BERSANI-RENZI, AGRICOLTURA ASSENTE DA DIBATTITO

Siena, 28 novembre 2012 – Rottamazione, discontinuità, vecchi e giovani, antico e moderno: sono le parole che più frequentemente hanno riempito, da mesi, i dialoghi tra i due aspiranti premier del centrosinistra, Pier Luigi BERSANI e Matteo RENZI. “Tante parole spese su come dovrebbe essere il futuro dell’Italia, ma alcune parole chiave sono state quasi dimenticate: agricoltura, sostenibilità, ambiente, paesaggio, green economy, enogastronomia, difesa dalle contraffazioni delle denominazioni di origine e dei prodotti made in Italy, consumo di suolo, cultura del cibo e del vino, e potremmo continuare”: a dirlo è Paolo BENVENUTI, dg delle Città del Vino, l’associazione dei Comuni a più alta vocazione vitivinicola d’Italia, nel giorno del duello in tv Bersani-Renzi, stasera su RaiUno, su regole e programmi in vista del ballottaggio delle Primarie del centrosinistra. Programmi in cui, si chiedono le Città del Vino, “che fine ha fatto una delle voci più importanti per l’Italia: l’agricoltura?”. “I temi del lavoro, dell’economia e del rinnovamento della politica sono sicuramente i più gettonati anche perché la crisi c’è e colpisce tutti – continua BENVENUTI – provocando i maggiori disastri nei confronti delle categorie più deboli: anziani, pensionati, lavoratori precari, giovani disoccupati, famiglie che non ce la fanno a pagare i mutui, aziende che chiudono. Ma proprio per discutere su quale sia il futuro per il nostro Paese, sarebbe interessante conoscere in modo più approfondito cosa ne pensano i “duellanti” del Pd delle politiche da adottare per fare in modo che disoccupazione e precarietà, possano trovare una soluzione investendo sulle “nostre” parole chiave, tenendo conto – conclude il dg delle Città del Vino – che il modello di sviluppo che è stato fino ad oggi perseguito ha dimostrato i suoi limiti e fallimenti, vedi il caso emblematico dell’Ilva”.

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