CATALDO MINÒ: DAL GOVERNO DI CARIATI ALLA SFIDA REGIONALE. L’UOMO DELLE OTTO TORRI CHE GUARDA OLTRE LO JONIO

Cariati al centro della politica calabrese: per una città che vuole contare!

Cataldo Minò (a destra nella foto), firma la candidatura a consigliere regionale nella lista di Roberto Occhiuto

Antonio Loiacono

Mai come questa volta, le imminenti elezioni regionali del 5 e 6 ottobre accendono i riflettori su Cariati. La cittadina jonica delle otto torri diventa epicentro politico, laboratorio elettorale e simbolo di una Calabria che vuole farsi ascoltare. Non uno, non due, ma ben tre candidati portano il nome di Cariati nelle liste dei due principali schieramenti.

Et voilà, ecco la candidatura di Cataldo Minò, sindaco in carica, che ha scelto di correre nelle file del centrodestra guidato da Roberto Occhiuto. La sua figura, frutto di un percorso amministrativo riconosciuto e radicato, viene raccontata come esempio di buon governo locale, capace di attrarre consensi e di proiettarsi sulla scena regionale con credibilità.

Il suo nome, sta accendendo entusiasmi e discussioni in queste ore febbrili di composizione delle liste per le elezioni regionali del 5 e 6 ottobre. La sua firma sull’accettazione di candidatura nelle file del centrodestra guidato da Roberto Occhiuto non è solo un atto formale, ma il segnale forte di una scelta politica che nasce dal basso e si proietta verso l’alto, dalla comunità alla Regione.

Minò porta con sé il peso e l’orgoglio di una città simbolo: Cariati, la “perla dello Jonio”, con le sue otto torri che guardano l’orizzonte come fari di storia e identità. Qui il sindaco ha saputo incarnare un modello di governo che unisce pragmatismo e visione, concretezza e capacità di sognare. È proprio quel buon governo, riconosciuto anche dai suoi avversari, a renderlo oggi figura centrale nello scacchiere regionale.

La sua candidatura non è soltanto un tassello strategico per il centrodestra: è la rappresentazione di una Calabria che vuole smettere di essere periferia e che rivendica il diritto di portare in Regione le sue esperienze migliori. Con Minò, non corre soltanto un sindaco, ma un intero popolo che si riconosce nella sua storia, nei suoi risultati, nella sua volontà di cambiare passo.

Cariati non rimane più spettatrice, ma diventa protagonista. E lo fa attraverso il suo primo cittadino, pronto a trasformare l’esperienza di amministratore locale in una sfida più grande, in un impegno regionale che guarda al futuro con radici ben piantate nella propria comunità.

Le regionali calabresi, con la presenza di Cataldo Minò, non saranno solo una battaglia di partiti o di coalizioni: saranno anche la prova di quanto i territori, quando esprimono figure credibili e radicate, possano alzare la voce e farsi ascoltare.

Cariati diventa così il microcosmo di una Calabria che si specchia nelle sue contraddizioni ma anche nelle sue ambizioni: tradizione e innovazione, continuità e rottura, esperienza amministrativa e forza delle idee nuove.

Il voto, in questa cittadina, non sarà soltanto una scelta di campo tra centrodestra e centrosinistra, ma un vero e proprio referendum sul futuro di un territorio che vuole contare di più. Perché se è vero che la politica si decide nei palazzi di Catanzaro, è altrettanto vero che senza le comunità vive e coraggiose come quella cariatese, nessun progetto di Calabria può avere radici profonde.

Non è più soltanto città di mare e di storia: Cariati è, a tutti gli effetti, città politica. E il 5 e 6 ottobre i suoi cittadini voteranno anche per dire al resto della Calabria che questa comunità è pronta a pesare, a incidere e a sognare un futuro da protagonista.

 

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