Il Tar Calabria accoglie il ricorso dell’opposizione e condanna il Comune anche alle spese di giudizio.

A distanza di un anno circa, il Tar Calabria accoglie il ricorso dei consiglieri di opposizione e annulla la delibera del Consiglio Comunale di Cariati con la quale era stato approvato il riequilibrio del bilancio 2012. Sulla spinosa problematica abbiamo chiesto a Cataldo De Nardo, qualificato esperto nella materia e già sindaco di Cariati negli anni ’90, un suo parere in merito. Il responsabile del Centro Studi “Pier Giorgio Frassati”, esprime tutto il suo disappunto per il comportamento della maggioranza che non ha voluto dare alcun ascolto ai rilievi, a suo tempo, mossi dai consiglieri dell’opposizione.”La sentenza, afferma Cataldo De Nardo, non ci coglie di sorpresa perché era inevitabile che il TAR della Calabria accogliesse le ragioni dell’opposizione, lesa nel diritto sacrosanto del “munus pubblicum” appannaggio di ciascun consigliere comunale. Come si ricorderà, per la maggioranza,prosegue Cataldo De Nardo, bastavano sei consiglieri per rendere valida la seduta di prima convocazione, mentre secondo l’opposizione era necessaria la presenza di almeno otto consiglieri. Non rispettando tale quorum la seduta consiliare è nulla e deve essere dichiarata deserta per poi andare in seconda convocazione. Evidentemente la maggioranza non ha inteso ascoltare le ragioni dell’opposizione né in termini di procedura,né in termini di contenuti e sostanza. Da qui,continua Cataldo De Nardo, il ricorso di Filomena Greco, Francesco Cosentino, Mario Sero e Tommaso critelli dinanzi al Tar che con l’odierna sentenza ha dato loro piena ragione, condannando il Comune anche al pagamento delle spese processuali. E’ importante sottolineare che il dissenso dei consiglieri di minoranza non si limitava a una semplice questione di procedura in ordine alla validità della seduta consiliare, ma si fondava, conclude Cataldo De Nardo,principalmente sul contenuto della delibera relativa al riequilibrio di bilancio esercizio 2012 così come proposto dalla maggioranza e ritenuto inattendibile, falsato e insufficiente rispetto alle reali condizioni del Comune di Cariati, che presenta una enorme quantità di debiti fuori bilancio e una massa di residui mai sottoposti a una seria verifica”. Il Tar Calabria, riprendendo il pronunciamento che già aveva manifestato il Consiglio di Stato in sede di appello alla negata sospensiva da parte dello stesso TAR, dichiara nulla non solo la delibera consiliare n.63 del 29/11/2012 ma anche “ogni altro atto pressuposto, connesso e conseguente”. Il che significa che tutte le delibere consiliari e di giunta adottate successivamente e basate sulla delibera n.63 sono nulle. E’ nullo conseguentemente il piano di riequilibrio pluriennale inviato al Ministero, è nullo il conto consuntivo esercizio 2012, sono nulle tutte le delibere di spese adottate dalla giunta che trovano fondamento nel riequilibrio di bilancio esercizio 2012 approvato con la delibera consigliare nr.63 che, in virtù della sentenza del Tar, è come se fosse inesistente, perciò rende nulli tutti quegli atti dove la delibera nr. 63 2012 è richiamata. Appare inevitabile, ad opinione di politici navigati e di esperti della materia che il prefetto di Cosenza debba attivare la procedura per lo scioglimento del Consiglio Comunale di Cariati ai sensi degli artt. 141 e 193,c4 del T.U. 267/2000, in quanto il Comune non ha approvato entro i termini di legge il riequilibrio di bilancio.

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