RICORDO DI GIOVANNI DI NAPOLI, CARIATESE, FILOSOFO E STORICO DELLA FILOSOFIA TRA I MAGGIORI DEL NOVECENTO, A 40 ANNI DALLA SCOMPARSA

Un plesso delle Scuole Elementari e una strada della Marina portano il suo nome

 di Franco Liguori, storico

Il 6 febbraio 1980, quarant’anni or sono, moriva a Roma, dove era vissuto per gran parte della sua vita, Giovanni Di Napoli, filosofo e storico della filosofia tra i maggiori del Novecento, originario di Cariati, dove era nato il 5 ottobre 1910 (nel centro storico, in Via Purgatorio), da famiglia di modeste condizioni sociali. Di Napoli fece i suoi primi studi nel Seminario Vescovile della sua città, all’epoca capoluogo della Diocesi di Cariati, e poi li proseguì al Seminario “S. Pio X” di Catanzaro, dove conseguì nel 1932 la laurea in Teologia. Nel 1940 si laureò anche in Filosofia, con una tesi su Pasquale Galluppi,  presso l’Università Cattolica di Milano, dove ebbe eminenti maestri come Francesco Olgiati, Amato Masnovo e Umberto Antonio Padovani. Presto ottenne la libera docenza per l’insegnamento di Storia della Filosofia. Dopo aver insegnato per alcuni anni nel Seminario regionale di Molfetta, nel 1948 passò ad insegnare Pedagogia nell’ Istituto Universitario “Maria SS. Assunta” di Roma; nel 1952 ottenne presso lo stesso istituto l’incarico per l’insegnamento di Filosofia e nel 1955 fu nominato straordinario di Cosmologia nel Pontificio Ateneo Urbano di Roma. Nel 1979, in virtù della sua vastissima produzione nel campo degli studi storico-filosofici, gli fu conferita la cattedra di Storia della filosofia italiana presso la Facoltà di Magistero dell’Università statale di Roma. Morì a Roma il 6 febbraio 1980. Il prof Giorgio Giannini, già ordinario di Filosofia nell’Università Lateranense (Roma), così lo ricorda: “La vita di Mons. Di Napoli è  un esempio di laboriosità eccezionale e di applicazione costante allo studio. Ogni iniziativa culturale lo ha trovato sempre pronto e disponibile, don dedizione e abnegazione superiori ad ogni elogio. Costante è stata la sua collaborazione a riviste filosofiche con studi di ampio respiro, presto divenuti volumi; di notevole valore scientifico i suoi contributi alla “Grande Antologia Filosofica”. Nel 1992 gli è stato intitolato il principale plesso delle Scuole Elementari di Cariati (prima denominato “Via Molinello”) e, successivamente, il Comune gli ha intestato una via importante della Marina. Il dotto sacerdote e filosofo cariatese fu membro di numerose Accademie e prestigiosi Istituti culturali, tra cui la Deputazione di Storia Patria per la Calabria, ed insignito di Medaglia d’oro ai meriti della Cultura e dell’insegnamento. Alla sua morte, lasciò gran parte dei suoi libri alla Chiesa di Cariati, che, nel 2003, istituì nei locali dell’ex Episcopio una piccola biblioteca a lui intitolata, non fruibile attualmente a causa degli annosi lavori di recupero del Palazzo Vescovile, che non riescono ancora a partire.  Auspichiamo che l’istituto scolastico che porta il suo nome, voglia promuovere una qualche iniziativa culturale per ricordarlo, in quest’anno 40° dalla sua scomparsa, che, purtroppo, coincide con un momento difficilissimo per la scuola italiana, a causa della terribile pandemia del covid-19, che sta investendo, in quest’ultimo periodo, anche la nostra regione.

