INGLESI E CROATI AI 16ESIMI, PORTOGALLO E COLOMBIA PURE. L’ARGENTINA A PUNTEGGIO PIENO, CORSI E RICORSI GEOPOLITICI TRA AUSTRIA E ALGERIA

di Marco Toccafondi Barni


PANAMA – INGHILTERRA 0 – 2 (Bellingham, Kane)

– E’ nel secondo tempo che gli inglesi blindano il 1° posto nel girone L.

Succede tutto nella ripresa, infatti, quando i 3 leoni dopo una prima frazione di gioco alquanto sbiadita, regolano “Los canaleros” con i loro uomini copertina: Jude Bellingham e Harry Kane.

Il vantaggio al 18° della ripresa: angolo di  Saka che spiove proprio al centro  centro dell’ area di rigore e  Bellingham, pur marcato stretto da Gutierrez, riesce a vincere il duello fisico e di sinistro batte il portiere.

Gli inglesi la sbloccano così, dopo un brutto primo tempo e poca voglia, ma come succede spesso quando la squadra nettamente piu’ forte va in vantaggio poi c’è il raddoppio. Infatti è quello che capita dopo soli 5 giri di orologio: ancora Bellingham che fa bene e crossa per Kane che di testa firmai il definitivo raddoppio.

Obiettivo centrato: l’ Inghilterra è qualificata come prima e ai 16esimi troverà una delle terze. Quelli del canale invece tornano sì a casa con 3 sconfitte e 0 gol, tuttavia il loro non è stato un campionato disastroso, ma anzi dignitoso.

CROAZIA – GHANA 2 – 1 (Sucic, Luckassen, Vlasic)

– Troppo poco Ghana nel primo tempo, inesistente se non per un tiro che, come si usava dire una volta fa la barba al palo della porta croata, ma per il resto è solo croazione nella prima frazione, che va meritatamente avanti alla mezz’ora: Sucic riceve una gran palla da Kovacic e  il centrocampista nerazzurro lascia partire un bel destro dalla lunga distanze che sembra un colpo di biliardo visto coglie alla perfezione l’ angolino alla destra di Asare.

Il Ghana prova a reagire nel restante quarto d’ora, ma eccezion fatta per l’occasione descritta sopra non riesce a combinare granchè. Si va al riposo senza emozioni, tranne il palo dopo 10 minuti di Vlašić e appunto il gol del vantaggio croato.

Il Ghana torna con un altro piglio dagli spogliatoio del Lincoln Financial Field di Philadelphia, infatti dopo aver preso il pallino del gioco in mano e pur con scarsa precisione averci comunque provato la pareggia con Luckassen a soli 15 minuti da 90esimo. C’è una lunga revisione VAR, ma alla fine Luckassen ha avuto i tempi giusti nel mettere in porta il gol del pareggio.

L’ equilibrio, tuttavia, dura poco, perché la Croazia ci crede di piu’ e 10 minuti dopo e un’ altra volta avanti. Dopo una bella parata del portiere ghanese Modric calcia alla perfezione  da corner, Vlasic di testa insacca il definitivo 2 a 1.

Alla fine sorridono tutti: sedicesimi per entrambi, Tutto è bene quel che finisce bene.

COLOMBIA – PORTOGALLO 0 – 0

– Un punto per uno non fa male a nessuno. Certo non alla Colombia che si classifica come prima nel girone K con 7 punti, ma anche al Portogallo, per come era iniziata, va bene. Il primo tempo è di marca colombiana, “Los cafeteros” fanno la partita e hanno piu’ occasioni, i lusitani invece non si vedono eccezion fatta per un tiro di Bruno Fernandes. Tutto troppo poco, comunque, per evitare che si vada a riposo con le reti color bianco. Da entrambe le parti in fondo.

Nella ripresa lo spartito del match cambia di poco: son sempre i sudamericano a creare qualcosina in piu’ , ben 24 conclusioni alla fine dell’ incontro, ma Diogo Costa è bravissimo stasera. Il Portogallo crea veramente pochino e quindi nel girone la situazione il classifica non cambia.

