di Marco Toccafondi Barni
OLANDA – SVEZIA 5-1 (Brobbey (2), Gakpo (2), Summerville, Elanga)
– L’arancia ha una meccanica perfetta. Irrompe l’ Olanda ai Mondiali, con prepotenza, sicurezza, classe e alla fine anche un pizzico di fortuna, non guasta mai. Sì, perché se l’ormai ex interista Dumfries e Gapko sono perfetti, debordanti, sicuramente i migliori in campo, ebbene c’è anche parecchia Svezia, paradossalmente in un 5 a 1 finale, ma c’è. Eppure, per una ragione o un’ altra, non è concreta.
Passano 5 minuti e un’ azione corale olandese porta subito al vantaggio di Brian Brobbey, che tra l’altro avvia l’azione servendo Reijnders, che la passa a Gakpo, il giocatore dei Reds crossa basso in area e trova il fuoriclasse del Sunderland pronto come non mai.
Passa una manciata di minuti e al 17esimo e ancora il classe 2002, servito da Dumfries, ad andare in gol. Gli Oranje giocano bene, tutto è facile, infatti arriva il tris a inizio ripresa, stavolta è il migliore in campo (con Dumfries), cioè Gakpo, che si fa trovare pronto su un assist dell’ ottimo Dumfries. E’ un Olanda debordante, profondo notte per gli svedesi. E’ 3 a 0 e c’è ancora tutto il secondo tempo da far passare. C’è infatti il tempo per vedere altri 3 gol: al 54esimo è di nuovo Cody Gakpo ad imitare il compagno di squadra e fare doppietta. Qui la difesa svedese è quasi imbarazzante e così l’esterno Reds ne approfitta. E’ goleada ormai.
C’è solo il tempo per il classico gol della bandiera: Anthony Elanga che lanciato da Isak buca un pur ottimo Verbruggen. Ma non è nemmeno un fuoco di paglia, perché a un minuto dal 90esimo è festa anche per Summerville, subentrato a Malen alla fine del 1° tempo.
L’ Olanda si propone, sì, ma c’è un problema, anzi 2: ai 16esimi potrebbe trovare il Marocco o piu’ probabilmente il Brasile. Non esattamente avversari banali.
GERMANIA – COSTA D’ AVORIO 2 – 1 (Kessié, Undav (2)
– E’ stata probabilmente la partita piu’ divertente e quindi in bilico dei Mondiali, almeno fino a ora. Germania e Costa d’Avorio si sono affrontate a viso aperto, ma sono i campioni d’ Africa 2024 a partire meglio e infatti alla mezz’ora passano meritatamente in vantaggio con l’ex Milan Kessié, contro una Germania che gioca pure però non riesce a segnare e se non la metti dentro nel calcio è un enorme problema. E’ un eufemismo, ovvio.
Franck Kessie viene servito da uno scatenato Mr. 120 milioni, Diomande vola sulla fascia sinistra a gran velocità e crossa al centro, tira Diallo, palla ribattuta che finisce dalle parti dell’ ex rossonero che in qualche modo la mette dentro.
E’ un vantaggio che resiste, come detto soprattutto perche’ la Germania non sa segnare, di conseguenza si va al riposo con “gli elefanti” africani avanti dopo un primo tempo bello quanto equilibrato. La ripresa non cambia, nessuno è così stanco in fondo e quindi resta tutto divertente, però la Germania non la pareggia, agli ivoriani va bene così, quindi la cosa piu’ logica nel calcio: non segni ? Metti un bravo attaccante. Appunto, entra Deniz Undav dello Stoccarda, uno non altissimo e infatti inizialmente scartato, passa poco e su un bel cross la mette di sinistro. E’ il suo piede.
Grazie ai cambi indovinati dal giovane Nagelsmann la Germania ora ci crede e lotta fino all’ ultimo, ma lo stesso vale per gli africani, infine la decide una regola che è vecchia come il calcio: gol sbagliato gol subito. Davvero inspiegabilmente ci si addormenta nell’ area tedesca e subito dopo ancora Undav stoppa di destro ed è il 2 -1. La Germania la ribalta. Non è giusto, ma il calcio è anche questo. Tedeschi qualificati dopo anni, ivoriani forse anche, a causa dello storico pareggio tra Ecuador e Curacao.
ECUADOR – CURACAO 0 – 0
– Si scrive una pagina di storia: la nazione piu’ piccola ad aver mai partecipato a un Mondiale, nata solo nell’ ottobre del 2010, guadagna il suo primo, storico, punto. E lo fa contro una squadra non banale, ovvero quell’ Ecuador ormai potenza consolidata in Sudamerica, dove infatti non perde da anni: l’ultima volta col piu’ quotato Brasile. Romanticismo a full e sogni a go go in quel di Kansas City.
E’ veramente un risultato storico e a suo modo clamoroso: il Curacao si difende bene col migliore in campo, l’ottimo portiere Eloy Room. Un po’ il replay di Capo Verde con la Spagna.
Che qualcosa di storico stava per succedere lo si è intuito subito, al 2° minuto, perché c’è il primo miracolo di serata da parte di super Room. E’ Caicedo a pescare Valencia, che controlla in corsa e si presenta solo davanti al portiere del Curacao. L’estremo difensore, però, ipnotizza l’attaccante ecuadoregno e chiude bene lo specchio della porta. Sarà solo corner.
L’ Ecuador ovviamente attacca, molto, difatti ha oltre il 70% di possesso palla, eppure il primo tempo è sostanzialmente equilibrato e ricco di occasioni da entrambe le parti. Nella ripresa lo spartito non cambia, con l’ Ecuador che attacca come puo’, ma Gonzalo Plata, Valencia e soci al massimo toccano la parte alta della traversa. Nulla di piu’ , nonostante l’enorme quantità di gioco prodotta e con quelli della “Dushi Korsou” (la “dolce Curaçao) comunque sempre pronti alle ripartenze e che in piu’ di un’ occasione mettono in serio pericolo i sudamericani. Soprattutto grazie a un ottimo Chong, ex stellina dello United che ancora oggi milita in Championship.
La partita va avanti, con un arbitro all’ inglese, anche se cinese, fino al 95° minuto e le reti rimangono inviolate, per la storia e per la festa grande dei 155mila di Curacao.
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