Gli scritti filosofici

La produzione scientifica di Giovanni Di Napoli, tra saggi, volumi monografici e contributi a convegni, è vastissima; molti suoi scritti hanno ricevuto prestigiosi premi letterari ed autorevoli riconoscimenti. Fondamentali sono i suoi saggi sulla filosofia del Rinascimento, di cui restano sempre attuali quelli su Lorenzo Valla, su Pico della Mirandola e su Tommaso Campanella. Il saggio “Tommaso Campanella filosofo della restaurazione cattolica” (Padova, Cedam ,1947) si può considerare come l’opera più importante del Nostro. Secondo Luigi Firpo, autorevole specialista di studi campanelliani, “si tratta del più ampio lavoro italiano sull’argomento e può dirsi sintesi ordinata e fedele del pensiero campanelliano nella sua maturità”.  Al Di Napoli si deve anche un’edizione italiana in tre volumi della Metafisica del Campanella, con testo latino a fronte, edita da Zanichelli (Bologna, 1967), con un’ampia introduzione, in cui egli afferma  la tesi della sostanziale e permanente ortodossia del pensiero dello Stilese, superando con buone motivazioni sia l’esegesi assolutamente negativa dell’Amabile che quella mitigata dell’Amerio e del Firpo. Un altro scritto fondamentale di Giovanni Di Napoli è il volume “Giovanni Pico della Mirandola e la problematica dottrinale del suo tempo” (Roma, 1965) che, a giudizio di Giorgio Giannini, “costituisce uno dei più notevoli contributi scientifici all’esatta puntualizzazione del pensiero della Rinascenza, e deve essere additato come un esempio modello di ricerca storica condotta nel modo più scrupolosamente onesto ed obiettivo” . Altrettanto importante è un volume di circa mille pagine, Studi sul Rinascimento (Giannini Editore, Napoli, 1973), che raccoglie diciotto saggi da lui dedicati al pensiero italiano del Rinascimento, settore in cui Di Napoli fu un autentico riconosciuto specialista. La sua tesi a proposito del Rinascimento è che esso continua il Medioevo, sviluppando, integrando, polemizzando, sempre comunque arricchendolo; ma del Medioevo non è la ripetizione e nemmeno l’opposizione senza residuo. Per Di Napoli è impossibile comprendere la storia del pensiero rinascimentale senza metterlo in rapporto col Cristianesimo; di qui l’importanza dell’indagine storiografica, del più religioso rispetto del documento,  che va letto nella complessità dei suoi aspetti, senza pregiudizi e preconcetti, canone ermeneutico al quale il filosofo di Cariati si è sempre attenuto. Un corposo saggio, di ben 384 pagine, Di Napoli scrisse anche su Lorenzo Valla, dal titolo : “Lorenzo Valla-Filosofia e religione nell’umanesimo italiano”, edito a Roma nella collana “Uomini e dottrine” nel 1971. Nell’accurato e denso saggio “L’immortalità dell’anima nel Rinascimento” (Torino, 1963) il Di Napoli  tratta di quel vasto movimento di pensiero e di appassionate polemiche che nacque nel Rinascimento intorno al problema dell’immortalità. Si tratta – come scrive Giannini – di “uno studio pertinente e informatissimo, che fa il punto sulla storia di una questione di larga risonanza dottrinale in tutta la storia del pensiero”.  Grazie alla sua salda e sicura conoscenza del pensiero filosofico e teologico, sia a livello storico che speculativo, Di Napoli seppe penetrare ed intendere non solo i pensatori del Rinascimento, ma anche Galluppi, Rosmini, Gioacchino da Fiore e i pensatori contemporanei, ripresi nel problematico saggio “La filosofia della morte dell’uomo”, l’ultimo suo lavoro, edito a Reggio Calabria nel 1978, in cui sono sottoposti ad analisi rigorosa Lévi-Strauss, Nietzske e Marx, Gramsci e Sartre, Shaff e Della Volpe, Marcuse e Camus. Giovanni Di Napoli, oltre che filosofo e storico della filosofia, fu anche importante pedagogista. Tra i suoi scritti di pedagogia, vanno segnalati il saggio “Il concetto di educazione” (Roma,1952) , la monografia “Il pensiero di Gian Giacomo Rousseau” (Brescia,1952), i suoi studi “La concezione dell’essere nella filosofia contemporanea” (Roma,1953), “Antonio Rosmini e le correnti teologiche del suo tempo” (Milano, 1972).  Pur essendo vissuto per gran parte della sua esistenza a Roma, Giovanni Di Napoli non dimenticò mai la sua terra d’origine, la Calabria, che, come egli stesso faceva notare, “fra tutte le regioni italiane è quella che proporzionalmente ha avuto il maggior numero di filosofi” . Ed ai filosofi calabresi egli dedicò molta attenzione di studio e di ricerca, scrivendo saggi su Gioacchino da Fiore, su Telesio, su Campanella, su Galluppi.  Per la scuola, Giovanni Di Napoli pubblicò presso la casa editrice Marietti di Torino, una “Storia della Filosofia” per i licei (1956-57) e una “Storia della filosofia e della pedagogia” per gli istituti magistrali (1962), testi che incontrarono grande diffusione e fortuna nel mondo degli studenti e dei docenti delle medie superiori, per la loro completezza e chiarezza. Di Napoli è noto anche come autore di numerose “voci” della “Enciclopedia Filosofica”.

Nota bibliografica

F. RUSSO,Mons, Govanni Di Napoli, in “Calabria letteraria”, anno XXVIII, n.4-5-6,1980

M.SQUILLACE, Ricordo di Giovanni Di Napoli, in “Vivarium”,anno I,2, apr./giugno 1980

G. GIANNINI, Commemorazione di Mons. Giovanni Di Napoli, in “Calabria letteraria”, anno XXVIII, n.4-5-6, 1980

F.LIGUORI, G.Di Napoli, E.R.Faggiano, M.Venneri: tre figure di maestri ed educatori, Grafosud, Rossano 1996

F. LIGUORI, Giovanni Di Napoli, filosofo, pedagogista, storico della filosofia, in “Rivista calabrese di storia del Novecento”, n. 1, anno 2017

F. LIGUORI, Giovanni Di Napoli, in “Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea”, ICSAIC,2019

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