L’architetto Saverio Liguori, un artista innamorato del suo paese

Ricordo dell’architetto cariatese, nel trentennale della scomparsa (1988-2018)

Il 02 0ttobre 1988 veniva a mancare a Roma, dove risiedeva ed aveva il suo studio professionale fin dai primi anni Sessanta, l’architetto Saverio Liguori , progettista di numerose opere pubbliche che hanno delineato significativamente in senso moderno la fisionomia urbanistica di Cariati, città dove era nato nel 1933 e che egli amò di un amore viscerale, esaltandola col suo sapere professionale e la sua straordinaria arte pittorica. Uomo dal forte senso civico, intellettuale colto, valoroso professionista, mite, appassionato e idealista, intollerante ai compromessi, visse l’architettura come ideale di vita e non come mezzo per vivere : questi i tratti fondamentali della sua personalità. Nella ricorrenza del trentennale della sua prematura scomparsa (aveva 55 anni) riteniamo giusto ripercorrerne, per i cariatesi che amano il proprio paese, la carriera professionale ed artistica, considerato che gran parte della sua creatività si è espressa in opere architettoniche, dipinti e disegni che riguardano la nostra Cariati.

L’architetto

Dopo aver compiuto gli studi di base nel Seminario Vescovile di Cariati, e, successivamente, presso il Liceo Scientifico di Corigliano Calabro, dove conseguì la maturità, s’iscrisse alla Facoltà di Architettura dell’Università di Roma, dove si laureò e dove aprì uno studio professionale in uno storico palazzo rinascimentale, in Largo di Torre Argentina, iniziando un’intensa attività di progettista di opere pubbliche, oltre che di edifici privati (case e ville), che gli guadagnarono immediatamente la stima e l’alta considerazione dei committenti.  Nell’agosto del 1966, quando ancora era un giovane architetto alle prime armi, grazie alle sue doti professionali ben note a tutti, il Comune di Cariati gli conferiva l’incarico di progettare l’Ospedale civile . Nel giro di pochi mesi il progetto era pronto e fu consegnato e, il 4 maggio 1967, fu approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, presieduto dal sindaco Michele Ascione. Per l’occasione –  come si legge in un articolo della Gazzetta del Sud – “gli elaborati, insieme ad un plastico dell’opera, sono stati esposti sulle pareti della sala consiliare, per essere mostrati al pubblico”. Per la realizzazione dell’opera bisognò aspettare un po’ di anni e l’opera fu inaugurata il 1° marzo del 1978. Nel frattempo l’architetto Liguori progetta opere anche fuori Cariati, come il Palazzo Comunale di Cirò Marina (1968), gli edifici dei Licei Scientifici di Crotone (1970) e di Corigliano Calabro (1971). Al 1975 risale la progettazione e realizzazione di un’altra importante opera architettonica a Cariati: il Centro Missionario delle Suore di Santa Gemma, la cui costruzione fu voluta da Madre Gemma Giannini, fondatrice dell’Ordine delle Suore di S. Gemma, e finanziata da un gruppo di benefattori  vicentini. Monsignor Agostino, all’epoca vescovo di Cariati (otre che di Crotone e S. Severina), ebbe a dire che in quell’opera “l’architetto Liguori ha espresso il meglio della sua abilità di artista e della sua sensibilità di cristiano”.  Alla prima metà degli anni ’80 risale la progettazione e realizzazione della Chiesa cristiano-evangelica di Cariati, inaugurata nel luglio del 1985. Allo stesso periodo, prima metà degli anni Ottanta, si datano la progettazione e realizzazione del Palazzo della Pretura e della Caserma dei Carabinieri, due opere di grande valore civile, oltre che architettonico-artistico. Ma l’impegno progettuale dell’architetto cariatese negli anni ’80, non si arresta alle opere pubbliche. Nascono, dal 1980 al 1988, una serie di costruzioni commissionate da privati, che vengono ad arricchire e qualificare il patrimonio edilizio della nostra Cariati, come il Palazzo ubicato dopo il passaggio a livello di Piazza Cinquecento o l’edificio in Contrada Carrera di proprietà di Cosentino Mauro, il Palazzo Greco in via Nazionale o il Palazzo Liguori in via Caponsacco, la villa Chiurco in contrada Fornara o le ville G. Fortino o I. Russo, in loc. Santa Maria, tanto per citarne solo alcune. Tornando alle opere pubbliche realizzate a Cariati, quella che maggiormente ne ricorda il suo impegno professionale, il suo amore per Cariati, e le sue doti di grande progettista, è il Porto peschereccio e turistico di Cariati , la cui realizzazione, per varie vicende che qui omettiamo di raccontare, fu lunga e faticosa e lo tenne impegnato per ben 15 anni, dal 1973 fino alla sua morte (1988). L’opera sarà completata agli inizi degli anni Duemila, quando lui ormai non c’era più, dopo che ne aveva fatto il centro prevalente dei suoi interessi professionali e il punto di approdo di una quotidiana ricerca di valori tecnici, estetici, sociali ed amministrativi. Ci piace ricordare che la “presenza” dell’architetto Liguori si avverte subito quando si arriva al porto, guardando la struttura inconfondibile dell’arioso ed originale Palazzo dei Servizi portuali (dove ha sede la Lega Navale), che si staglia inconfondibilmente nel verde delle colline retrostanti.

