di Marco Toccafondi Barni
PORTOGALLO – UZBEKISTAN 5 – 0 (Ronaldo (2), Mendes, Nematov (A), Leão)
Arriva anche lui, il cyborg di Funchal, l’unico che mancava all’appello nell’Olimpo degli Dei, nel firmamento di questi Mondiali: Cristiano Ronaldo. Si presenta con una doppietta e con un record: essere il primo calciatore ad aver segnato in ben 6 Mondiali. Incredibile è la parola giusta.
È una partita senza storia quella che di fatto manda i portoghesi agli ottavi e la banda Cannavaro a casa. Gli uzbeki, eccezion fatta per un eurogol nel sette, come si diceva una volta, bellissimo, non si sono praticamente mai visti. Né oggi né per la verità nel torneo.
Prima occasione ed è subito Cristiano: l’ex serie A Cancelo mette in mezzo un bel pallone che CR7 sfrutta al meglio infilando sul primo palo Nematov. Siamo appena al 6° minuto ed è già record, vantaggio portoghese e partita decisa. Non c’è male.
Passano circa 10 minuti e CR7, ancora lui, guarda a lungo una palla su punizione, che l’arbitro rimanda in continuazione per far rispettare le distanze in barriera, sbuffa il re e segna anche con lo sguardo, perché il portiere uzbeko si prepara per provare a pararla a quel fenomeno, poi improvvisamente la calcia un po’ a sorpresa Nuno Mendes ed è un siluro che finisce alla destra di Nematov, lasciandolo senza scampo. E al quarto d’ora sono 2.
Si vede anche un po’ di Uzbekistan, grazie a un gesto tecnico di G’aniev meraviglioso, che batte Diogo Costa, ma l’arbitro Jalal Jayed annulla per un evidente fallo su Cancelo in precedenza. Si resta sul 2 a 0 per i lusitani e si va al riposo così.
La ripresa non offre niente, del resto non ha più nulla da dire, i portoghesi passeggiano allenandosi, mentre per gli uzbeki va bene. Arrivano altri 2 gol, un’ autorete e segna perfino Leao appena sceso in campo, in un match che ha mostrato il prepotente ritorno sulla scena di Ronaldo e dà 3 punti fondamentali per il cammino nel torneo ai lusitani.
GIORDANIA – ALGERIA 1 -2 (Al Rashdan, Benbouali, A. Gouiri)
– E’ una partita un po’ strana quella tra Giordania e Algeria, perché se è soprattutto quest’ ultima a fare gioco e tenere il pallino per tutto il primo tempo, a 10 minuti dal duplice fischio sorprendentemente sono i mediorientali a passare in vantaggio, con la 5° rete in nazionale di Al Rashdan che, di esterno destro, batte rasoterra Zidane son.
Ma l’ Algeria è piu’ forte e forse anche piu’ squadra, dunque nella ripresa la ribalta: prima al 69° Benbouali di testa, complice un errore di valutazione del portiereavversario e poi a minuti dal 90esimo con Gouiri; l’attaccante del Marsiglia è bravo e intuitivo a spingere in porta un pallone vagante nell’ area piccola. E così i nordafricani adesso possono anche sperare. Ai saluti la Giordania dopo un Mundial francamente incolore.
INGHILTERRA – GHANA 0 – 0
– Ai Mondiali arriva il Tavor, made in England. Già, siamo alle solite con gli inglesi, quelli che il calcio lo hanno inventato ma quasi mai vinto: bene la prima, maluccio o male le altre.
E la storia non cambia nemmeno nel 2026, purtroppo per i sudditi della regina, perché in una partita soporifera contro Ghana l’unico a farsi vedere nel primo tempo è Rice. Per il resto, a partire da un Bellingham fantasma, gli inglesi fanno poco e nulla nei primi 45 minuti con Tuchel che sembra aver suggerito ai suoi di attaccare con gli esterni sulla fascia, visto il gioco prodotto, in modo da vincerla in quella parte del campo. Tuttavia i frutti non si vedono e si va al riposo con le reti bianche come il milk. Sì, certamente, gli inglesi sono stati padroni del gioco e hanno tenuto sempre il pallino in mano, però il Ghana non ha permesso ai rivali di creare nessuna vera palla gol, grazie a un’ efficace azione fondata interamente su linee difensive ben solide. L’equilibrio è quindi grande sotto il cielo di Boston.
