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PASS A STELLE E STRISCE , MAROCCO CI SIAMO. BRASILE SUL VELLUTO, MONTELLA K.O

di Marco Toccafondi Barni


USA – AUSTRALIA 2-0 (Burgess (A), Freeman)

“Perché no” ? Lo scrisse su un cartello di fronte al suo negozio di articoli sportivi e collezionismo nel centro di Firenze e sotto una riproduzione delle coppa con le grandi orecchie l’ex arbitro e tifoso viola Menicucci, una delle ultime volte che la sua amata Fiorentina partecipo’ alla Champions,  Ecco, la stessa domanda si potrebbe proporre oggi per la nazionale Usa.

Già, perché no ? Hanno dei talenti notevoli, soprattutto l’assente di questo match, Pulisic, giocano bene e sono veloci, spietati con un allenatore comunque di livello e finalista proprio in Champions quale l’argentino Mauricio Pochettino. E allora, perché no ? Ripetiamolo ossessivamente, visto sarebbe una rivoluzione sportiva e perfino geopolitica, tanto il presidente Trump ha puntato su questo Mundial insieme a Infantino.

La partita è senza storia e si capisce subito che sarà a senso unico: la squadra “americana” dà il meglio di sé mettendo spesso in grande difficoltà la malcapitata l’Australia. E tutto ciò si traduce in un risultato che, nei fatti, chiude l’incontro prima dei 45 minuti: dopo 11 minuti c’è l’ autorete di Cameron Burgess un imprendibile Balogun (ovazioni per lui) la mette in mezzo e il povero Burgess in maniera un po’ goffa mette la sfera nella porta sbagliata. L’ Australia non reagisce per nulla e anzi pare dover capitolare da un momento all’ altro per tutto il primo tempo, però capita solo allo scadere: rete di Alex Freeman, un raddoppio logico al cardiopalama poiché inizialmente il guardalinee dà fuorigioco il VAR corregge il gol dell’ ottimo Freeman. E’ 2 a 0, poi nella ripresa la mossa che porta un pochino di Italia al Seattle stadium: entra il gioiellino grezzo di casa giallorossa, oggi al Sassuolo: Volpato. E’ un cambio di marcia per i Socerroos il tardivo ingresso del giovanissimo italo australiano, si vede qualcosa adesso, ma sempre troppo poco e soprattutto è tardi. Finisce dunque 2 a 0 e gli Statunitensi conquistano l’accesso ai 16esimi come leader a punteggio pieno. Attenzione, perché tra loro è una finale veramente epocale potrebbe persino esserci pochettino così.

SCOZIA – MAROCCO 0 -1 (Saibari)

– Primo minuto e primo gol. Non cambierà piu’ nulla, ma basta così a portare i campioni d’ Africa praticamente ai 16esimi di finale. La rete del Marocco e firmata Ismael  ed è come detto una vantaggio immediati, tipo 90 secondi, al primo tentativo della partita: Brahim Díaz butta il pallone in area, Saibari parte sul filo del fuorigioco e gira a rete con una bella conclusione al volo. E’ uno a zero e il risultato come detto non cambierà piu’ il che fa della Scozia l’eterna incompiuta di sempre, infatti seppur non sicuro e quasi scontato che il solito Brasile (che i poveri scozzesi incontrano spesso ai Mondiali) vincerà con loro e quindi coi soli 3 punti, per giunta conquistati con qualche affanno di troppo contro Haiti, potrebbero non bastare neppure per questi accessibili 16esimi di finale. Vedremo.

Peccato però, perché stavolta a differenza di altre edizioni gli scozzesi ce la mettono tutta e hanno anche gioco, grinta e qualità, oltre a talenti come McTominay, ma non basta se è vero, come è vero, che i leoni d’ atlante hanno dominato la Scozia per larghi tratti è anche vero che gli scozzesi  hanno avuto una timida una reazione nel finale di primo tempo, per poi sforzarsi molto nei 10 minuti finali. Ma è troppo poco, il Marocco tra l’altro nel frattempo ha colpito pure una traversa, quindi non serve un mago per prevedere che la fine della Scozia a questo Mondiale sarà quella di sempre o quasi: eliminati al primo turno. Peccato.

 

BRASILE – HAITI 3 -0 (Cunha (2), Vinícius Júnior)

– I Verdeoro partono forte contro Haiti, perché sanno che dopo il deludente esordio contro il Marocco devono per forza vincere contro la piccola isola caraibica. Ma è il Brasile ad essere piccino, non certo all’ altezza del suo nome, anzi, inoltre Haiti, pur prima squadra eliminata dal torneo per l’aritmetica, ha giocatori di qualità e di buona gamba. Passano così indenni, a reti bianche, i primi 25 minuti, anche se c’è un gran bel gol annullato ai brasiliani per fuorigioco, ma al 23° i carioca passano grazie all’ unico vero genio che hanno in squadra: Vinicius Jr. L’asso brasiliano entra in area di rigore e calcia a botta sicura, il portiere avversario riesce a respingere in qualche  modo pero’  l’attaccante dello United Cunha riesce a metterla in porta con un tocco ravvicinato e a portare avanti la Selecao. Finalmente.

Passano pochi minuti e poco dopo lo scoccare della mezz’ora è doppietta personale per Matheus Cunha che, con un tiro potentissimo dopo un’ azione bella e corale ispirata manco a dirlo dal solito geniale Vinicius, raddoppia.

Si va al riposo così, sul 2 a 0, poi nella ripresa il Brasile ha un piccolo calo di attenzione e allora Haiti, prima con una gran occasione nata da palla inattiva , un corner, poi con un’ altra nitida occasione sporca i guantoni di Allison, l’ex romanista oggi nei Reds mostra a tutti perché è uno dei portieri piu’ forti del mondo.

Ma la reazione finisce qui, perché in fondo si tratta di Haiti contro il Brasile, la casa madre del pallone. E allora arriva il tris: ovviamente con l’uomo geniale, il solito Vinicius, alla sua partita numero 500 che segna facile lanciato in porta da Paqueta. Finisce così, Haiti torna nella sua problematica casa e il Brasile del nostro Carletto alla fin fine va, però attenzione per arrivare lontano così non puo’ bastare. Non pare proprio il Brasile.

TURCHIA – PARAGUAY 0 -1 (Galarza)

– E’ un Mondiale veramente pessimo per qualsiasi cosa che sappia di Italia, la Turchia arrivata negli Usa con piu’ di una speranza e piena di “italiani”, a partire dall’ allenatore che lo è veramente, va praticamente quasi fuori anticipatamente, mentre già al 2°minuto di gioco Matias Galarza fa un gol improtantissimo per il Paraguay. Si tratta di una rete di pregevole fattura, come si diceva una volta: il pallone arriva ai giocatore che non si fa pregare e dai 25 metri col mancino la mette nell’angolino basso alla sinistra del portiere turco.

Si parte in salita per Montella e soci e purtroppo per loro finirà così e quidi molto male, anzi malissimo, per una Turchia ormai quasi fuori dal torneo, bene invece per i sudamericani, che grazie a questa importantissima vittoria agganciano l’ Australia e possono sperare di arrivare tra le migliori terze.

 

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