di Marco Toccafondi Barni
SPAGNA – AUSTRIA 3 – 0 (Oyarzabal (2), Porro)
-Gli spagnoli non giocano su un campo di calcio, bensì a biliardo su un rettangolo verde. E’ un bellissimo assedio spagnolo e non una partita quel che va in scena nella città degli angeli. Siamo davanti a una Spagna veramente eccessiva, che si trova alla perfezione, contro un’ Austria forse un po’ deludente, ma che alla fine soprattutto nella ripresa ci ha perfino provato, questa Spagna è oggettivamente troppa roba per tutti. Eccezion fatta ovviamente per la Francia. Il “bambino” Yamal porta a spasso tutti, Oyarzabal è in stato di grazia e sembra essere sempre al posto giusto nel momento giusto, un Cucurella neo galactico con Mou, idem per Olmo e Rodri e infine un Unai Simón che macina record di imbattibilità. Insomma, se la Francia è stellare la Spagna è forse piu’ squadra, visto che nel complesso hanno tutti fatto carriera con de La Fuente alla fine delle fini, potrebbe non essere un dettaglio nel finale.
Il match comincia con una Spagna al piccolo trotto e un’ Austria solida con qualche bel giocatore, regge. Per un po’, ovvio, perché dal fischio di inizio al 36° minuto c’era comunque stato tutto il tempo per vedere un gol annullato, azioni pericolose e legni da parte delle “Furie rosse”. Poco dopo la mezz’ora però il muro austriaco cade: causa il solito Oyarzabal. Un eccezionale Cucurella riceve palla e da sinistra serve appunto Oyarzabal in area, che con un bel mancino rasoterra, l’ennesimo colpo di biliardo, porta avanti i suoi.
L’ Austria non reagisce e le poche volte che riesce a rendersi, per così dire, pericolosa è solamente per qualche raro tocco errato dei giocolieri spagnoli.
Si va così al riposo sul vantaggio di misura per la Spagna, nella ripresa la musica non cambia, anche se Rangnick corre intelligentemente ai ripari, con cambi in grado di giocare e proporsi in avanti con le palle alte, però non basta. La Spagna è un crescendo continuo e gioca veramente sul velluto, va che è un piacere; difatti al 66° minuto arriva la rete di Pedro Porro: un grande Cucurella entra in area la dà a Baena che crossa al centro, accorre Pedro Porro che di testa sigla il raddoppio per la sicurezza. Ultimo giro di orologio è arriva anche il tris rojo per chiudere una partita senza storia: doppietta di Oyarzabal. E’ ancora Cucurella che fa arrivare palla a Oyarzabal sul dischetto, praticamente è un rigore a porta vuota e l’attaccante del Real Sociedad ovviamente non sbaglia. Ora sarà derby iberico, ma CR7 a parte l’esito sembra scontato. L’unica squadra che puo’ impensierire i francesi.
PORTOGALLO – CROAZIA 2 – 1 (Perisic, Ronaldo (R), Ramos)
– Tutto per un sensore: sorride Ronaldo e piange Modric. E’ stata una partita ai confini della realtà quella tra Portogallo e Croazia. L’ultimo giro di giostra con 2 campioni del calibro di CR7 e Modric premia infine il portoghese all’ ultimo respiro. E lo fa nella maniera piu’ incredibile, assurda, dentro a una zona Cesarini quasi inimmaginabile.
E pensare che i primi 45 minuti avevano visto un incontro piuttosto equilibrato, con i lusitani che fanno possesso e creano gioco, ma senza impensierire seriamente i croati. Infatti gli “scaccati”, oggi senza la leggendaria e tipica prima maglia ma in blu, sono organizzati, messi bene in campo e quindi si difendono con ordine. Prova ne è il fatto che, pur essendo un match godibile, gradevole, al duplice fischio si è registrato un unico tiro nello specchio.
Si riparte in quel di Toronto ed è tutta un’ altra storia, perché forse un po’ inaspettatamente Modric e compagni passano in vantaggio con Ivan Perisic. L’ ex giocatore dell’ Inter raccoglie un cross di Stanisic e con un rasoterra chirurgico batte Diogo Costa, diventando in questo modo il miglior marcatore della sua Nazionale: 7 i gol. Ma questa è soltanto statistica, anche se importante per lui, ciò che piu’ importa è che avvicini i suoi agli ottavi di finale.