Inizia la ripresa e addirittura, almeno fino alla metà del secondo tempo, è il Ghana a farsi vedere, a differenza della prima frazione di gioco, mentre gli inglesi si renderanno pericolosi e inizieranno a giocare, come talvolta sanno fare, solo nel finale e infatti finalmente arrivano occasioni pericolose: la piu’ importante con O’Reilly , che di testa centra la traversa. Non basta, perché Ghana con una signora prestazione si porta in saccoccia un punto d’oro in chiave qualificazione. Ora gran partita, decisiva, contro la Croazia, mentre gli inglesi dovranno affrontare una bella nazionale, Panama, ma ormai immeritatamente eliminata.
PANAMA – CROAZIA 0 – 1 (Budimir)
– C’è modo e modo per uscire dai Mondiali, quello di Panama è onorevole. Los canarelos, dal soprannome piu’ geopolitico che c’è, fanno infatti una gran partita e soprattutto un eccellente primo tempo, spaventando non poco i vicecampioni del mondo nel 2018 in Russia, davvero un’ altra era storica e soprattutto geopolitica quel Mundial.
“Sì, se puede”, cantano i tifosi panamensi, infatti la loro squadra risponde e per 45 minuti fa soffrire i croati e il leader assoluto Modric, alla sua 200 partita. Il match è un po’ bloccato e l’occasione piu’ grande è di Panama con Rodríguez che con un bel colpo di testa costringe Livaković a una gran parata sulla traversa, occasione che comunque sarebbe stata revisionata al VAR in caso di gol, forse il pallone era uscito dal rettangolo verde.
Inizia la ripresa e un allenatore di grande esperienza come Dalić azzecca la mossa: mette Ante Budimir. Passano solo 9 minuti dal fischio e il centravanti dell’ Osasuna la mette dentro: visionaria palla di Pašalić sul secondo palo panamense e proprio il neo entrato porta in vantaggio la sua nazionale.
Eppure Panama è piu’ viva che mai e ci prova a pareggiare, ma i piu’ esperti e navigati croati reggono gli assalti. Finirà con 3 punti importantissimi per la Croazia e i saluti, pur con grandi meriti e onore, per i panamensi.
COLOMBIA – R.D. CONGO 1 – 0 (Muñoz)
– E’ una partita a senso unico quella tra Colombia e Repubblica Democratica del Congo, coi colombiani assoluti padroni del campo e del gioco per tutti i ’90, eccezion fatta il finale.
Tuttavia, l’ incontro diretto dal nostro Mariani si sblocca solo a un quarto d’ora dalla fine e questo grazie a un Mpasi in versione superman. Il portiere franco-congolese, cresciuto nella giovanili del PSG, è in stato di grazia e respinge gli assalti e i 14 tiri (solo nel 1° tempo) de los Cafeteros, che chiudono la prima frazione con ben 14 conclusioni e un palo colpito da Muñoz.
Nell’ intervallo doverosa un’ occhiata agli spalti nell’ avveniristico stadio di Akron in Guadalajara, c’è infatti il pittoresco “tifoso statua”, grazie al quale storia e geopolittica si incontrano. Egli rapprsenta infatti la posa plastica della statua dedicata a Patrice Lumumba, lo storico leader politico al quale si deve l’indipendenza della Repubblica Democratica del Congo. Fu ucciso da una scelllerata decisione di Belgio e Stati Uniti. Il celebre sostenitore, vera icona nazionale, è Michel Kuka Mboladinga, conosciuto da tutti con il nome di ‘Lumumba’.
La ripresa non muta e alla fine arriva il gol dell’ attivo terzino Daniel Muñoz che, abile, devia un passaggio di Cordoba. La Colombia è avanti e ci resterà fino alla fine, nonostante gli assalti degli avversari, vale la qualificazione per ora a punteggio pieno. Per la Repubblica Democratica sarà fondamentale vincere con un Uzbekistan ormai eliminato. Un compito alla portata.
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