MA DI QUALE AGRICOLTURA SI PARLA?

MA DI QUALE AGRICOLTURA SI PARLA? AZIENDE IRREGOLARI, CALABRIA IN TESTA AMBIENTE, 70% AZIENDE EDILI IRREGOLARI ROSSANO (Cs) Giovedì 17 Giugno 2010 – Da una parte, la difesa dell’ambiente, dall’altra la contrarietà, spesso pregiudiziale, ad ipotesi e progetti industriali di qualsiasi tipo, dovrebbero poter contare su motivazioni diverse dalla tesi diffusa, ma poco fondata, secondo la quale il motore economico calabrese sarebbe rappresentato da turismo + pesca + agricoltura. Se si aggiunge, poi, il primato calabrese (commentato nei giorni scorsi) per il cemento truccato (a danno del territorio e dell’ambiente!) e la diffusa irregolarità nel settore edilizio, il quadro diventa paradossale e tenebroso al tempo stesso, ma almeno senza equivoci. A triste confronto sono dei dati, difficilmente confutabili e che dipingono, per l’agricoltura e l’edilizia, ad esempio, ben altre realtà. In Calabria il 42% delle aziende agricole sottoposte ad ispezione ministeriale, non risulta in regola. Non va meglio, tra l’altro, nel settore edilizio dove la Calabria supera la Campania, con 12 punti percentuali in più. Calabria e Campania, quest’ultima prima assoluta nella lista “nera”, sia in agricoltura che in edilizia, condividono dunque la stessa sorte e, in fatto di agricoltura, anche la stessa percentuale. C’è un però che le differenzia. In Campania sono state ispezionate 800 aziende agricole, in Calabria solo 79. – Nel settore dell’edilizia tutto si aggrava. SU 168 AZIENDE ISPEZIONATE IN CALABRIA, 117 SONO RISULTATE IRREGOLARI. In Campania su 3.020 aziende, a mostrarsi irrispettose delle regole, sono questa volta 1.766. In questo caso le percentuali si attestano sulla soglia del 70% per la Calabria e del 58% per la Campania. I numeri per la Calabria sono destinati ad aumentare, se non addirittura a raddoppiare rispetto agli esiti negativi conseguiti dalla capo lista. L’indagine commissionata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al proprio apparato ispettivo ha messo in luce i dati sul lavoro nero nel Sud d’Italia. Incrociando ogni utile informazione con la collaborazione degli enti previdenziali, Inail ed Inps e con l’apporto delle forze dell’ordine, Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato, un mondo sommerso è stato portato alla luce, con le inevitabili conseguenze del caso. È così che, nel corso della verifica, 33 aziende calabresi su 79, sono state denunciate alle autorità competenti per fatti connessi al lavoro nero in agricoltura. Basti pensare che su 360 lavoratori oggetto di verifica, 13 sono risultati extracomunitari. Fra questi due non erano provvisti del permesso di soggiorno. 55 sono risultati lavoratori a nero. 87 sono risultati lavoratori irregolari per altre cause. A zero si chiude invece il controllo per sospensioni per lavoro nero e per le posizioni lavorative fittizie o prestazioni previdenziali indebite.

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