Allora inizia la riscossa portoghese, ma anche un’ inaudita girandola di azioni che danno vita a un secondo tempo tra i piu’ belli e intensi del torneo. Sono continui i ribaltamenti di fronte: prima una traversa clamorosa di Leao, poi altre occasioni in serie per i croati. E alla fine arriva anche il pareggio del sempre verde Cristiano, ma annullato dal VAR per fuorigioco. Poco male, però, perché passano pochi minuti e il direttore di gara concede un penalty, forse un po’ generoso, ai lusitani. Sul dischetto, manco a dirlo, ci va lui e quindi non puo’ che esserci la perfezione, ma anche un po’ di storia per non farci mancare nulla: Livakovic spiazzato alla grande grazie a un rigore perfetto e parità ristabilita, c’è anche la storia mescolata alla statistica per un ennesimo record abbattuto: il marcatore più anziano della Coppa del Mondo.
Dopo il pari la partita è bellissima, con occasioni da una parte e dall’altra, si arriva ai minuti di recupero e ormai chiunque pensa ai supplementari. E invece no, perché c’è il “tutto Milan”, il Portogallo si veste in rossonero per presentarsi agli ottavi contro i quasi ingiocabili vicini: al 94° già scoccato finalmente Leao si ricorda ciò che madre natura gli ha donato ed effettua un bellissimo cross in area, pallone sul quale si avventa il neo acquisto milanista Ramos che ruba il tempo a Gvardiol e Pongracic insaccandola.
Sembra finita e invece no, perché proprio Gvardiol vuole farsi perdonare e dà origine al piu’ emozionante degli epiloghi segnando addirittura al minuto 103.
Ma oggi c’è la tecnologia, utile come poche altre cose, anche a rompere i sogni sul piu’ bello. Da qualche anno nel pallone c’è un sensore, perché altrimenti sarebbe impossibile vedere questo fuorigioco a occhio nudo, perlomeno per chi non ha la vista di Superman, che tra l’altro nego’ piu’ di una soddisfazione a Lukaku nell’ ultimo Europeo, ebbene stabilisce come Pasalic abbia toccato la sfera in posizione irregolare, la rete di Gvardiol non è valida. Va avanti il Portogallo dopo una partita bellissima e zeppa di emozioni. Il genio di Modric saluta per sempre i Mondiali, quello di Ronaldo ancora no.
SVIZZERA – ALGERIA 2 – 0 (Embolo, Ndoye)
– E’ nata una stella rossocrociata in questo Mondiale: Johan Kula Manzambi. Ha solo 20 anni, ma è già potenzialmente considerato il piu’ grande giocatore Svizzero di sempre, perché ha tutto: fisico, potenza, talento e soprattutto un’ enorme personalità. E’ un classe 2005, con genitori africani, rispettivamente del Congo e dell’ Angola, milita nel Friburgo dove resterà per poco se le intuizioni di tutti gli osservatori d’ Europa sono giuste.
E sembra proprio di sì, perché dopo un inizio anche pimpante e promettente dell’ Algeria ci pensa lui, il nuovo crack elvetico, forse il piu’ pregiato, a mettere le cose a posto.
Al 10° minuto si scrive Embolo sul tabellino, ma si legge Manzambi che si mette in proprio sulla sinistra e inventa tutto lui seminando algerini per il campo, passa al compagno ed è facile il tap-in vincente di Embolo a porta sguarnita. Da quel momento in poi gli svizzeri fanno pochino limitandosi a gestire e quindi si va a rifocillarsi e riposare sull’ 1 a 0.
Soli 46 secondi nella ripresa e troppo presto arriva il gol che taglia le gambe agli algerini e a qualsiasi loro ambizione, colpiti e affondati gli uomini di Petkovic: il raddoppio è opera di Ndoye. L’ ex Bologna oggi felice nella foresta di Robin Hood, a Nottingham, riceve palla dopo un cross di Zakaria al centro, interviene Belghali che tenta di spazzarla via in qualche modo, ma Ndoye è lesto e preciso di destro nel battere Zidane figlio. E’ il due a zero che chiude i giochi, sì al minuto 82 c’è tempo per vedere un assurdo errore di Rieder, che inspiegabilmente sbaglia a porta vuota colpendo il portiere, per il resto la Svizzera passa con merito e gli uomini di Petkovic tornano a casa dopo un Mondiale tutto sommato dignitoso.
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