Il cariatese Rocco Taliano Grasso, con il libro di poesia “La Fiaccola di Ewald” ha vinto la nona edizione del Premio Letterario Nazionale “Giuseppe Arena – Città di Acri”

Il cariatese Rocco Taliano Grasso ha vinto la nona edizione del Premio Letterario Nazionale “Giuseppe Arena – Città di Acri” con il libro di poesia “La Fiaccola di Ewald” (LietoColle ed, Como, 2014). Gli altri vincitori sono, per la sezione narrativa, Massimiliano Virgilio con il romanzo “Arredo casa e poi m’impicco” (Rizzoli ed.); per la saggistica Domenico De Masi con “Mappa mundi” (Rizzoli ed.). Il Premio del Testimone è stato assegnato a Vincenzo Rizzuto per il libro “L’eredità e altri racconti”(Edibios ed.). La cerimonia di premiazione si terrà domenica 5 ottobre nel Palazzo Sanseverino-Falcone di Acri. Nella mattinata di sabato i vincitori incontreranno gli studenti delle scuole superiori della cittadina. Il programma del Premio, organizzato dall’ amministrazione comunale con l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, prevede anche un incontro di studi su “Comunità e destino. La crisi della rappresentanza nella società contemporanea”, cui interverranno Silvio Gambino, Università della Calabria, Silvio Messinetti, giornalista, e Gregorio Sorgonà, della fondazione Gramsci; coordinerà i lavori il noto antropologo Luigi Lombardi Satriani, dell’Università La Sapienza di Roma. Fulvio Scarlata, giornalista de “Il Mattino”, condurrà la cerimonia di premiazione, cui interverranno Nicola Tenuta, Sindaco di Acri, Enzo Bonifiglio, del comitato promotore del Premio, e Domenico Scafoglio, presidente della giuria. Il libro di Taliano Grasso, ispirato a “Utopia e disincanto”, di Claudio Magris, ha avuto recentemente autorevoli consensi di critica, tra cui lo stesso Magris che scrive: “…non c ‘è niente di più bello che vedere come un proprio spunto, una propria idea abbia spinto un altro a compiere un cammino proprio, originale e diverso, che arricchisce molto anche quel punto di partenza”, e Giorgio Barberi Squarotti: “Una poesia compatta e grandiosa, concettuale e inventiva, mitica e culta, fra racconto e sogni, stupori e cupezza drammatica.”

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