PUGLIANO SCARICA SUI CALABRESI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ.

Abbiamo già avuto modo di commentare la scandalosa difesa degli interessi privati da parte dell’assessore regionale Pugliano per quanto riguarda la presunta discarica di Scala Coeli, difesa che continua a spada tratta e nell’assoluta mancanza di rispetto del suo ruolo, di quello dei sindaci e delle comunità che dovrebbe rappresentare. Il suo ulteriore intervento ci induce ad altre riflessioni, purtroppo non meno sgomente. Probabilmente l’assessore crede che i calabresi siano un branco di deficienti da poter impressionare con la classica domanda “dove la mettiamo l’immondizia?” oppure con lo scarica barile di chi vuol far credere che la responsabilità non è della classe politica, ma dei cittadini, addirittura facendo distinzioni fra cosentini e non cosentini. L’assessore ipotizza beffardamente che in, anche qualora in Calabria si realizzi la differenziata, ci sarebbe comunque bisogno delle discariche di servizio. In primo luogo, in Calabria, la raccolta differenziata non si realizza, abbiamo la percentuale più bassa d’Italia confermata anche dalle statistiche di quest’anno, motivo per cui il responsabile politico del settore, lui, dovrebbe dimettersi. Secondariamente non capiamo esattamente il nesso tra le mega-discariche autorizzate colpevolmente dal suo ufficio e delle discariche di servizio per la differenziata. Soprattutto non capiamo il nesso tra una discarica di servizio per la differenziata ed una discarica di rifiuti speciali nel bel mezzo di una valle di importanza storica e agricola come quella che si vorrebbe costruire nel basso ionio cosentino. Probabilmente l’assessore non è molto ferrato in materia, e sarebbe un buon motivo per dimettersi. Ci chiediamo poi, se è tutto autorizzato e “liscio come l’olio” come lo descrive Pugliano, come mai la discarica di Scala Coeli è finita sotto sequestro qualche mese fa? Inoltre ci fa piacere che l’assessore sia finalmente d’accordo con i comitati calabresi sul commissariamento, che egli stesso definisce caotico e inutile, seppur con notevole ritardo rispetto alla commissione d’inchiesta parlamentare che lo definisce “non estraneo ad interessi politico-malavitosi”. Peccato che fu lo stesso assessore ad implorare il Ministro Clini di chiedere a Monti la proroga del commissariamento per il quindicesimo anno consecutivo, proroga formalmente richiesta dalla Giunta Regionale di cui Pugliano fa parte: ci sembra una contraddizione enorme e grossolana, che dovrebbe indurre una qualsiasi istituzione alle dimissioni. Ci fa piacere, poi, che lo stesso assessore abbia parlato del raddoppio dell’inceneritore di Gioia Tauro, operazione che è costata ai calabresi circa quaranta milioni di euro versati nelle casse di un privato (Veolià) per la realizzazione di un’opera privata ed inquinante che non serve a nulla: dovrebbero infatti spiegarci come mai negli anni passati a Gioia Tauro abbiano bruciato rifiuti provenienti dal Veneto e dalla Lombardia. In ogni caso, con questo e con altri assessori o commissari, in Calabria è giunta l’ora di dismettere il ciclo dei rifiuti basato su discariche private e inceneritori privati, ed avviare i lavori per impianti di riciclo e riutilizzo in mano agli enti pubblici e che servano alle comunità. Questa nefasta classe dirigente, con i rifiuti, ha già divorato miliardi di euro e centinaia di ettari del nostro territorio: finché continueranno a farlo i calabresi non diranno solo “no” ma impediranno con ogni mezzo altri scempi. Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

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