L’artista

All’attività professionale di progettista, Saverio Liguori affiancò sempre quella di artista, di pittore, di disegnatore, convinto com’era che la componente artistica servisse a completare la sua personalità di architetto. Anzi, egli nacque come “artista”, come “pittore”, perché la capacità di disegnare a matita o di dipingere con straordinaria precisione di contorni qualsiasi immagine o paesaggio fu per lui una dote naturale, che si manifestò fin da quando era ancora ragazzo di scuola elementare. In quegli anni (metà anni Quaranta)  non era facile poter disporre degli strumenti tecnici utili per dipingere (colori, tele, ecc..), ma egli non si perse d’animo ed adoperò le vernici del padre falegname come colori e come tela usò  quella dei sacchetti in cui arrivava a quel tempo la farina americana, che egli stesso provvedeva a scucire e montare su appositi telai. A quegli anni dell’adolescenza appartengono dipinti come un Ritratto di Dante, un Paesaggio silano e, più importante di tutti, una tela ad olio di cm 170X85 raffigurante La partenza di Attilio Regolo, un quadro di soggetto storico che si caratterizza per la drammaticità della scena e l’espressività dei personaggi, realizzato nel 1947, all’età di soli 14 anni. Molti i dipinti realizzati da Saverio negli anni in cui frequentò il Liceo Scientifico a Corigliano Calabro (1948-1952), dove partecipò a numerose mostre organizzate dalla scuola, che gli valsero l’apprezzamento dei docenti e l’ammirazione di tanti amici, che riuscirono a farsi regalare, di volta in volta, non pochi dei quadri che lui esponeva, tra cui una bella Tempesta, d’ispirazione giorgionesca. Nei primi anni Cinquanta, quando è passato a studiare Architettura a Roma, continua a dipingere e ad esporre, anche nella capitale, dove entra in un circolo d’arte chiamato “Il capitello”. A quegli anni del periodo universitario si datano due belle tele realizzate a Cariati:  il Ritratto del Vescovo Faggiano (1953), attualmente nel Convento dei Passionisti di Manduria (TA) e Santa Maria Goretti in gloria , già nei locali del Seminario di Cariati. Dopo il conseguimento della laurea, anche se inizia a progettare opere architettoniche, non abbandona la pittura, ma, intanto, la sua arte abbandona lo stile veristico e si orienta verso le correnti artistiche del ‘900, guardando  non più ai modelli classici, ma ad artisti contemporanei come Guttuso, Rosai, Carrà, Morandi ed altri ancora. Nel 1967 alcuni suoi quadri d’ispirazione romana ( Piazza Navona, Trinità dei Monti, Caffè Rosati ) vengono esposti in un’importante Mostra allestita presso il Circolo “Carlo Pisacane”, con la partecipazione di affermati artisti romani. L’attività pittorica continua anche negli anni Settanta e Ottanta, orientandosi verso soggetti familiari, come il Ritratto del padre, il Ritratto della mammaranna, il Ritratto della madre, significativi per l’intensa umanità che da essi traspare. I due ultimi anni della breve esistenza dell’artista cariatese (1987 e 1988) sono caratterizzati da una sua grande attenzione alla sua amata Cariati. Al 1987 risalgono i disegni “cariatesi” che illustrano il volumetto del fratello Franco su Stefano Patrizi : sono disegni a inchiostro di china che ritraggono mirabilmente alcuni luoghi emblematici del nostro paese: il corso xx Settembre, la piazzetta del Ponte, il borgo antico visto dal mare, la Chiesa degli Osservanti, il Ponte nuovo. All’estate del  1988, anno della sua morte (avvenuta il 2 ottobre) si datano, infine, alcuni bellissimi disegni che ritraggono magistralmente scene della vita locale di Cariati : il “vucalaro” nella sua bottega; la tessitrice al telaio; il “forgiaro”; il “varcaiolo”;  gli “zappatori”, le “donne che ricamano” in un vicolo del centro storico ; la “processione di San Cataldo” ; gli “Emigrati cariatesi all’arrivo nel porto di New York”. Saverio li eseguì  a corredo del volume “Cariati-Immagini della memoria”, opera dei fratelli Franco e Romano.

L’attività professionale e quella artistica di Saverio Liguori hanno varcato da tempo i confini municipali ed anche quelli provinciali. Le sue opere, professionali ed artistiche, sono conosciute ed apprezzate in tutta la Calabria ed oltre. Prova ne è che, nel 1999, un suo ampio profilo biografico-artistico viene inserito nell’opera Enciclopedia della Calabria, a cura di Daniela Guido, edita a Cosenza presso Chelone Editore. E così pure, un altrettanto ampio profilo della vita e delle opere compare nel libro di Carmela Galasso, “Biografie di personaggi noti della Calabria”, edito presso Pellegrini editore nel 2009. A distanza di 30 anni dalla sua scomparsa, si può ben dire che l’architetto Saverio Liguori ha dato tantissimo alla sua città natale, e che sia doveroso da parte dei suoi concittadini, e di quanti amministrano la città, coltivare il suo ricordo e la sua memoria. Il suo ingegno e la sua capacità professionale devono continuare a vivere anche come spunto da cui partire per fare sempre meglio, nell’interesse della nostra Cariati.

 

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