■Antonio Loiacono
A volte un evento comincia molto prima che si accendano le luci del palco. Comincia da un’idea. Da una domanda, forse: può un abito raccontare un luogo? Può la moda diventare memoria? E può un borgo antico trasformarsi, per una sera, in una storia da mettere in scena?
A Cariati la risposta arriverà l’11 agosto, quando Piazza Plebiscito, nel cuore del centro storico, ospiterà la prima edizione del Premio 103 – Tra Moda & Cultura. La manifestazione, ideata da Giovanni Carone, nasce proprio dall’incontro fra narrazione, storia e moda e punta a valorizzare personalità ed eccellenze attraverso un format che mette insieme spettacolo, cultura, musica e territorio.
Non una semplice passerella, dunque. Almeno nelle intenzioni dichiarate dagli organizzatori.
Il progetto parte dal principio che la moda possa diventare un linguaggio attraverso il quale raccontare un’identità. Un’idea che trova una cornice particolarmente significativa proprio a Cariati, dove il palcoscenico non sarà un teatro costruito per l’occasione, ma una piazza incastonata nel tessuto del borgo storico.
È qui che il Premio 103 prova a trovare la propria cifra.
Dietro il titolo della manifestazione c’è anche una realtà precisa della vita commerciale e culturale cariatese: la Centotre boutique, attività di Giovanni Carone nel centro storico.
Il nome del Premio richiama dunque direttamente quella identità, anche se il progetto sembra voler andare oltre il perimetro di una boutique per trasformare un marchio in un appuntamento culturale. La manifestazione viene infatti presentata come prima edizione, con l’ambizione dichiarata di raccontare il rapporto fra storia, cultura, moda e talento.
Ed è forse proprio questo il passaggio più interessante.
Un’attività commerciale diventa il punto di partenza per costruire un evento pubblico. Un luogo nel quale normalmente si entra per scegliere un abito diventa l’origine di una manifestazione nella quale l’abito dovrebbe diventare racconto.
Piazza Plebiscito, l’11 agosto non sarà soltanto la location dell’evento.
La piazza del centro storico diventerà parte integrante della narrazione.
Il borgo antico farà da scenografia naturale a una serata nella quale saranno protagonisti personaggi provenienti da mondi differenti. Una scelta che contiene anche un’idea di promozione territoriale: portare lo spettacolo dentro il centro storico significa sottrarre per una sera quello spazio alla dimensione esclusivamente urbana e restituirgli una funzione di incontro.
Il Premio 103 gode del patrocinio del Comune di Cariati, secondo quanto riportato nella presentazione ufficiale dell’evento.
La serata sarà condotta da Antonio D’Amico, mentre tra gli ospiti annunciati figurano Michele Gaudiomonte, designer e stilista internazionale, Maria Francesca Guido, Miss Calabria 2017, la cantante internazionale Sol e Heldin, illusionista e showman conosciuto anche per le sue apparizioni televisive.
Un cast volutamente eterogeneo.
E proprio questa eterogeneità sembra essere uno degli ingredienti del progetto.
Il nome di Michele Gaudiomonte porta sul palco una concezione della moda nella quale il vestito non è soltanto un oggetto da indossare.
Il designer ha costruito negli anni un percorso internazionale nel quale moda, arte e cultura si intrecciano. La sua presenza dà quindi al Premio una dimensione che va oltre il tradizionale spettacolo estivo.
Accanto alla moda arriverà la musica, con Sol, e lo spettacolo dell’illusionismo affidato a Heldin.
La sua presenza introduce una componente completamente diversa: quella della meraviglia. Una dimensione che, in fondo, si inserisce bene nella filosofia della serata. Perché anche la moda, quando riesce a superare la semplice esposizione di un capo, lavora sulla capacità di sorprendere, evocare, costruire immagini.
È qui che il Premio 103 può diventare qualcosa di più interessante di una serata mondana.
La vera scommessa sarà capire se Cariati riuscirà a diventare parte del racconto, e non soltanto lo sfondo nel quale il racconto viene rappresentato.
Il centro storico possiede già ciò che molti eventi devono costruire artificialmente: una scenografia, una storia, una stratificazione di luoghi e architetture. Portare moda e spettacolo in Piazza Plebiscito significa quindi mettere a confronto due linguaggi apparentemente lontani.
Da una parte l’antico, Dall’altra la contemporaneità: in mezzo, la piazza.
Il risultato potrebbe essere interessante proprio perché non cerca necessariamente di cancellare questa distanza, ma di utilizzarla.
C’è poi un elemento che merita attenzione: il Premio 103 nasce nel 2026 e questa è la sua prima edizione.
Questo significa che non esiste ancora una tradizione da difendere né un format consolidato da ripetere.
C’è, invece, un esperimento.
La prima prova di un progetto che dovrà dimostrare sul campo se sarà capace di costruire un’identità propria e, soprattutto, di tornare negli anni successivi con contenuti riconoscibili.
È una differenza importante.
Perché organizzare una serata di spettacolo è una cosa. Creare un premio capace di diventare appuntamento culturale è un’altra.
La distanza tra le due cose la misureranno il pubblico, la qualità delle personalità coinvolte e la capacità degli organizzatori di dare continuità al progetto.
Cariati vive da anni una contraddizione tipica di molti centri storici meridionali: possiede un patrimonio capace di attirare attenzione, ma deve continuamente trovare nuovi modi per renderlo vivo.
Gli eventi possono servire anche a questo.
Non bastano, naturalmente, a risolvere i problemi strutturali di un borgo. Non sostituiscono politiche culturali, manutenzione, servizi, accoglienza e strategie turistiche. Ma possono contribuire a cambiare la percezione di un luogo.
Il Premio 103 tenta di farlo attraverso un’operazione semplice nella sua idea e ambiziosa nella sua realizzazione: portare la contemporaneità dentro la storia.
La sera dell’11 agosto, dunque, in Piazza Plebiscito non ci saranno soltanto abiti, musica, premi e spettacolo.
Ci sarà un piccolo esperimento culturale: capire se funzionerà sarà compito del pubblico!
Perché un premio può nascere da un’idea, può avere un nome accattivante, può portare sul palco personaggi conosciuti. Ma diventa davvero una manifestazione soltanto quando, finita la musica e spente le luci, rimane qualcosa nella memoria di chi c’era.
E il Premio 103, per ora, ha davanti proprio questa sfida: trasformare una prima serata in una storia che abbia voglia di essere raccontata ancora.
Views: 207

Lascia una risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.