■Antonio Loiacono
All’alba, quando il cielo ha iniziato lentamente a schiarire sopra la costa ionica catanzarese, la tempesta aveva già lasciato il suo segno. Le raffiche avevano attraversato la notte come colpi secchi, piegando alberi, scuotendo edifici, portando con sé una pioggia fitta e incessante.
È stato in quel contesto che i Vigili del Fuoco del distaccamento di Soverato sono stati chiamati a intervenire nello stabilimento della torrefazione Guglielmo, situato a Copanello, nel territorio di Stalettì. Il vento aveva colpito con violenza il grande capannone che ospita le linee di lavorazione e confezionamento del caffè, provocando danni estesi alla copertura della struttura.
Il complesso industriale, che si sviluppa su una superficie di oltre cinquemila metri quadrati, ha visto una parte del tetto sollevarsi sotto la pressione delle raffiche, cedendo in diversi punti. Alcuni pannelli coibentati sono stati letteralmente strappati via dalla furia del vento, lasciando porzioni della copertura esposte alle intemperie.
Nonostante l’impatto della tempesta, la struttura portante dell’edificio non ha riportato compromissioni gravi, secondo le prime verifiche. All’interno dello stabilimento, il personale ha lavorato per mettere in sicurezza macchinari e prodotti, proteggendo la produzione dall’acqua e dal vento.
Fortunatamente non si registrano feriti, ma la valutazione dei danni materiali è ancora in corso.
Il fronte di maltempo che ha investito il territorio nella notte si è manifestato con una forza rara per la stagione. Le raffiche hanno superato i 100 chilometri orari, accompagnate da precipitazioni intense che hanno trasformato alcune strade in corsi d’acqua.
In questo scenario, lo stabilimento affacciato sulla suggestiva costa di Copanello — luogo panoramico ma esposto ai venti provenienti dal mare — è diventato uno dei punti più colpiti dalla tempesta.
Il danno non riguarda soltanto un impianto industriale. La Guglielmo Caffè rappresenta infatti una delle storie imprenditoriali più riconoscibili della Calabria.
Fondata da Guglielmo Papaleo negli anni Quaranta, l’azienda è cresciuta nel tempo fino a diventare una presenza solida nel panorama agroalimentare del Mezzogiorno. Oggi la torrefazione opera su un’area complessiva di circa diecimila metri quadrati, con una capacità produttiva che raggiunge le tremila tonnellate di caffè all’anno e una squadra di circa sessanta lavoratori.
Dalla sua sede affacciata sullo Ionio, il marchio ha costruito negli anni una rete commerciale che va ben oltre i confini regionali, estendendosi in Sicilia e Basilicata, mentre nuove presenze sono state avviate anche a Milano e a Roma.
Il nome Guglielmo non è legato soltanto alla produzione di caffè. Nel tempo è diventato anche parte del tessuto culturale e sportivo del territorio.
Da oltre mezzo secolo, infatti, l’azienda sostiene l’US Catanzaro, storica squadra della città, accompagnandone le vicende sportive e contribuendo a rafforzare quel senso di appartenenza che unisce impresa, comunità e identità locale.
Adesso l’attenzione è rivolta alle operazioni di verifica e ripristino. Tecnici e operatori stanno lavorando per valutare con precisione l’entità dei danni e programmare gli interventi necessari a riportare lo stabilimento alla piena operatività.
Perché dietro quei muri industriali non si custodisce soltanto una produzione, ma una storia fatta di lavoro, tradizione e radici territoriali.
E mentre il vento della notte si allontana verso il largo, resta la sensazione che certe imprese — proprio come il caffè che producono — sappiano resistere al tempo e alle tempeste, continuando a diffondere il loro “aroma” ben oltre i confini della propria terra!
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