FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO, LA CALABRIA È LA PRIMA REGIONE A INTEGRARE LE CARTELLE CLINICHE: RIVOLUZIONE DIGITALE IN CORSO

Occhiuto: “Un risultato visionario diventato realtà. A fine 2025, tutte le cartelle cliniche saranno accessibili online”

Roberto Occhiuto

Antonio Loiacono

Nel corso dell’incontro dedicato all’evoluzione digitale della sanità calabrese, promosso dalla Regione Calabria in sinergia con Azienda Zero, il governatore Roberto Occhiuto ha illustrato i primi traguardi raggiunti sul fronte della trasformazione tecnologica del sistema sanitario regionale, sottolineando con soddisfazione un risultato senza precedenti: la Calabria sarà la prima realtà in Italia ad arricchire il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) con l’integrazione delle cartelle cliniche dei pazienti.

“Un’idea che alcuni giudicavano troppo visionaria”, ha commentato Occhiuto, “ma oggi diventa realtà grazie al lavoro di Azienda Zero e del suo direttore Gandolfo Miserendino, che ringrazio per l’impegno e la visione”.

La vera svolta, però, non riguarda solo l’innovazione tecnologica. Il progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche ha anche un forte valore sociale: coinvolge infatti parte del personale ex Abramo Customer Care, protagonista nei mesi scorsi di una vertenza occupazionale tra le più difficili in Calabria.

Grazie a questo progetto, molti di quei lavoratori saranno riassorbiti e impiegati in un’operazione concreta, utile e strategica: il trasferimento dei dati clinici dai supporti cartacei al sistema digitale regionale.

“Oggi presentiamo un nuovo risultato che ci pone a livello delle altre regioni – anzi, qualcosa in più”, ha sottolineato il presidente della Regione. “Saremo all’avanguardia nella gestione digitale della sanità.”

La Regione Calabria ha già reso disponibile da ottobre 2024 l’app “Ecosistema Calabria Sanità”, scaricabile da Google Play e App Store. Tramite autenticazione SPID, CIE o CNS, l’app consente già oggi di:

  • consultare referti, vaccinazioni, esenzioni, scelta del medico;
  • accedere a prescrizioni mediche dematerializzate;
  • visionare dati uniformi su tutto il territorio regionale.

Il progetto si inserisce nel più ampio piano di riforma e digitalizzazione previsto dal PNRR, che destina 610 milioni di euro alle Regioni per il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi digitali in ambito sanitario. Alla Calabria sono stati assegnati circa 12,7 milioni di euro per le piattaforme digitali e 11 milioni per l’estensione del Fascicolo Sanitario Elettronico.

Secondo quanto dichiarato dal direttore di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, la Regione ha già raggiunto una media del 70% nell’alimentazione del FSE, un parametro misurato a livello nazionale attraverso specifici indicatori. Proprio nei giorni scorsi sono state caricate le prime cinquanta cartelle cliniche digitalizzate, aprendo ufficialmente una nuova fase nel rapporto tra cittadini e sanità pubblica.

Nel fascicolo saranno presto consultabili non solo le prescrizioni e i referti, ma anche i documenti di ricovero, le dimissioni ospedaliere, e le cartelle cliniche complete, uno strumento che permetterà al paziente di avere accesso rapido, sicuro e centralizzato alla propria storia sanitaria.

Nata da una legge regionale voluta dallo stesso Occhiuto, Azienda Zero è diventata il motore operativo del cambiamento. Non solo ha consentito di raggiungere i target PNRR, ma si sta accreditando come organismo centrale per le assunzioni in sanità, la gestione amministrativa e, oggi, anche per l’innovazione tecnologica.

“Azienda Zero ci consente di superare la frammentazione gestionale delle aziende sanitarie locali e di imprimere un’accelerazione alle riforme”, ha spiegato Occhiuto.

Se l’iniziativa sarà sostenuta da continuità politica, formazione del personale e ampliamento della copertura digitale, la Calabria potrà davvero diventare una best practice nazionale. Tuttavia, i dati di partenza restano critici: digital divide, carenze strutturali e resistenze culturali potrebbero rallentare il percorso.

L’inizio, però, è promettente. Per una regione troppo spesso raccontata come fanalino di coda, poter dire “questa volta siamo i primi” non è cosa da poco. Soprattutto quando in gioco c’è un diritto fondamentale come quello alla salute.

 

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