■Antonio Loiacono
Con l’estate che volge al termine, l’attesa per il rientro sui banchi di scuola diventa protagonista in tutta Italia. Come ogni anno, sono le regioni a determinare le date di inizio e fine delle lezioni, lasciando però agli istituti la possibilità di esercitare l’autonomia scolastica per adattare il calendario alle esigenze locali. Fermo restando il numero complessivo di giorni di lezione, che deve rimanere lo stesso per tutti, ogni scuola può quindi scegliere le proprie date di apertura e chiusura, oltre che organizzare eventuali sospensioni durante l’anno per festività o ponti.
Ad inaugurare l’anno scolastico 2024-2025 saranno gli alunni della Provincia autonoma di Bolzano, che torneranno in classe già il 5 settembre. Nello stesso giorno, anche i piccoli della scuola dell’infanzia della Lombardia riprenderanno le attività. Poco dopo, il 9 settembre, sarà la volta degli studenti della Provincia autonoma di Trento.
L’11 settembre segna il ritorno sui banchi per sei regioni: Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Il giorno successivo, il 12 settembre, toccherà agli studenti di Campania, Lombardia, Molise e Sardegna. Infine, gli ultimi a riprendere le lezioni saranno gli alunni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Puglia e Toscana, che torneranno in aula il 16 settembre.
Indipendentemente dalla regione di appartenenza e dai calendari scolastici specifici, tutte le scuole italiane osserveranno le chiusure per le festività nazionali. Le date da segnare in calendario per l’anno scolastico 2024-2025 sono le seguenti: 1° novembre 2024 (Tutti i Santi), 8 dicembre 2024 (Immacolata Concezione), 25 dicembre (Natale), 26 dicembre (Santo Stefano), 1° gennaio (Capodanno), 6 gennaio (Epifania), 20 aprile 2025 (Pasqua), 21 aprile 2025 (Lunedì dell’Angelo), 25 aprile 2025 (Festa della Liberazione), 1° maggio 2025 (Festa del Lavoro) e 2 giugno 2025 (Festa della Repubblica).
Grazie all’autonomia scolastica, gli istituti hanno la flessibilità di apportare variazioni al calendario stabilito dalla regione, purché si rispetti il numero minimo di giorni di lezione previsto dalla normativa. Questo consente alle scuole di adattarsi meglio alle esigenze locali, di organizzare attività specifiche o di garantire il rispetto di tradizioni e festività particolari.
Con il ritorno a scuola alle porte, genitori e studenti possono così iniziare a prepararsi per un nuovo anno scolastico, consapevoli delle date di rientro e delle festività che scandiranno il ritmo delle lezioni.
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