Due recenti episodi di cronaca sono al centro del dibattito politico cittadino.

Lo spunto ha origine da un comunicato del sindaco di Cariati, emesso il sette febbraio scorso, nel quale stigmatizzava: “Non sono trascorse 24 ore dall’indegno imbrattamento della targa d’intitolazione per la piazza Rocco Trento da parte d’ignoti che scopriamo, aggiungendo un’ulteriore dose di disgusto al nostro stato d’animo, che l’area attrezzata verde della Tomba Bretia è stata privata, per mano d’ignoti di tavoli, panchine e rastrelliere per le bici. Nel condannare fermamente il gesto d’inciviltà perpretata nei confronti, riteniamo, di una intera comunità, ci auguriamo, conclude il sindaco Filippo Sero, di non dover assistere più ad episodi che offendono quanti hanno a cuore la cittadina e l’intero territorio”. Tempestiva la presa di posizione del coordinatore della coalizione civica “Cariati nel Cuore“, avv. Mario Sero. L’esponente di minoranza precisa che il vandalismo effettuato alla Tomba Bretia è precedente all’azione disonesta di coloro i quali hanno deturpato la memoria dell’insigne politico Rocco Trento. Il rappresentante dell’opposizione afferma, senza tema di smentita, che il furto degli arredi della Tomba Bretia risale al mese di gennaio e nel contempo, esclude anche qualsiasi nesso tra le due azioni condannabili di cronaca. “Alla luce di quanto affermato dal primo cittadino Filippo Sero, sostiene decisamente il consigliere di minoranza Mario Sero, ho verificato, controllato e ricontrollato ed ecco cosa è avvenuto, stante alle informazioni in mio possesso: il furto presso la toma Bretia è avvenuto nel mese di gennaio e non dopo l’indegno e deprecabile gesto alla targa di Rocco Trento da parte di qualche balordo; infatti, il furto perpretato ai danni della Tomba Bretia è avvenuto a metà mese di gennaio. A prova di quanto affermo, prosegue Mario Sero, basta dire che il responsabile della cooperativa che gestisce tutt’ora l’area si è recato presso la caserma dei carabinieri il 31 gennaio per denunciare l’ammanco degli arredi. La denuncia, precisa Mario Sero, è stata fatta il 3 febbraio da un funzionario del comune”. L’esponente di minoranza si pone due interrogativi: Possibile che il sindaco Filippo Sero fosse all’oscuro? E se ne era a conoscenza perché ha lasciato trascorrere diversi giorni prima di denunciare pubblicamente la squallida circostanza? A tali dubbi l’avv. Mario Sero sforna alcune sue personali considerazioni: “In realtà questo sindaco continua a pescare nel torbido e sfrutta ogni occasione per poter denigrare i legittimi avversari politici: il primo cittadino Filippo Sero che primeggia anche nel ricorso sistematico alle frottole, ha sommato eventi distanti e separati per ergersi a vittima sacrificale di un sistema che egli stesso ha creato e che ora lo sta stritolando. La realtà vera e cruda, conclude l’avv. Mario Sero, è davanti agli occhi di tutti: un esorbitante passivo delle casse comunali, servizi essenziali inesistenti, strade letteralmente dissestate e piene di pericolose buche, pubblica illuminazione quasi inesistente, acqua tutt’ora inquinata, servizi cimiteriali completamente allo sbando, carenza assoluta di netturbini per le strade cittadine, e tanta, tanta immondizia in ogni angolo della cittadina, dove proliferano insetti d’ogni genere, ratti, gatti e randagi in cerca di cibo”.

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