AUT AUT: LA SCELTA POSSIBILE?

Ricompare sui muri della città il misterioso manifesto de “l’Alternativa”, una sorta di appello subliminale, un invito alla riflessione, alla consapevolezza nell’esercizio del pensiero. Che poi sia il dominante o quello secondario, poco interessa: l’importante è creare attesa, meraviglia, sbalordimento. Questa volta, in campo blu, oltre alla scritta “l’Alernativa”, campeggiano tre aggettivi semplici ed impegnativi allo stesso tempo: “libera, vera, credibile”. E si apre un universo che ci traghetta pari pari nel groviglio politico di casa nostra, ove abbondano sigle, acronimi, slogan, motti e formule datate, ma comunque sempre comode per accalappiare consensi che, in questo caso, si traducono in voti, Già, perché la lunghissima campagna elettorale che si concluderà con le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale è giù iniziata. È vero che come su un campo di calcio si stanno scaldando solo i muscoli, ma i bomber stanno uscendo allo scoperto, e con essi l’intera squadra, allenatore in testa. Gli spettatori sono assiepati sugli spalti; la passione è sottotraccia, timida, anche perché non si conoscono le formazioni esatte, ma è prevedibile qualche cambio di casacca in zona cesarini, e di conseguenza un capovolgimento di fronte nel tifo. Pure sul nome delle squadre regna l’incertezza, fra Cariati Domani, Giovane Cariati, Cariati che Verrà, Cariati ai Cariatesi, Cariati Che Bella che Sei, Riprendiamoci Cariati, Restituiteci Cariati, Giù le Mani da Cariati e via predicando, si è incuneata “l’Alternativa”. Per il nostro inseparabile dizionario, “alternativa” è “una scelta possibile tra due soluzioni, quasi un dilemma”. Se non hai “alternativa” non hai scelta. Ora “l’alternativa” c’è: quindi devi scegliere noi, giacché per la logica, in un sistema di due proposizioni, una è necessariamente “vera” se l’altra è falsa. E l’altra è sicuramente falsa. Ma la verità esige schiettezza e lealtà, e deve essere esente da limitazioni e costrizioni: in una parola, “libera”. Accade, però, che nel mondo delle immagini e della globalizzazione del sapere, essere liberi dai bisogni, anche quelli spirituali, non sempre coincide con il proprio arbitrio che, comunque, deve sottostare a precise regole imposteci dalla morale e dall’umana ragione. Ne deriva che oltre a “vera” e “libera”, l’alternativa, per qualificarsi tale, deve essere “credibile”, degna di fiducia, la quale si costruisce, dentro, attorno e fuori di sé, ogni giorno, con le vene, i polsi, il volto, il cuore e l’anima. Ma dopo tutto questo po’ po’ di esegesi, nemmeno troppo indovinata, non siamo riusciti, neanche questa volta, a svelare il mistero. Serve qualche altro elemento, altrimenti come faremo a capire chi è “l’Alternativa”, noi che veniam dal mondo greco e giungemmo nel cosentino coll’amico Cicco, a piedi, e neppur ci siam salvati?

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