■Antonio Loiacono
Prima il giuramento davanti al Consiglio comunale. Poi il 2 giugno celebrato accanto alle massime autorità civili e militari della provincia. Infine la macchina organizzativa della storica Fiera della Ronza già in movimento.
I primi giorni da sindaco di Giacinto Parrotta raccontano una transizione singolare: quella di un Generale dell’Esercito che, terminata una lunga carriera nelle istituzioni dello Stato, ha scelto di mettere la propria esperienza al servizio della comunità che lo ha eletto.
Non è soltanto una successione di appuntamenti istituzionali. È quasi il racconto di un passaggio di testimone.
Accade raramente che una carriera costruita all’interno delle Forze Armate trovi continuità immediata nella guida amministrativa di un piccolo comune dell’entroterra calabrese. Eppure, osservando le immagini di questi giorni, emerge proprio questa impressione: la fascia tricolore che raccoglie idealmente un percorso già vissuto all’insegna del servizio pubblico.
Giugno si è aperto con la prima seduta del nuovo Consiglio comunale, convocata dopo il risultato elettorale che ha consegnato a Parrotta la guida del municipio campanese.
Come accade in ogni insediamento, la cronaca amministrativa è passata attraverso i rituali previsti dalla legge: la verifica degli eletti, il giuramento del sindaco, la comunicazione della Giunta e gli altri adempimenti necessari all’avvio della legislatura. Atti formali, certamente. Ma è proprio da queste formalità che prende forma la vita democratica di una comunità.
«Questo momento – ha esordito il sindaco – segna l’avvio ufficiale della nuova amministrazione e rappresenta uno dei passaggi più importanti della vita democratica della nostra comunità. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutti i cittadini che hanno partecipato al voto. La partecipazione democratica costituisce il fondamento della nostra comunità e ogni scelta espressa nelle urne merita rispetto e attenzione.
A voi cittadini, che avete scelto di affidarmi questo mandato, desidero assicurare fin da subito la mia piena disponibilità e il massimo impegno. A tutti coloro che hanno servito Campana rivolgo il mio rispetto istituzionale.
Ai consiglieri eletti, sia di maggioranza sia di minoranza, rivolgo un invito chiaro: questo Consiglio deve essere il luogo del confronto serio, costruttivo e rispettoso. Le differenze politiche sono naturali e legittime, ma non devono mai farci perdere di vista l’obiettivo comune: il bene di Campana. Tutti i consiglieri sono chiamati a svolgere il proprio ruolo con responsabilità, spirito di collaborazione e senso delle istituzioni».
Particolarmente attesa era anche la composizione della nuova Giunta comunale e l’attribuzione delle deleghe amministrative, passaggio che ha consentito di delineare l’assetto operativo della squadra chiamata ad affiancare il sindaco nel governo del paese.
Giacinto Parrotta ha nominato vicesindaco Francesco Iacovino, al quale sono state affidate le deleghe alla Sanità, alle Politiche sociali e alle Politiche della famiglia. Maria Mingrone entra invece in Giunta con le deleghe alla Scuola, alle Attività culturali, all’Associazionismo e al Volontariato.
Accanto agli assessori, il sindaco ha proceduto anche all’assegnazione di specifiche deleghe ai consiglieri comunali. A Rocco Vulcano sono state attribuite le competenze in materia di Sport e Tempo libero; a Giuseppina Cava quelle relative alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità; a Domenico Pugliese le deleghe alla Zootecnia e al Benessere animale; a Saverio Francesco Nigro, infine, i settori dell’Agricoltura, dell’Artigianato, del Commercio e delle Attività produttive.
Non è passata inosservata la scelta di coinvolgere direttamente anche due cittadini esterni all’assise comunale, ai quali sono state conferite deleghe specifiche. Domenico Carmine Chiarello seguirà le attività legate alla gestione faunistica e venatoria, mentre Alessandra Allevato si occuperà di Eventi e Turismo, due ambiti considerati strategici per la valorizzazione del territorio.
Dai banchi della minoranza non sono mancati i segnali di distensione istituzionale. Il capogruppo di opposizione ed ex sindaco, Agostino Chiarello, ha infatti rivolto gli auguri di buon lavoro al primo cittadino, alla Giunta e all’intero Consiglio comunale, nel segno di un confronto democratico che si annuncia vigile ma rispettoso dei rispettivi ruoli.
Tra le decisioni annunciate nel corso della seduta, una ha immediatamente attirato l’attenzione.
Il sindaco e il vicesindaco hanno comunicato la rinuncia integrale all’indennità di funzione.
