Scala Coeli: Scoperto “A Lifànda”: l’elefante di roccia tra i più grandi al mondo

Nel territorio di Scala Coeli, piccolo borgo del Basso Ionio cosentino, si può ammirare il più grande elefante della Calabria e tra i più grandi al mondo.
Si tratta di un monolite dalle sembianze di un grande mammifero con la proboscide.
Questa straordinaria scoperta è da attribuire ad Amedeo Fusco e a Nicola Abruzzese che, mentre, andavano in giro per conoscere bene il proprio territorio, si sono imbattuti, per pura casualità, nella visione dell’elefante. Anzi – raccontano – è come se l’elefante stesso abbia deciso di rivelarsi.
Amedeo Fusco è un uomo di arte e di cultura che ormai vive lontano da Scala Coeli ma ritorna sempre; ha fondato il gruppo G.I.S. Nicola Abruzzese è persona molto impegnata nella vita pubblica e sociale del territorio, membro del Gruppo G.I.S., nonché titolare della seguitissima pagina Facebook “Il Territorio Prima di Tutto”. Vive a Scala Coeli.
L’enorme elefante con tutto il suo fascino misterioso si può ammirare da diversi punti, ma sprigiona tutta la sua bellezza in un’orario e in una posizione precisa.
Osservando l’enorme monolite si ha l’impressione che l’elefante si diriga verso Scala Coeli, andando incontro al borgo di poche anime ma di grandi menti.
“A Lifànda” è una costola del monte “Vitusello” simbolo di Scala Coeli, conosciuto anche come Monte o Colle delle Rose, e svetta in una vastissima area ad un’altezza di oltre 350 metri dal livello del mare. Scala Coeli, per alcuni storici, è “di origini antichissime per essere la zona abitata da tempi immemorabili”, come scrive Raffaele Iaria, giornalista originario del luogo. Per altri sarebbe sorta ad opera di Filottete, esule da Troia mentre lo storico Franco Domestico fa risalire le sue origini addirittura all’età del ferro mentre lo studioso Franco Sacco parla di un luogo “sopra un monte di aria umida e calda”, alla sinistra del fiume Nicà, che secondo alcuni sarebbe il luogo dove è avvenuta la famosa battaglia del 510 a.C. tra Sibari e Crotone, due città tra le più importanti della Magna Graecia.
Il luogo della scoperta, A Lifànda, e l’intero territorio dalla natura incontaminata è anche circondato da tante leggende. Quel che è certo è il fascino assoluto che sprigiona: abitato da una fitta vegetazione di macchia mediterranea, alberi di querce, mirto, corbezzolo, lecci, cespugli di menta e di origano, capaci di sprigionare profumi di carattere selvatico non intaccato ancora dalla mano dell’uomo e da una fauna selvatica ampia e variegata: ricci, volpi, faine, tartarughe, rapaci e rettili di vario genere.
A Lifànda è una delle sculture naturali più grandi del mondo, come Elepanth Rock in Irlanda e l’Elefante delle Tremiti.
Gli elefanti di questo territorio: A Lifànda e a Ncavallicata devono diventare il simbolo della rinascita e del riscatto di questa parte e della Calabria tutta.
L’ELEFANTE SI MUOVE.


Amedeo Fusco e Nicola Abruzzese

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