CONGO D.R. – UZBEKISTAN 3 – 1 (Wissa (2), Mayele, Shomurodov)

L’ eroe nazionale stasera è lui: Yoane Wissa, perché con una doppietta ottiene la qualificazione.

La prima frazione di gioco si chiude col vantaggio degli uzbeki grazie a un gol di una vecchia conoscenza in serie A, l’ex giallorosso, Genoa e Spezia Eldor Shomurodovm che dopo 10 minuti, un po’ a sorpresa, porta in vantaggio la squadra di Fabio Cannavaro con un bel pallonetto.

Ci vuole un po’ a carburare per Congo, ma nella ripresa una doppietta di Wissa, con in mezzo il gol di rapina di Mayele, ribaltano tutto. La Repubblica Democratica va in paradiso e mercoledì affronterà, sempre qui a Atlanta, niente poco di meno che quelli che il calcio lo hanno inventato. Sarà una sfida inedita con l’ Inghilterra.

GIORDANIA – ARGENTINA 1 – 3 (Lo Celso, Martínez (R), Messi, Suleiman)

– E’ una partita senza storia quella tra Giordania e Argentina, tanto abissale la differenza tecnica, da segnalare solo l’anomalia di un Messi che parte dalla panchina, non certo per scelta tecnica, e alla fine riesce lo stesso a segnare appena entrato su punizione abbattendo un altro record: il primo giocatore nella storia Mundial a segnare in 7 match consecutivi. Siamo nell’iperspazio.

ALGERIA – AUSTRIA 3 – 3 (Belghali, Mahrez (2), Arnautovic, Sabitzer, Kalajdzic)

Chi di biscotto un tempo perì, oggi l’ Iran fa morì.

Certo, il finale di questo incontro è stato talmente bello e incredibile da poter veramente sperare nello sport, quello genuino che vede protagoniste Austria e Algeria in una partita strepitosa decisa in zona Cesarini.

E’ a quasi mezzo secolo fa che bisogna guardare per capire meglio perché qualche sospetto resta, guarda caso è proprio la nazionale che avrebbe creato seri problemi di ingresso e regolarità negli Stati Uniti in caso di qualificazione, l’ Iran, a tornare a casa con questo pari.

Un’ immaginaria macchina del tempo ci porta nel 1982 e ci troviamo in Spagna, a Gijón, in Italia c’era ancora la lira e in Europa il muro di Berlino, nel mondo la guerra fredda.

La Germania vive ancora divisa in 2 e infatti ai quei mondiali spagnoli partecipo’ solo quella Ovest, che ai gironi aveva proprio Austria e Algeria, come è successo quest’anno a quelli che anche in quel giugno ’82 erano i campioni in carica: gli argentini.

E dunque quest’ ultima sfida del girone evoca inevitabilmente la cosiddetta “Disgrazia di Gijón”, quando Austria e Germania Ovest rallentarono vistosamente il gioco subito dopo l’1-0 dei tedeschi, qualificandosi beatamente insieme ed eliminando proprio l’Algeria. Ne uscì un clamoroso scandalo, con tutti i giornali dell’epoca che fotografavano i tifosi algerini coi soldi in mano intenti a mimare plasticamente la corruzione e un accordo evidente. Insomma, un “Anschluss” del pallone denunciarono i nordafricani del tempo. Oggi, a ben 44 anni di distanza, la storia in qualche modo sembra ripetersi e intrecciarsi nuovamente tra calcoli e sospetti, tanto che alcuni media internazionali hanno battezzato il match col nome di “La disgrazia di Kansas City”. Eppure, nonostante le speculazioni della stampa, sia Petković (allenatore dell’ Algeria) che Rangnick (Austria) hanno dichiarato pubblicamente che scenderanno in campo unicamente per vincere. Ma non è andata così e guarda caso a farne le spese è stata proprio la nazionale piu’ scomoda, imbarazzante per tutti e sportivamente maltrattata del torneo: l’ Iran. Corsi e ricorsi storici.

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