«Questa non è una scelta simbolica, ma un atto concreto di responsabilità verso la nostra comunità» ha spiegato Parrotta, aggiungendo: «Le nostre rinunce sono state formalmente protocollate presso gli uffici comunali. Le somme corrispondenti non verranno disperse, ma confluiranno nel bilancio comunale e saranno destinate a interventi concreti sul territorio: manutenzione, cura del verde pubblico, iniziative sociali e piccoli lavori di miglioramento urbano.
Campana ha bisogno di attenzione quotidiana, di interventi mirati e di servizi capaci di migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Siamo consapevoli delle difficoltà e dei limiti delle risorse disponibili. Proprio per questo sarà fondamentale lavorare con serietà, trasparenza e spirito di servizio, cercando di valorizzare ogni opportunità utile per il nostro Comune.
L’obiettivo che ci poniamo è garantire un’amministrazione presente, concreta e vicina ai cittadini, capace di affrontare i problemi senza proclami, ma con fatti concreti.
Questo Consiglio – ha infine concluso il sindaco – rappresenta la casa della democrazia locale».
Naturalmente sarà il tempo a misurare il peso effettivo di questa decisione. Nei piccoli comuni, più che nei grandi centri, la politica viene giudicata sulla concretezza delle opere e sulla capacità di risolvere problemi quotidiani spesso lontani dai riflettori. Una strada sistemata, un servizio recuperato, uno spazio pubblico restituito alla collettività. È lì che si costruisce il rapporto di fiducia tra amministratori e cittadini.
Il giorno successivo il neo sindaco ha vissuto un altro momento particolarmente significativo.
A Cosenza, il 2 giugno, si sono svolte le celebrazioni ufficiali della Festa della Repubblica, appuntamento che ogni anno richiama rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose attorno ai valori fondativi della democrazia italiana.
La solenne cerimonia si è svolta in Piazza XI Settembre, alla presenza del Prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, delle massime autorità civili e militari della provincia, dei sindaci del territorio e delle rappresentanze delle Forze Armate e delle associazioni combattentistiche e d’arma. Un momento particolarmente sentito, scandito dagli onori al Tricolore, dalla lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e dal richiamo ai principi costituzionali che dal 1946 rappresentano il fondamento della vita democratica del Paese.
Per un sindaco, la partecipazione alla Festa della Repubblica costituisce un passaggio istituzionale quasi naturale. Per un Generale dell’Esercito che ha dedicato una parte importante della propria esistenza professionale al servizio dello Stato, quella presenza assume però una sfumatura ulteriore.
Tra le bandiere che sventolavano nel cuore della città, gli schieramenti militari e il ricordo della scelta repubblicana compiuta dagli italiani ottant’anni fa, si sono idealmente incontrati due percorsi oggi riuniti nella stessa persona: quello dell’ufficiale e quello dell’amministratore.
Una continuità più che una semplice coincidenza.
Perché il servizio alle istituzioni può cambiare forma, ma raramente cambia sostanza.
E mentre scorrono gli appuntamenti istituzionali, Campana guarda già al prossimo fine settimana.
Il 7 giugno tornerà infatti la Fiera della Ronza, uno degli appuntamenti più antichi e rappresentativi dell’intero comprensorio. Una manifestazione che appartiene alla memoria collettiva del paese e che continua a rappresentare un momento di incontro tra tradizione, economia locale e identità territoriale.
Definirla semplicemente una fiera sarebbe riduttivo.
Per generazioni è stata un punto di riferimento per allevatori, commercianti, famiglie e visitatori provenienti dai centri vicini. Un luogo dove si intrecciavano relazioni economiche e sociali, ma anche racconti, consuetudini e appartenenze. Una di quelle tradizioni che sopravvivono al tempo perché riescono ancora a parlare al presente.
Così il primo mese dell’amministrazione Parrotta sembra già disegnare una traiettoria precisa.
Le istituzioni della Repubblica celebrate a Cosenza. Il Consiglio comunale che inaugura una nuova stagione amministrativa. La Ronza che richiama le radici profonde della comunità.
Tre scenari differenti. Tre fotografie dello stesso momento.
Il resto arriverà con il tempo, con gli atti amministrativi, le scelte politiche e le inevitabili difficoltà che accompagnano ogni esperienza di governo locale.
Per ora resta l’immagine di un Generale che ha lasciato la divisa per indossare la fascia tricolore del proprio paese.
Cambia il contesto. Cambiano le responsabilità. Non cambia, almeno nelle intenzioni, l’idea di servizio che accompagna chi sceglie di mettere la propria esperienza al servizio della comunità.

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