo a fare disastri ben peggiori.
Per tutto il primo tempo gli uomini del “loco” Bielsa, un autentico mito sudamericano l’allenatore della “CELESTE” sembra sfilacciato, non avere né un gioco né schemi nonostante il gran nome e la reputazione leggendaria del loro allenatore. Eppure, tra l’ultimo giro di orologio dei primi 45 minuti e la lunga zona Cesarini del recupero, piazzan un uno/due capace di mettere K.O chiunque. No la nazionale capoverdiana.
Al 44° è il solito Maxi Araújo molto abile a colpire di testa un pallone respinto inizialmente dal palo. E’ l’agognato e poco meritato pareggio. Passano 5 minuti e va in gol anche Agustín Canobbio, che sfrutta la sponda sempre di Araujo infilando il buon Vozinha, per la disperazione della mamma al seguito e per la quale persino gli Usa di Trump hanno chiuso un occhio su visto e cauzione, La mamma è sempre la mamma. anche per l’ Amministrazione Trump.
Si va così al riposo sul risultato comunque quasi rassicurante per Bielsa & C. di 2 a 1, ma ricordate ? Il calcio è un gioco divino, però lo ha inventato il diavolo e allora è da una sciagurata rimessa laterale della “CELESTE”, un gran pasticcio tra Oliveira e Muslera, vi si inserisce il centravanti del Maccabi Tel Aviv Hélio Varela depositando in rete il piu’ facile dei palloni.
Finisce così 2 a 2 e adesso sono guai per l’Uruguay e una gran bella storia per Capo Verde che forse non finirà ai gironi.
NUOVA ZELANDA – EGITTO 1-3 (Finn Surman, Zico, Mohamed Salah,Trézéguet)
– Capita quando hai in squadra uno che si chiama Salah. Dicevo, succede che se pue sembra esserci un testa coda in campo, l’ultima squadra del ranking al Mondiale che diventa la prima della classe nel girone, che la ribalti.
La Nuova Zelanda infatti passa dopo appena un quarto d’ora, con Surman, su palla inattiva: corner di Payne e il neozelandese svetta solitario con un bel colpo di testa e batte Shobeir.
Poi saranno sì gli egiziani a tenere il pallino del gioco fino al 45esimo, ma gli “All Whites” reggono bene e senza particolari affanni, in fondo i faraoni sono poco incisivi.
Si arriva così al 2° tempo, l’ Egitto spinge e al 59° la pareggia con un tizio dal nome assai pesante per la storia del calcio: Zico. Madre de D10S. C’è un cross di Hanyin in area arriva Zico e la mette alle spalle del portiere. E’ uno pari.
Basta e avanza, perché passano 10 minuti e la risolve lui: Momo Salah, uno dei migliori giocatori al mondo e terzo anni fa persino per il pallone d’oro dopo la coppia dominante Messi / CR7, entra in area e dopo uno scambio con Zico batte Crocombe. E’ 2 a 1, Egitto da ultimo a primo nel girone. Verso la fine un altro nome pesante, Trezeguet, su assist del solito Salah, segnerà il 3 a 1 definito che lancia la squadra africana alla testa del girone G.
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